Come scrivevo nel precedente post, raccolto lo spunto sulla mostra del 1971 in occasione del convegno in onore di Renzo Paci per l’intitolazione dell’Archivio Storico, mi attendeva un discreto lavoro. Si trattava di ricercare notizie e materiali di quanto resta dell’archivio dell’associazione naturalistica senigalliese, una realtà purtroppo tristemente dissoltasi alla fine degli anni ‘80.
Il primo elemento ad emergere è stato il libro delle firme dei visitatori. Se non fosse per le numerosissime pagine compilate, cito approssimativamente con oltre 2500 firme, forse mi cimenterei nella ricerca delle tracce di quello scolaro che oggi “primo cittadino”, visitò la mostra quand’era davvero bambino.

Renzo Paci era stata una delle poche persone che avevano intuito l’importanza di questa nuova realtà associativa. Poi si era impegnato fattivamente per la nascita e l’organizzazione della “Pro Natura” qui a Senigallia.
Di fatto con lui, assieme a Carlo Riginelli, noto commerciante dell’epoca, avevamo promosso i primi incontri ed organizzato i contatti con i concittadini sensibili alla problematica. Qualcuno degli amici più cari, un po’ per scherzo ed un po’ no!, sussurrava che eravamo di fatto il “triumvirato”. Agivamo di conserva forse anche perché ci sembrava di scorgere in quella stagione una crescita abnorme di scempi e comunque una proliferazione edilizia quanto mai disordinata. Molto ci preoccupava la “colata di cemento” che, con il “boom economico”, si riversava un po’ dappertutto sommergendo l’Italia. Continua a leggere…

Anche nei nostri ambienti di provincia molto si era parlato di una mostra a livello nazionale, anno 1967, promossa e realizzata dal “Touring Club Italiano” e da “Italia Nostra”. Aveva questo titolo: “Italia da Salvare”. Questa era stata la mostra con la quale gli scempi urbanistici, fioriti un po’ dappertutto nella penisola, dalle città alle montagne, dalle coste agli ambienti rurali, venivano vigorosamente denunciati tra i mali più gravi della nazione e quindi anche quelli più urgenti da combattere.

L’accenno a questa importante iniziativa nazionale mi consente di richiamare un’idea di quindici anni precedente a quanto pubblico quest’oggi. Nel 1996 mi frullava in mente l’idea di ricordare la ricorrenza dei 25 anni di “Senigallia No!”. Se questa fosse arrivata a maturazione si sarebbe trattato, per forza di cose, di una celebrazione del tutto tradizionale. Quindi si sarebbe visto il solito comunicato, poi ci sarebbe stata una conferenza stampa e successivamente, forse, nemmeno un convegno. Sarebbe accaduto questo in quanto l’Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio non esisteva più.
Oggi però, ricorrendo i quarant’anni, c’è la grande opportunità della rete. Il mondo del web consente di procedere speditamente, senza tamburi e grancasse da suonare in città, mettendo in campo agevolmente un prezioso ed immenso archivio vivente. Quindi un patrimonio che diverrà, di giorno in giorno, lo strumento sempre più efficiente per far circolare immagini e testi senza limiti. Così si raggiunge anche l’ambizioso obiettivo dell’archiviazione permanente e di una agevole fruizione di così tanti documenti. Continua a leggere…


Poche parole per inquadrare questa serie di articoli che usciranno con il taglio della rievocazione della mostra fotografica “Senigallia No!”. Una “rievocazione” che non vorrebbe soltanto essere una rituale celebrazione, bensì uno stimolo per rileggere oggi, con gli occhi di altre generazioni, culture, esperienze quell’assetto urbanistico ed ambientale che è sempre stato il problema della città e che fu così intensamente affrontato all’inizio degli anni ‘70.

“Senigallia No!” è stata una mostra di fotografie di una certa valenza, soprattutto per gli spunti in materia ambientale. Spunti, idee, iniziative concretizzatisi poi, nei quindici anni successivi, con la vita di una associazione e nelle iniziative più disparate intraprese in questa nostra città e nella regione.

Sono trascorsi quarant’anni da quella primavera del 1971, e se volessi anticipare le conclusioni dal mio punto di vista potrei dire, con un po’ di tristezza, che il cambio di rotta in materia urbanistica, se c’è stato, non ha lasciato sul territorio frutti abbastanza evidenti. Continua a leggere…

 
icon for podpress  Luca Paci [8:09m]: Play Now | Play in Popup | Download (23)

 
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Nella prima pagina dell’ultimo libro di Mauro Mellini, in quello spazio laddove troviamo dediche e ringraziamenti, si leggono queste poche, ma significative parole:

A tutti coloro che non leggeranno questo libro, con l’augurio che non abbiano ragione di pentirsi per non averlo fatto.

Avendolo letto posso dire che sono entusiasta. Continua a leggere…

Ho in mano l’ultimo libro di Mauro Mellini, “Il partito dei magistrati, storia di una lunga deriva istituzionale“, pubblicato dall’editore Bonfirraro. Un libro che avevo già letto prima che fosse stampato, grazie all’amicizia con l’Autore ed a quanti mi legano a lui. Un libro allora divorato in un battibaleno, ma che ora torno a rileggere con piacere.

L’ultimo lavoro di Mellini è rimasto “parcheggiato” per diversi mesi prima che – come dice il nostro avvocato – si uscisse dal giro di quegli editori che “sfoderano spocchia e pretendono di esercitare condizionamenti“. Anche questa è stata la sorte delle 200 pagine che denunciano il “male oscuro della giustizia italiana“.
Una sorte che avvolge, con un filo sottile, quasi invisibile uomini ed istituzioni. Continua a leggere…

Per Renato Biondini questo libro non è un debutto. Aveva già pubblicato opere importanti ed impegnative come “L’8 settembre nelle Marche”, nel 2004, per i tipi de Il Lavoro Editoriale o “I cannoni della vittoria”, nel 2005, per le Edizioni Bieffe di Recanati. Biondini, che nella vita di tutti i giorni è impegnato in tutt’altro settore, è intervenuto con questo volume su un aspetto poco conosciuto e sicuramente utile per approfondire il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

La sua ricerca storica porta alla ribalta quanto forse era noto solo ai conoscitori di temi militari, ma certo ignorato dal grande pubblico. La questione determinante per gli eventi militari del tempo: quella delle nuove artiglierie a canna rigata. Continua a leggere…

Avevo già recensito, e sono più di quattro anni, “Sanità e salute: un conflitto di interesse” . E’ uno degli studi pubblicati da un caro amico, senigalliese di nascita e di studi, Marcello Crivellini, ora docente al Politecnico di Milano.
Ora mi è giunto un nuovo, ponderoso volume di 460 pagine, edito da Franco Angeli, e scritto in collaborazione con Manuela Galli, docente anche lei al Politecnico nel campo dell’ingegneria biomedica: Sanità e salute: due storie diverse – Sistemi sanitari e salute nei paesi industrializzati.

E’ un testo che non si limita alle descrizioni ed alle “misure” dei vari sistemi sanitari, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Svizzera alla Cina, ma che li analizza con dettaglio, ben consci del fatto che questi ormai assorbono, nei pesi maggiormente industrializzati, un decimo del PIL. Continua a leggere…

L’altro risorgimento, ovvero l’11 settembre della Chiesa, raccontato da Lucio Martino.
Finalmente cominciano a riemergere quei fatti, quei dati, quei nomi, quelle notizie che l’agiografia risorgimentale aveva accuratamente omesso, se non del tutto cancellato.

Un bravo giornalista marchigiano, un amico di tempi lontani, Lucio Martino, ha scritto di recente su questo argomento. E’ stato dato alle stampe un bel volume di 160 pagg. con allegata anche una eccellente riproduzione della carta che raffigura il “piano” della battaglia di Castelfidardo – e della “presa di Ancona” – del settembre 1860. Il lavoro è uscito nel giugno 2010 per i tipi delle edizioni Eidon, collana “Terra”; costa 19 euro.

Il sottotitolo rende subito e bene l’idea di cosa troveremo poi scritto: “Intrighi, brogli e crimini per l’annessione di Umbria e Marche”. Si, perché questa non è la storia che conosciamo tutti, quella delle scuole medie, la versione ufficiale tramandata dai vincitori, ma lo sforzo per capire e raccontare come “la vittoria del re Regno Sardo” non sia stata in tutto e per tutto un “valoroso fatto d’arme”. Continua a leggere…

 
icon for podpress  11 settembre della Chiesa - 1- Sergio Fraboni [26:21m]: Play Now | Play in Popup | Download (180)

 
icon for podpress  11 settembre della Chiesa - 2- Lucio Martino [53:28m]: Play Now | Play in Popup | Download (162)

 
icon for podpress  11 settembre della Chiesa - 3- Domande e Risposte [19:55m]: Play Now | Play in Popup | Download (135)

Per scrivere qualche breve nota sugli epigrammi di Mauro Mellini, che abbiamo pubblicato di recente, è stato piacevole aver ritrovato un piccolo libro. Una settantina di pagine pubblicate da “Stampa Alternativa”, la casa editrice di Marcello Baraghini, che ha avuto un ruolo importante nei nostri anni giovanili.
Tra le varie pubblicazioni c’era anche questo con le “satire ed epigrammi” di Mauro Mellini. “C’era una volta Montecitorio” è illustrato da Mario Pizzola e realizzato da Stefano Andreani, quest’ultimo allora redattore di quella grande novità ed esperienza che era e resta Radio Radicale. Continua a leggere…

Ecco la storia di come e quando Mauro Mellini scrisse questo epigramma. Ricorda che lo fece in una occasione particolare, quando Claudio Martelli, giovane ministro socialista, s’insediò quale Ministro di Grazia e Giustizia. In quella occasione ebbe a pronunicare un dotto discorso, cosi articolato ed arguto che dava addirittura l’impressione che “non fosse farina del suo sacco”.
Ci dice sempre l’avvocato che “mentre il ministro parlava io scrissi l’epigramma; poi chiamai il commesso perché glielo consegnasse subito”.
“Ricordo – continua Mauro Mellini – che, ricevuto il foglietto, mi guardò con uno sguardo tra l’implorante e lo scandalizzato”.


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