Anche nei nostri ambienti di provincia molto si era parlato di una mostra a livello nazionale, anno 1967, promossa e realizzata dal “Touring Club Italiano” e da “Italia Nostra”. Aveva questo titolo: “Italia da Salvare”. Questa era stata la mostra con la quale gli scempi urbanistici, fioriti un po’ dappertutto nella penisola, dalle città alle montagne, dalle coste agli ambienti rurali, venivano vigorosamente denunciati tra i mali più gravi della nazione e quindi anche quelli più urgenti da combattere.

L’accenno a questa importante iniziativa nazionale mi consente di richiamare un’idea di quindici anni precedente a quanto pubblico quest’oggi. Nel 1996 mi frullava in mente l’idea di ricordare la ricorrenza dei 25 anni di “Senigallia No!”. Se questa fosse arrivata a maturazione si sarebbe trattato, per forza di cose, di una celebrazione del tutto tradizionale. Quindi si sarebbe visto il solito comunicato, poi ci sarebbe stata una conferenza stampa e successivamente, forse, nemmeno un convegno. Sarebbe accaduto questo in quanto l’Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio non esisteva più.
Oggi però, ricorrendo i quarant’anni, c’è la grande opportunità della rete. Il mondo del web consente di procedere speditamente, senza tamburi e grancasse da suonare in città, mettendo in campo agevolmente un prezioso ed immenso archivio vivente. Quindi un patrimonio che diverrà, di giorno in giorno, lo strumento sempre più efficiente per far circolare immagini e testi senza limiti. Così si raggiunge anche l’ambizioso obiettivo dell’archiviazione permanente e di una agevole fruizione di così tanti documenti.

La mostra, maturata a Senigallia nel 1971, fu lo spunto principale per l’avvio della prima associazione naturalistica della città, che nacque appunto in quel tempo.
Ad onor di cronaca va detto che c’erano già state altre iniziative, come quella de “Il Fischietto” per la tutela delle dune costiere diversi anni prima, ma mancava una vera realtà associativa che operasse in città e sul territorio. Aderimmo, a livello nazionale alla Pro Natura Italica, la più antica delle associazioni naturalistiche del nostro paese (divenuta poi Federazione Nazionale Pro Natura).

Un angolo della mostra

La mostra “Senigallia No!”, voluta quindi dalla neonata Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio, fu presentata al pubblico con il breve testo di seguito riportato.
Questo scritto non aveva certo le ambizioni di un “manifesto”, ma marcava nettamente le idee che animavano gli ideatori, i proponenti. Questa analisi e questi propositi tracciavano le direttrici di quella che sarebbe stata la successiva attività dell’associazione, svoltasi per ben tre lustri.

Una proposta

La crescita tumultuosa della società italiana negli ultimi vent’anni ha riguardato molto da vicino anche la nostra città, perché le ha consentito di sviluppare su grande scala la vocazione turistica, che si era venuta manifestando da almeno un secolo a questa parte. Questa crescita tumultuosa ha però offerto un comodo alibi all’affarismo più sfacciato ed ha finito con lo snaturare interi quartieri cittadini, spesso senza alcun rispetto per i monumenti storici e per gli elementi più caratteristici del paesaggio naturale.
Speculazione e insensibilità hanno potuto distruggere e contaminare, approfittando di sordità e indifferenza della classe politica, sia a livello nazionale che a livello amministrativo.
Il bilancio che la mostra “SENIGALLIA NO!” oggi tenta, non poteva, date queste premesse, che essere sconfortante: abbiamo ricevuto dai nostri avi una città finemente costruita, spesso artisticamente valida e sempre bonariamente ospitale e ad essa abbiamo sovrapposto una cappa di cemento, quasi sempre brutta, e che, comunque, si è espansa al di fuori di ogni razionale pianificazione.
Le immagini che qui presentiamo vogliono soltanto essere una prima proposta per un discorso che dovrà necessariamente essere più ampio, più articolato, più documentato. E a questo proposito chiediamo scusa a coloro che vedranno qui rappresentata la propria casa, frutto spesso di duri sacrifici, o la propria azienda, creata con il lavoro di una intera vita: se questa mostra è provocatoria, vuole esserlo infatti non nei confronti dei singoli, ma verso la coscienza civile dell’intera cittadinanza, che, siamo certi, è oramai sufficientemente adulta per saper distinguere il nuovo dal bello, la crescita disordinata dal progresso, la necessità di offrire a tutti un’abitazione civile dagli scempi della speculazione edilizia.
Se il nostro augurio è che Senigallia tenda a modellarsi sulla misura dell’uomo moderno e delle sue necessità senza prescindere né dalle dimensioni dell’ambiente, né dalle tradizioni storiche, la nostra ambizione è solo quella di intavolare un discorso che ci auguriamo lungo, approfondito, utile a tutti.

Le fotografie erano di GIANLUIGI MAZZUFFERI; le didascalie ed i testi di RENZO PACI

1 Commento

  • 1. Popinga&hellip (10 gennaio 2012, 10:06 pm) :

    […] scrivevo nel precedente post, raccolto lo spunto sulla mostra del 1971 in occasione del convegno in onore di Renzo Paci per […]

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