Il processo sommario è roba da giacobini. E in tempi d’antipolitica, si fa presto a condannare un rappresentante delle istituzioni, rovinandone vita e reputazione. Così, prima di giudicare, abbiamo voluto capirci di più ed intervistare l’Onorevole Pierluigi Andalusi, tesoriere del Partito dell’Alternativa (PdA), recentemente investito da accuse di appropriazione indebita di soldi del finanziamento pubblico al suo partito.
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Popinga: … E pensare, onorevole Andalusi, che già nel ‘78 si tentò di abrogare il finanziamento pubblico con un referendum…
Andalusi: Era solo demagogia. Non era giusto abrogare il finanziamento pubblico, perché senza finanziamento pubblico i partiti avrebbero rubato.
P: A me pare che i partiti rubassero anche con il finanziamento pubblico: Tangentopoli le dice niente?
A: Quello era il sistema, così facevan tutti. Lo disse bene Craxi in Parlamento, nella celebre chiamata in correità.
P: Ah, capisco, si rubava per non sentirsi emarginati. Un po’ come quando, da adolescenti, ci si fa lo spinello di gruppo e chi rifiuta passa da asociale. Ma, ammesso e non concesso che rubassero tutti, è sicuro che se tutti sono ladri allora nessuno è ladro? Continua a leggere…
Renzo Paci ben sapeva che a casa Mazzufferi si fotografava dall’inizio del secolo; mio nonno Luigi all’inizio del ‘900, e poi mio padre Mario. Anch’io, fin da ragazzo, avevo questa passione. M’ero attrezzato con una camera oscura un po’ rudimentale e, per quanto procedessi da autodidatta, oramai da tempo me la cavavo in diverse situazioni, sia con la ripresa, che per lo sviluppo e per la stampa.
Per le ricerche di Renzo, professore universitario, avevo già da tempo provveduto a diverse esigenze fotografiche: dalla riproduzione dei materiali d’archivio alla documentazione di altri soggetti, sempre legati ai suoi studi storici.
Per la mostra “Senigallia NO!” passammo subito alla parte più prosaica dell’operazione. Cioè cominciammo a fare quattro conti per verificare se le spese sarebbero rientrate nelle possibilità delle limitatissime finanze della neonata associazione ambientalista. Allora per noi non c’erano sponsor e, tanto meno, dovendo per forza di cose criticare le pubbliche amministrazioni, la pur vaga possibilità di ricevere qualche aiuto finanziario dagli enti pubblici. D’altronde non lo avremmo di certo chiesto per tutelare la nostra più assoluta libertà di giudizio.
Fu stimato l’onere per acquistare una decina di buste di carta fotografica Tensi, per una “pizza” di pellicola 35mm, per i bagni di sviluppo e di fissaggio necessari. Ottenemmo prezzi scontati, dall’indimenticabile ditta Tarini, grossista del settore. Partimmo così all’arrembaggio. Continua a leggere…
Come scrivevo nel precedente post, raccolto lo spunto sulla mostra del 1971 in occasione del convegno in onore di Renzo Paci per l’intitolazione dell’Archivio Storico, mi attendeva un discreto lavoro. Si trattava di ricercare notizie e materiali di quanto resta dell’archivio dell’associazione naturalistica senigalliese, una realtà purtroppo tristemente dissoltasi alla fine degli anni ‘80.
Il primo elemento ad emergere è stato il libro delle firme dei visitatori. Se non fosse per le numerosissime pagine compilate, cito approssimativamente con oltre 2500 firme, forse mi cimenterei nella ricerca delle tracce di quello scolaro che oggi “primo cittadino”, visitò la mostra quand’era davvero bambino.
Renzo Paci era stata una delle poche persone che avevano intuito l’importanza di questa nuova realtà associativa. Poi si era impegnato fattivamente per la nascita e l’organizzazione della “Pro Natura” qui a Senigallia.
Di fatto con lui, assieme a Carlo Riginelli, noto commerciante dell’epoca, avevamo promosso i primi incontri ed organizzato i contatti con i concittadini sensibili alla problematica. Qualcuno degli amici più cari, un po’ per scherzo ed un po’ no!, sussurrava che eravamo di fatto il “triumvirato”. Agivamo di conserva forse anche perché ci sembrava di scorgere in quella stagione una crescita abnorme di scempi e comunque una proliferazione edilizia quanto mai disordinata. Molto ci preoccupava la “colata di cemento” che, con il “boom economico”, si riversava un po’ dappertutto sommergendo l’Italia. Continua a leggere…
Anche nei nostri ambienti di provincia molto si era parlato di una mostra a livello nazionale, anno 1967, promossa e realizzata dal “Touring Club Italiano” e da “Italia Nostra”. Aveva questo titolo: “Italia da Salvare”. Questa era stata la mostra con la quale gli scempi urbanistici, fioriti un po’ dappertutto nella penisola, dalle città alle montagne, dalle coste agli ambienti rurali, venivano vigorosamente denunciati tra i mali più gravi della nazione e quindi anche quelli più urgenti da combattere.
L’accenno a questa importante iniziativa nazionale mi consente di richiamare un’idea di quindici anni precedente a quanto pubblico quest’oggi. Nel 1996 mi frullava in mente l’idea di ricordare la ricorrenza dei 25 anni di “Senigallia No!”. Se questa fosse arrivata a maturazione si sarebbe trattato, per forza di cose, di una celebrazione del tutto tradizionale. Quindi si sarebbe visto il solito comunicato, poi ci sarebbe stata una conferenza stampa e successivamente, forse, nemmeno un convegno. Sarebbe accaduto questo in quanto l’Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio non esisteva più.
Oggi però, ricorrendo i quarant’anni, c’è la grande opportunità della rete. Il mondo del web consente di procedere speditamente, senza tamburi e grancasse da suonare in città, mettendo in campo agevolmente un prezioso ed immenso archivio vivente. Quindi un patrimonio che diverrà, di giorno in giorno, lo strumento sempre più efficiente per far circolare immagini e testi senza limiti. Così si raggiunge anche l’ambizioso obiettivo dell’archiviazione permanente e di una agevole fruizione di così tanti documenti. Continua a leggere…
Nella prima pagina dell’ultimo libro di Mauro Mellini, in quello spazio laddove troviamo dediche e ringraziamenti, si leggono queste poche, ma significative parole:
A tutti coloro che non leggeranno questo libro, con l’augurio che non abbiano ragione di pentirsi per non averlo fatto.
Avendolo letto posso dire che sono entusiasta. Continua a leggere…
Di seguito il testo della lettera aperta, inviata a Giulia Mancinelli, alle redazioni del “Messaggero” e di Vivere Senigallia, sull’articolo comparso il 26/11/2011 sul “Messaggero”, cronaca di Senigallia, a firma Giulia Mancinelli.
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Cara Giulia, spettabili Redazioni,
immaginiamo due persone, in una stanza con le finestre chiuse e le tapparelle abbassate, che discutono animatamente su come sia il tempo fuori. Una, sulla base dello storico delle condizioni meteo nell’ultimo secolo, sostiene, grafici alla mano, che quel giorno al 99,9% c’è il sole. L‘altra, dopo complesse misurazioni della temperatura delle pareti e osservando attentamente le piante di gardenia di fianco al divano, dichiara, senza tema di smentita, che no, in quel momento sta sicuramente piovendo. La fondamentale disputa va avanti per tutta la mattinata, finché entra la donna delle pulizie e alza le tapparelle. Continua a leggere…
Oggi l’Associazione OpenPolis ha pubblicato il rapporto “L’opposizione che salva la maggioranza”, ovvero quando chi governa e chi gli si oppone (o in teoria dovrebbe farlo), in realtà vanno a braccetto. Due lati della stessa medaglia, che abbiamo imparato da tempo a chiamare consociativismo, oppure “monopartitismo imperfetto“. Ecco cosa emerge dal rapporto: Continua a leggere…
Il miglior filmato che ho finora visto sull’argomento Energy Catalyzer di Andrea Rossi e Sergio Focardi: con approfondimenti, interviste ai protagonisti e anche sottotitoli in inglese.
Buona visione.
La parola di oggi è cronoprogramma. Non passa giorno che il nostro Sindaco non si compiaccia del “cronoprogramma” di Società Autostrade: casello aperto a Pasqua, terza corsia disponibile addirittura per l’esodo estivo, la complanare promessa entro la Pasqua successiva. Insomma un trionfo biblico.
Eppure troviamo che qualcosa manchi in questo bollettino incalzante di opere pubbliche: la sicurezza di ciclisti e pedoni. Quella non sembra rientrare nel cronoprogramma, anzi appare l’ultima cosa a cui si pensa, sempre che qualcuno ci pensi realmente. Noi lo facciamo ogni qual volta ci troviamo a transitare sulla strada provinciale Arceviese accanto al nuovo casello autostradale. Continua a leggere…




