Un percorso, faticoso ma incoraggiante, trova oggi il suo naturale epilogo: il Consiglio Comunale di Senigallia si accinge a votare l’istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati.

Non resta che seguirne la discussione e il voto: anche in diretta streaming oppure, per chi è in zona, con la diretta radiofonica sulle frequenze di Radio Duomo 95.2.

AGGIORNAMENTO: l’APEN è stata approvata (in 40 minuti) con il voto favorevole di tutti i presenti (16)!

Caro ex sindaco Massimo Bello,
Mi scusi ma, appena letta la Sua esternazione sul Web, non ho saputo trattenere le risate.
Poi ho provato a sostituire la parola “indiani” con “ebrei” o “musulmani di Bosnia” o “istriani” o “tibetani”. E sono tornato serio.

Le scrivo seriamente, quindi, per capire qualcosa in più circa il Suo avvertimento. Le chiedo:

  • Dato che l’espulsione… pardon… l’allegra rimpatriata riguarderebbe tutti gli indiani presenti in Italia, compresi quelli legalmente residenti, come farebbe capire a un indiano in regola che non è più gradito? E se quello, furbo, facesse l’indiano?
  • Insomma, se questi indiani le valigie non le preparassero, Lei li andrebbe a stanare casa per casa? Mi permetto di sconsigliarLe soluzioni drastiche tipo buttarli a mare, come da altre parti autorevolmente proposto, sennò addio Bandiera Blu.
  • Come gestirebbe la logistica? Voglio sperare non caricando la gente sui treni merci. Non crede che, dopo tutto, sarebbe un gesto carino da parte Sua pagare il biglietto aereo a tutti i 120 mila indiani in Italia?
  • Wikipedia definisce pulizia etnica la “varietà di azioni atte a rimuovere forzosamente da un territorio la popolazione di un dato gruppo o sottogruppo etnico-culturale, [per] precise scelte politiche di governi e autorità, sulla base di discriminazioni etniche, religiose e ideologiche e su considerazioni di ordine politico e strategico”. Ci spiega la differenza rispetto a ciò che sottende il Suo avvertimento?

In attesa di una sua risposta chiarificatrice.

Distinti saluti.

La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti: Europa.
Il grido di battaglia risuona alto ogni volta che c’è da far passare, magari a colpi di fiducia, una qualsiasi misura restrittiva: lo vuole l’Europa!

Cambiare lo Statuto dei lavoratori? Ce lo chiede l’Europa. L’IVA al 21%? Ce lo chiede l’Europa. Ridurre le pensioni? Ce lo chiede l’Europa.
È l’alibi di ferro, il passepartout che non conosce barriere. È la Dolce Euchessina del nuovo millennio, il caro e vecchio confetto Falqui: basta la parola. Ce lo chiede l’Europa e i dubbi svaniscono. Tutto diventa semplice, chiaro, unilaterale.
Il ritornello ci è entrato in casa, persino in camera da letto. “Amore, non puoi avere mal di testa stasera: non te lo chiedo io, te lo chiede l’Europa”. Un afrodisiaco naturale. Continua a leggere…

È di una settimana fa la mia richiesta formale al Comune di avere la registrazione audio integrale di una seduta della V Commissione, dopo il diniego informale di un funzionario al telefono.
La risposta del Comune è arrivata, altrettanto formale ma tutt’altro che chiarificatrice. Contiene sì il verbale (cartaceo) della seduta, ma non risponde nel merito, se cioè la registrazione audio sia accessibile o meno.

E allora ho rilanciato la palla.

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Ai Sigg. Maurizio Mangialardi, Sindaco del Comune di Senigallia
Enzo Monachesi, Presidente del Consiglio Comunale
e p.c. ai Sigg. Alessandro Cicconi Massi, Vice Pres. del Consiglio Comunale
Enrico Rimini, Presidente della V Commissione

OGGETTO: richiesta di accesso alla registrazione audio integrale della seduta della V Commissione consiliare “Cultura, Promozione e Turismo” del 14/05/2012


Faccio seguito alla mia richiesta in oggetto del 2 ottobre e alla risposta del 5 ottobre da parte del dott. Paolo Mirti (prot. n° 51838).
Ringraziando per l’invio del verbale della seduta, ribadisco che l’oggetto della richiesta era ed è la registrazione audio integrale, la quale è documento amministrativo accessibile ai sensi della legge 241/90.

Rinnovo pertanto la richiesta di avere copia di tale registrazione, oppure la motivazione dell’eventuale diniego.

Chiedo cortese risposta scritta entro e non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento della presente, ai sensi e per gli effetti della legge 241/90 e dell’art. 328 del Codice Penale.

I documenti delle sedute delle Commissioni consiliari sono davvero pubblici?
M’è venuto questo dubbio l’altro giorno, quando un gentile funzionario comunale m’ha detto al telefono, riportando autorevole fonte istituzionale, che la mia richiesta di avere la registrazione audio di una seduta di Commissione non poteva essere soddisfatta. A quanto pare, le registrazioni audio delle sedute sono usate “internamente per redigere i verbali” (di quella in oggetto, il funzionario dice di avere una copia su cassetta), ma non possono essere diffuse.

Siccome la spiegazione non mi convince, ho scritto al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale per avere qualche chiarimento. Di seguito il testo della richiesta formale di accesso ai documenti.
Si tratta della seduta della V Commissione Consiliare “Cultura, Promozione e Turismo” del 14 maggio 2012, avente in ordine del giorno l’“incontro con i rappresentanti di Categoria delle Imprese Balneari per illustrare le problematiche inerenti la direttiva Bolkestein e l’emissione delle ricevute fiscali”. Della seduta, per il momento, è disponibile solo il verbale.

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Ai Sigg. Maurizio Mangialardi, Sindaco del Comune di Senigallia
                Enzo Monachesi, Presidente del Consiglio Comunale
e p.c. ai Sigg. Alessandro Cicconi Massi, Vice Pres. del Cons. Com.
                           Enrico Rimini, Presidente della V Commissione

OGGETTO: richiesta di accesso alla registrazione audio integrale della seduta della V Commissione consiliare “Cultura, Promozione e Turismo” del 14/05/2012 

PREMESSO CHE

  • L’art. 22 lett. d) della legge 241/90 definisce «“documento amministrativo”, ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale»;
  • L’art. 22 comma 3 della stessa legge precisa che «Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all’articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6» e gli interessati possono prenderne visione ed estrarne copia;
  • L’art. 22 comma 2 della stessa legge prevede che «l’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestà delle regioni e degli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela»

Il sottoscritto

CHIEDE

di potere aver copia della registrazione audio integrale della seduta della V Commissione consiliare “Cultura, Promozione e Turismo” tenutasi il 14 maggio u.s.
Si chiede risposta scritta entro e non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento della presente, ai sensi e per gli effetti della Legge 241/90 e dell’art. 328 del Codice Penale (omissione di atti d’ufficio).

Una consistente componente associativa degli aderenti alla neonata associazione aveva sempre mostrato spiccata sensibilità per i temi più strettamente naturalistici. Basterebbe citare l’esempio de “Il Fischietto”, una associazione di poche persone, costituita alla garibaldina alla metà degli anni ‘60, per contrastare il fenomeno del degrado della spiaggia e quello, allora macroscopico, della distruzione delle dune litoranee.
Questa mostra, di cui stiamo riepilogando fatti e momenti salienti, fu chiaramente incentrata sugli aspetti più strettamente urbanistici di Senigallia. Però una intera sezione venne dedicata al “verde” e fu corredata da dodici immagini. Queste erano una selezione delle evidenze del momento e quindi non venne fatto ricorso al pur fornito archivio in materia.
Dodici immagini di alberi deturpati ed inutilmente martoriati; le fotografie di mostruose capitozzature tanto inutili ed abnormi, quanto gravi per l’ipoteca che questo tipo d’intervento barbarico pone poi sulla stabilità futura delle chiome. Continua a leggere…

1800 chilometri: di tanto ci siamo spostati noi, le poltrone, il teatro e tutto il resto nel primo minuto dello spettacolo. Incredibile, anche perché ogni cosa intorno ci conferma l’esatto contrario: stiamo fermi, seduti in pace e senza giramenti di testa. Eppur si muove, la Terra, si muove nella sua rivoluzione – l’unica rivoluzione nonviolenta della storia – attorno al Sole.

Raccontare questa rivoluzione, per Marco Paolini, significa ripercorrere una straordinaria impresa del pensiero, oltre le colonne d’Ercole di saperi millenari, in direzione ostinata e contraria alle verità apparenti e alle opinioni dominanti. Fin dall’inizio Paolini prende a braccetto gli spettatori (ne fa salire addirittura uno sul palco per fargli da spalla improvvisata) e li conduce attraverso i progressi della scienza e del pensiero filosofico, di cui alcuni uomini d’ingegno si resero artefici a prezzo della vita, come Giordano Bruno, o di brucianti umiliazioni, come Galileo, costretto ad abiurare, provvisoriamente sconfitto dall’oscurantismo della Chiesa.

Ma le parole che Bruno disse, trent’anni prima, al tribunale che lo mandava al rogo, potrebbero benissimo risuonare, ancora più forti, verso i giudici del Sant’Uffizio che costrinsero Galileo all’abiura nel 1633: «Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla». Continua a leggere…

Cresciuta in poco tempo dai cento soci iniziali del febbraio 1971, con la mostra in corso l’associazione non aveva trovato difficoltà ad organizzare un dibattito ad “alto livello”.
Elio Marchetti, vice sindaco ed assessore all’urbanistica, era indubbiamente la personalità politica di maggior spicco del PCI senigalliese. Noto ed apprezzato nel partito sarebbe poi divenuto, nella II^ Legislatura (1975-80), consigliere regionale.

Purtroppo, almeno al momento, non ho avuto modo di rintracciare un resoconto del dibattito così come effettivamente si svolse. E’ chiaro che – di fatto – Elio Marchetti sedeva sul banco degli imputati, mentre l’accusa era affidata al professor Renzo Paci, fondatore e consigliere della Pro Natura (Associazione per la Difesa delle Natura e del Paesaggio), che nella vita politica cittadina era consigliere comunale per il PRI.

Dalle cronache del Consiglio Comunale delle settimane successive si vedono approdare in aula i temi segnalati dalle fotografie della mostra: ne è un esempio la proposta di sospendere i lavori della ditta Baldini che stava edificando appunto “l’ultimo mostro”, cioè la gigantesca costruzione in corso alla Curva della Penna. Il consigliere Pazzani (DC) aveva espresso dubbi se si fosse “agito nel pieno rispetto delle norme che regolano la materia edilizia”. La stampa di quei giorni aveva riportato alcune voci di una “inchiesta delle Magistratura” in quanto, in questo caso, si “tratterebbe di costruzione parzialmente realizzata su suolo pubblico” e per di più proprio laddove “doveva corrispondere un abbondante allargamento della strada in modo da renderla meno pericolosa”.
Che dire poi di un altro presunto illecito che chiamava in causa un funzionario del Comune “che nel costruirsi una villa non avrebbe rispettato certi confini e l’edificio avrebbe invaso un’area pubblica”. Continua a leggere…

Non tutti la presero male come il parroco di Montignano. Anzi subito dopo, sul registro dei visitatori, troviamo annotato un piacevole commento di un ospite fiorentino. Anche se l’avessero scritto perché anche questi signori avevano visto le “mani callose” del prete-muratore e quindi per bilanciare i pareri, è comunque piacevole rileggerlo:

La mostra era stata pubblicizzata con l’invito già riprodotto. Questo era stato scritto con il preciso intento di dare qualche spunto sommario “sui contenuti e sulle finalità dell’iniziativa”. Era un invito destinato ai soci ed ai simpatizzanti e quindi ne tirammo soltanto un paio di cento copie. Avevamo però raggiunto i corrispondenti delle testate dei quotidiani che allora avevano la cronaca della città: Il Corriere Adriatico ed Il Resto del Carlino. C’era poi un settimanale di diffusione poco più che cittadina, il giornale storico della Curia, cioè La voce Misena. Continua a leggere…

Ai tempi Senigallia non offriva molte soluzioni logistiche. Di fatto l’unica possibile, comunque di grande pregio, era la sede del Palazzetto Comunale Baviera.
Sempre “ai tempi”, le iniziative non erano poi moltissime e fu facile avere la disponibilità delle sale, e dei relativi pannelli, per esporre le immagini dal 6 al 20 giugno 1971.
Allora non c’erano nemmeno quei piccoli ma utilissimi sussidi tecnologici odierni; per ottenere delle didascalie che fossero facilmente leggibili da parte dei visitatori avevamo approfittato di una macchina molto particolare, in uso presso l’Azienda Autonoma di Soggiorno. Questa disponeva di grossi caratteri, con dimensioni doppie o forse triple rispetto a quelle di una normale macchina da scrivere. Quindi, così facendo, avevamo evitato alla neonata associazione oneri aggiuntivi per la tipografia; qui ci rivolgemmo soltanto per la stampa degli inviti e dei manifesti.

Le didascalie, scritte e corrette più volte, erano frutto della penna quanto mai incisiva di Renzo Paci. Furono corrette più volte – dicevo – in quanto, se avessimo mantenuto la prima stesura, in diversi casi avremmo rischiato davvero qualche querela. Malgrado l’attenta opera di revisione, però, diversi concittadini, quelli direttamente interessati ai soggetti fotografati, quando visitarono la mostra, non trattennero la loro insoddisfazione. Dei diversi ricordi ne ripesco due, quelli attinenti appunto le immagini che ora pubblichiamo. Continua a leggere…