Poche parole per inquadrare questa serie di articoli che usciranno con il taglio della rievocazione della mostra fotografica “Senigallia No!”. Una “rievocazione” che non vorrebbe soltanto essere una rituale celebrazione, bensì uno stimolo per rileggere oggi, con gli occhi di altre generazioni, culture, esperienze quell’assetto urbanistico ed ambientale che è sempre stato il problema della città e che fu così intensamente affrontato all’inizio degli anni ’70.

“Senigallia No!” è stata una mostra di fotografie di una certa valenza, soprattutto per gli spunti in materia ambientale. Spunti, idee, iniziative concretizzatisi poi, nei quindici anni successivi, con la vita di una associazione e nelle iniziative più disparate intraprese in questa nostra città e nella regione.

Sono trascorsi quarant’anni da quella primavera del 1971, e se volessi anticipare le conclusioni dal mio punto di vista potrei dire, con un po’ di tristezza, che il cambio di rotta in materia urbanistica, se c’è stato, non ha lasciato sul territorio frutti abbastanza evidenti.

Quest’oggi potrei scrivere che l’idea di ripescare le fotografie, aprire i fascicoli di quel che resta dell’archivio dell’Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio, è nata soltanto il 14 maggio di quest’anno, in occasione dell’intitolazione dell’Archivio Storico Comunale alla memoria del professor Renzo Paci. Potrei aver raccolto lo spunto da un ricordo del Sindaco attualmente in carica, Maurizio Mangialardi. Il nostro concittadino, mentre introduceva il convegno per celebrare la figura dell’illustre storico senigalliese, ha rammentato che quand’era bambino, ebbe l’occasione di visitare la mostra fotografica “Senigallia No!”
Una mostra quindi restata, anche per il primo cittadino, tra i ricordi significativi della prima gioventù. E’ significativo che un sindaco citi questa mostra, quando è ben noto che in Italia i sindaci sono di fatto “padri, padroni e padreterni” dell’urbanistica. E’ bene dire subito che di fatto, contemplando gli scempi urbanistici perpetrati un po’ in tutta la penisola, non si riesce di certo a comprendere se i primi cittadini di una qualsiasi di queste località siano appartenenti all’uno o all’altro fronte politico, conservatori o progressisti, reazionari o illuminati.

La mostra l’avemmo ricordata lo stesso, ma questo spunto ci consente anche di ricordare l’ormai tristemente noto “sindaco Monello”, Paolo Monello di Vittoria, in Sicilia, che guidò la marcia dei sindaci a sostegno del primo condono edilizio. La marcia che chiedeva di fatto l’assoluzione per i marciatori, che sarebbero stati appunto coloro che avrebbero dovuto vigilare.

Cominciamo pubblicando il podcast degli ultimi due interventi del convegno del 14 maggio. Gli unici due disponibili, che per fortuna ho registrato io stesso, in quanto la cerimonia, pur tenutasi nella sede molto attrezzata della mediateca, non è stata fatta alcuna registrazione.
E’ possibile ascoltare Augusta Palombarini allieva e collaboratrice del professore Paci, già Docente di Storia Moderna all’Università degli Studi di Macerata. Ed anche Luca Paci, uno dei figli di Renzo, che ha svolto una simpatica relazione con questo titolo “La storia sul lato sinistro del tavolo“.

L’illustrazione sovrastante, che nei fatti è stata il simbolo della mostra ( riprodotta sui manifesti e sugli inviti), è l’elaborazione di una fotografia dell’edificio, ai tempi in costruzione. Venne etichettato con la didascalia: “L’ultimo mostro”.

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