Come scrivevo nel precedente post, raccolto lo spunto sulla mostra del 1971 in occasione del convegno in onore di Renzo Paci per l’intitolazione dell’Archivio Storico, mi attendeva un discreto lavoro. Si trattava di ricercare notizie e materiali di quanto resta dell’archivio dell’associazione naturalistica senigalliese, una realtà purtroppo tristemente dissoltasi alla fine degli anni ’80.
Il primo elemento ad emergere è stato il libro delle firme dei visitatori. Se non fosse per le numerosissime pagine compilate, cito approssimativamente con oltre 2500 firme, forse mi cimenterei nella ricerca delle tracce di quello scolaro che oggi “primo cittadino”, visitò la mostra quand’era davvero bambino.

Renzo Paci era stata una delle poche persone che avevano intuito l’importanza di questa nuova realtà associativa. Poi si era impegnato fattivamente per la nascita e l’organizzazione della “Pro Natura” qui a Senigallia.
Di fatto con lui, assieme a Carlo Riginelli, noto commerciante dell’epoca, avevamo promosso i primi incontri ed organizzato i contatti con i concittadini sensibili alla problematica. Qualcuno degli amici più cari, un po’ per scherzo ed un po’ no!, sussurrava che eravamo di fatto il “triumvirato”. Agivamo di conserva forse anche perché ci sembrava di scorgere in quella stagione una crescita abnorme di scempi e comunque una proliferazione edilizia quanto mai disordinata. Molto ci preoccupava la “colata di cemento” che, con il “boom economico”, si riversava un po’ dappertutto sommergendo l’Italia.

L’associazione che stava per nascere non doveva essere soltanto la “Pro Natura Senigallia”, un po’ come tutte le consorelle sparse nella penisola, ma la denominammo “Associazione per la Difesa della Natura e del Paesaggio”. Questa decisione fu presa per sottolineare, anche nella scelta del nome, come non intendessimo occuparci soltanto di “natura”, ma anche di “paesaggio”. Proprio come, esattamente molti anni dopo, questo concetto di paesaggio fu ripreso e definito dalla Convenzione Europea per il Paesaggio: cioè la risultante di tutti gli effetti naturali ed antropici. Concetto invero sottinteso anche dalla Carta Costituzionale che, all’art. 9, ben ne sottolinea l’importanza prescrivendone anche la tutela.

Chiunque, pur se disattento e poco sensibile ad argomenti estetici, si sarebbe accorto che a Senigallia, in quella stagione, proliferavano, da un giorno all’altro, una selva irrazionale di costruzioni.
Queste realtà snaturavano rapidamente la memoria storica, colpivano spesso anche la salute fisica e mentale degli individui e senz’altro alteravano i rapporti interni della collettività.

Fu dopo qualche discussione, supportati dal consenso di tutti i fondatori, che concordammo su una precisa iniziativa che l’associazione avrebbe dovuto mettere in campo.
Decidemmo di impegnarci, con un passo netto, per una presa di posizione molto chiara nei confronti dell’opinione pubblica. Varammo così la mostra “Senigallia NO!”, che venne organizzata anche con l’intento di sensibilizzare gli amministratori. La nostra prima preoccupazione era la salvaguardia dei diritti delle generazioni future. Volevamo sottolineare che non bisognava cadere nella trappola degli interessi contingenti, trappola tesa da quanti, in un momento di esaltazione euforica, ne traevano un innegabile profitto economico.
Operando così, senza falsi pudori, la mostra delineò subito gli intendimenti e quindi una precisa immagine della neonata associazione senigalliese.

Il pieghevole per l’invito alla mostra (6-20 giugno 1971) riportava in seconda pagina questa citazione da uno dei più importanti romanzi di un famoso scrittore e drammaturgo italiano.

La vita attuale è inquinata alle radici. L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinato l’aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di peggio. (I.Svevo, La coscienza di Zeno, 1923)

Le sezioni

La mostra, oltre alla sezione riservata ai dilettanti, affronta organicamente questi argomenti:

I^ i panorami: introduce il discorso nelle sue grandi linee;

II^ vecchio e nuovo: a proposito di alcuni violenti contrasti creatisi in conseguenza di una crescita non sufficientemente controllata;

III^ vie e piazze: con intonazioni spesso vivacemente polemiche, sottolinea alcuni esempi di cattiva utilizzazione dello spazio e dei mezzi;

IV^ i mostri: pochissimi esempi – e avrebbero potuto essere molti di più – della ricerca di una originalità che rischia di essere fine a se stessa;

V^ il verde: una sezione particolarmente nutrita per documentare il preoccupante fenomeno della distruzione degli alberi e giardini che, non solo a Senigallia, ha spesso assunto aspetti molto gravi;

VI^ la spiaggia: con la aggressività delle immagini e delle didascalie, vuole esprimere la preoccupazione per le sorti della maggior risorsa cittadina; il cuore della zona a mare: poche immagini della folla di costruzioni che rischia di impedire il godimento dei beni naturali;

VII^ il cuore della zona a mare: poche immagini della folla di costruzioni che rischia di impedire il godimento dei beni naturali;

VIII^ i lungomare: una passeggiata dal Cesano a Marzocca che ci fa riflettere sugli errori e le disattenzioni degli ultimi anni;

IX^ il patrimonio artistico: uno stimolo a meglio valorizzare e proteggere le più nobili testimonianze del passato;

X^ il colore: un approfondimento in chiave cromatica di alcuni dei temi precedenti.

1 Commento

  • 1. Popinga&hellip (24 gennaio 2012, 9:44 am) :

    […] da fotografare. Poi la mostra venne più razionalmente organizzata in “dieci sezioni” (vedi post precedente). Si girava con l’auto della quale il prof. Paci era da poco divenuto proprietario. Per […]

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