Ho in mano l’ultimo libro di Mauro Mellini, “Il partito dei magistrati, storia di una lunga deriva istituzionale“, pubblicato dall’editore Bonfirraro. Un libro che avevo già letto prima che fosse stampato, grazie all’amicizia con l’Autore ed a quanti mi legano a lui. Un libro allora divorato in un battibaleno, ma che ora torno a rileggere con piacere.

L’ultimo lavoro di Mellini è rimasto “parcheggiato” per diversi mesi prima che – come dice il nostro avvocato – si uscisse dal giro di quegli editori che “sfoderano spocchia e pretendono di esercitare condizionamenti“. Anche questa è stata la sorte delle 200 pagine che denunciano il “male oscuro della giustizia italiana“.
Una sorte che avvolge, con un filo sottile, quasi invisibile uomini ed istituzioni.

Così è purtroppo, nei fatti, in quanto, da sessant’anni, l’apparato giudiziario tende a sostituirsi al potere legislativo. Il risultato porta inevitabilmente ad una netta, gravissima devianza, cosicché la magistratura diviene di fatto un “partito politico”. Quando la giustizia deforma gravemente i rapporti con le altre componenti dello Stato, risulta poi anomalo tutto il sistema istituzionale.

Mellini evidenzia magistralmente il sempre più grave pericolo che corrono le istituzioni, ed anche il fatto che purtroppo, con il passar del tempo, il rischio sembra sempre meno appariscente. Ciò accade quando non avvertiamo come l’apparato giudiziario divenga sempre più sostitutivo di quello legislativo. Il Paese resta così imprigionato in quella temibile trappola che, solo qualche tempo prima, era stata enunciata teoricamente da certi magistrati con la cosiddetta “dinamica evolutiva del diritto“.

Nella breve, ma lucida ed incisiva prefazione, a firma di Giuliano Ferrara (da ringraziare per aver rotto il muro della noncuranza, del disinteresse, della diffidenza verso un uomo che ha sempre avuto il coraggio di denunciare le sopraffazioni) viene riconosciuto a Mellini “ il candore personale” che “si sposa alla sottigliezza intellettuale in un pamphlet di singolare onestà ed efficacia”. E’ indubbio che si debba riconoscere al libro di aver centrato l’obiettivo su questa “patologia che oramai corrode come un “cancro” (l’espressione è di Mellini stesso), l’ordito costituzionale su cui si regge la Repubblica“.

Mauro Mellini
Mauro Mellini nasce a Civitavecchia nel 1927. Inizia la professione di avvocato nei primi anni ’50. Fonda nel 1966 la LID, Lega Italiana per il Divorzio, e già dieci anni prima, nel 1956, il Partito Radicale. Pubblica decine di libri da “Così annulla la Sacra Rota” del 1968 allo studio del clamoroso caso storico “Eminenza, la pentita ha parlato”, uscito nel 1982. Dal 1984 al 1989 scrive diversi libri sulla piaga del pentitismo; nel 1987 “Norme penali sull’obiezione di coscienza”, altro filone questo del suo impegno politico. E’ deputato per quattro legislature, con i radicali. Nel 1994 pubblica “Il golpe dei giudici”; seguiranno altri volumi su questi preoccupanti aspetti della malagiustizia in Italia. Dopo essere stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura negli anni ’90, fonda “Giustizia Giusta” ora on-line: www.giustiziagiusta.info

MAURO MELLINI
IL PARTITO DEI MAGISTRATI
Storia di una lunga deriva istituzionale”
Bonfirraro Editore – 94012 Barrafranca (Enna) Viale Ritrovato 5
210 pagine; 15,90 €

2 Commenti

  • 1. gianluigi (26 novembre 2011, 3:05 pm) :

     
    Mauro Mellini sarà a Jesi, al Teatro Moriconi, sabato 3 dicembre 2011, alle ore 10. Parteciperà al dibattito, organizzato dal Centro Calamandrei, sul tema:<< PROCESSI, PENSIERI, AZIONI. Riflessioni sui reati associativi da fine ‘800 ad oggi>> con Marcello Maddalena, Procuratore Generale di Torino assieme ad altre personalità.

  • 2. Popinga&hellip (11 dicembre 2011, 4:10 pm) :

    […] prima pagina dell’ultimo libro di Mauro Mellini, in quello spazio laddove troviamo dediche e ringraziamenti, si leggono queste poche, ma […]

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