copertinaConsiglio la lettura del libro di John Fante dal titolo “Full of Life” edito Einaudi € 12,00 179 pagine.

E’ un libro divertente che a tratti può strappare una risata. Il tono è ironico e scanzonato.
La storia riguarda un futuro babbo alle prese con tutte le conseguenze che l’arrivo di un bimbo possono indurre in una coppia.
Anche il rapporto Madre-figlio e Padre-Figlio vengono affrontati con leggerezza e ironia.

Lettura consigliata per rilassarsi e farsi quattro risate ma allo stesso tempo riflettere sul “diventare grandi” e maturare.

Cemento dove non te lo aspetti. Dopo il rossetto ai manichini e il pelo di cinghiale al posto del parquet, arriva l’intonaco sugli scogli. Direttamente da Senigallia.

Una svolta estetica che rivendica secoli di discriminazioni: cos’ha di sbagliato uno scoglio? E’ venuto il tempo di curarsi di loro, prima ancora che del ciuffo di Mangialardi. Altro che buche delle strade. Altro che manutenzioni. E’ una questione di Giustizia, e in più una spinta allo “Stato sociale”, insomma un aiuto ad operai e pensionati. Più lavoro oggi per chi l’intonaco mette, più lavoro domani (presto) per chi lo dovrà riparare.

Per il resto, basta qualche foto per rendere immortale un siffatto straordinario risultato. Continua a leggere…

Grandi preparativi al mare per accogliere i villeggianti. La stagione balneare incalza ed è tutto un andirivieni per cancellare i segni dell’inverno e per rendere tutto il più gradevole possibile: chi passa e ripassa il setaccio, chi spiana la sabbia, Franceschini porta via i detriti (speriamo!), chi pianta fiori, chi carreggia ombrelloni, chi fa sparire fastidiose edicole e le fa ripparire di cemento armato sulla spiaggia alla faccia del consumo del territorio…

Il meteo è clemente e regala a noi senigalliesi la possibilità di godere del nostro mare indisturbati, non c’è ancora nessuno e la spiaggia è tutta per noi! Una passeggiata sulla battigia non me la toglie nessuno, lascio la Rotonda alle spalle e vado verso il Ponterosso. Comincio a fiutare nell’aria un certo odorino che in breve si configura come un’autentica puzza di fogna, e se dico fogna dico FOGNA, non dico odore forte di cappoline in decomposizione! Continua a leggere…

Mә scusaré si avé magnàtә da pòghә,
nun è argumènt da cunvәrsazióŋ.
Ènnә ròbbә chә sә fannә e nun sә dičәnә,
ma io v’ho pròpi da fà na cunfәsióŋ.

In pòghә paròlә la storia è questa:
ma me l gabinétth mә piačә na mucchia.
La sera, la matìna e a tutth l’órә
pәr me a stà sul water è na pacchia.

Adessa nun è ch’io vòj fà l sapùtә,
ma è n po’ cómә quant sә fà l’amórә:
c’è quel chә n j sà milànd da fә
e quel chә sә badurla tre quattr’órә.

Io nt stә ròbbә nun c’ho na gran fuga,
ma l’altr giórn m’ha présә l’agitazióŋ:
la sdulurata m’è nuta a l’ stadio
mèntrә giugava la naziunal dәl palóŋ.

E pròpi ntl mumènth chә mә pareva
da èssәmә libәràtә da n gran fardèll,
daggh óltra la maŋ da la partә dәl murә
e guasi mә s’acapóna la pèll.

Dәla carta igiennica manch l’ombra,
(… sì, l so chә vujaltri dagià ridé…)
ma machì puliss duventa n problema
pәrché s’ènnә anca scurdati dәl bidè.

Tra na madonna e n’antra m’arcòrdә
chә nun ho cumpràtә manch l giurnàlә.
N artìculә dә Sallusti o dә Belpietro
pәr dass n’arpulita nun era malә.

Quant l’arbitrә fischia l sәcóndә tèmp
ecca chә mә viéŋ in mèntә la suluzióŋ:
c’avrìa d’avé la bandiera triculórә
ntla sacòccia dә diétra di calzóŋ.

Mә sa fatìga, vә l pòss’ asigurà,
ma è sól’ pәr lәvammә da st’afànnә.
Nun era acusì chә mә crәdéva
da fәstәgià i centencinquantànnә.

Sì, nun sarò statә n gran patriota
ma quant čә vòl čә vòl’, vivadio!
E pò, si la dòpra l mәnistrә Bossi
chi è chә dičә chә n la poss duprà io?

(Articolo apparso sul primo numero del giornale free press La Città Futura)

Cosa vuol dire “Open Data”? Semplicemente che alcune tipologie di dati in possesso della Pubblica Amministrazione devono essere liberamente accessibili a tutti, attraverso Internet, senza restrizioni legali o di altra natura.

Questo renderebbe lo Stato, in tutte le sue diramazioni, molto più trasparente, permetterebbe a qualsiasi cittadino di conoscerne a fondo l’attività, e ad ogni elettore di monitorare meglio i propri governanti (citando Einaudi: “conoscere per deliberare”). Dunque gli Open Data farebbero bene alla politica.
Ma avrebbero un impatto positivo sulla cultura e persino sull’economia di una nazione, perché permetterebbero nuove ricerche e analisi, attraverso il confronto e l’elaborazione di dati provenienti anche da soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione (si pensi ad esempio ai dati cartografici). Diverrebbero possibili nuovi servizi, e dunque nuove idee imprenditoriali, quindi nuova occupazione. Insomma, Open Data per la democrazia, per la conoscenza, per la qualità della vita.

Ma tutto ciò è sogno o realtà? Continua a leggere…

Il mio intervento al recente convegno “La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti” (ripreso integralmente da RadioRadicale). Visto che nel filmato non si vedono, più sotto (o anche a questo indirizzo) trovate le slide.


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Martedì 19, a Roma, presso la Camera dei Deputati (Sala delle Colonne, Via Poli 19), si terrà l’evento “La Politica della Trasparenza e dei Dati Aperti“, organizzato da Radio Radicale, Agorà Digitale, Linked Open Data Italia con la collaborazione delle maggiori associazioni italiane che si occupano di trasparenza e dati aperti, e la presenza di importanti ospiti nazionali e internazionali.
Ci sarò anche io, insieme ad InformaEtica, per presentare il progetto OpenMunicipio.

Ecco il programma completo. Continua a leggere…

E’ online l’intervista che è stata concessa a Radio Città del Capo dal prof. Sergio Focardi, uno dei due inventori del’Energy Catalyzer (di cui già abbiamo scritto), ma anche un ottimo comunicatore. Buona visione.

Una donna anziana, alta e grossa, con un modo di fare da “carabiniere”, mettendoci molta soggezione e con lo sguardo fisso se qualcuno provava a rubare qualcosa. Era circa il 1925. Continua a leggere…

Devono essere adottate opportune cautele per ostacolare operazioni di duplicazione massiva dei file contenenti dati personali da parte degli utenti della rete, rinvenibili sui siti istituzionali delle amministrazioni, mediante l’utilizzo di software o programmi automatici, al fine di ridurre il rischio di riproduzione e riutilizzo dei contenuti informativi in ambiti e contesti differenti.

Chi può aver detto, anzi scritto, una frase del genere? Chi, se non il Garante della Privacy? Continua a leggere…