Il miglior filmato che ho finora visto sull’argomento Energy Catalyzer di Andrea Rossi e Sergio Focardi: con approfondimenti, interviste ai protagonisti e anche sottotitoli in inglese.
Buona visione.
I cannoni dell’Unità d’Italia
Per Renato Biondini questo libro non è un debutto. Aveva già pubblicato opere importanti ed impegnative come “L’8 settembre nelle Marche”, nel 2004, per i tipi de Il Lavoro Editoriale o “I cannoni della vittoria”, nel 2005, per le Edizioni Bieffe di Recanati. Biondini, che nella vita di tutti i giorni è impegnato in tutt’altro settore, è intervenuto con questo volume su un aspetto poco conosciuto e sicuramente utile per approfondire il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
La sua ricerca storica porta alla ribalta quanto forse era noto solo ai conoscitori di temi militari, ma certo ignorato dal grande pubblico. La questione determinante per gli eventi militari del tempo: quella delle nuove artiglierie a canna rigata. Leggi tutto “I cannoni dell’Unità d’Italia”
Sanità e salute: due storie diverse
Avevo già recensito, e sono più di quattro anni, “Sanità e salute: un conflitto di interesse” . E’ uno degli studi pubblicati da un caro amico, senigalliese di nascita e di studi, Marcello Crivellini, ora docente al Politecnico di Milano.
Ora mi è giunto un nuovo, ponderoso volume di 460 pagine, edito da Franco Angeli, e scritto in collaborazione con Manuela Galli, docente anche lei al Politecnico nel campo dell’ingegneria biomedica: Sanità e salute: due storie diverse – Sistemi sanitari e salute nei paesi industrializzati.
E’ un testo che non si limita alle descrizioni ed alle “misure” dei vari sistemi sanitari, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Svizzera alla Cina, ma che li analizza con dettaglio, ben consci del fatto che questi ormai assorbono, nei pesi maggiormente industrializzati, un decimo del PIL. Leggi tutto “Sanità e salute: due storie diverse”
Fumo al metano (metano in fumo?)
Dam’c n’arcolta (reloaded)
Tutto a tempo di record, tranne la sicurezza
La parola di oggi è cronoprogramma. Non passa giorno che il nostro Sindaco non si compiaccia del “cronoprogramma” di Società Autostrade: casello aperto a Pasqua, terza corsia disponibile addirittura per l’esodo estivo, la complanare promessa entro la Pasqua successiva. Insomma un trionfo biblico.
Eppure troviamo che qualcosa manchi in questo bollettino incalzante di opere pubbliche: la sicurezza di ciclisti e pedoni. Quella non sembra rientrare nel cronoprogramma, anzi appare l’ultima cosa a cui si pensa, sempre che qualcuno ci pensi realmente. Noi lo facciamo ogni qual volta ci troviamo a transitare sulla strada provinciale Arceviese accanto al nuovo casello autostradale. Leggi tutto “Tutto a tempo di record, tranne la sicurezza”
Full of Life di John Fante
Consiglio la lettura del libro di John Fante dal titolo “Full of Life” edito Einaudi € 12,00 179 pagine.
E’ un libro divertente che a tratti può strappare una risata. Il tono è ironico e scanzonato.
La storia riguarda un futuro babbo alle prese con tutte le conseguenze che l’arrivo di un bimbo possono indurre in una coppia.
Anche il rapporto Madre-figlio e Padre-Figlio vengono affrontati con leggerezza e ironia.
Lettura consigliata per rilassarsi e farsi quattro risate ma allo stesso tempo riflettere sul “diventare grandi” e maturare.
Cemento allo scoglio
Cemento dove non te lo aspetti. Dopo il rossetto ai manichini e il pelo di cinghiale al posto del parquet, arriva l’intonaco sugli scogli. Direttamente da Senigallia.
Una svolta estetica che rivendica secoli di discriminazioni: cos’ha di sbagliato uno scoglio? E’ venuto il tempo di curarsi di loro, prima ancora che del ciuffo di Mangialardi. Altro che buche delle strade. Altro che manutenzioni. E’ una questione di Giustizia, e in più una spinta allo “Stato sociale”, insomma un aiuto ad operai e pensionati. Più lavoro oggi per chi l’intonaco mette, più lavoro domani (presto) per chi lo dovrà riparare.
Per il resto, basta qualche foto per rendere immortale un siffatto straordinario risultato. Leggi tutto “Cemento allo scoglio”
Archeologia sensoriale
Grandi preparativi al mare per accogliere i villeggianti. La stagione balneare incalza ed è tutto un andirivieni per cancellare i segni dell’inverno e per rendere tutto il più gradevole possibile: chi passa e ripassa il setaccio, chi spiana la sabbia, Franceschini porta via i detriti (speriamo!), chi pianta fiori, chi carreggia ombrelloni, chi fa sparire fastidiose edicole e le fa ripparire di cemento armato sulla spiaggia alla faccia del consumo del territorio…
Il meteo è clemente e regala a noi senigalliesi la possibilità di godere del nostro mare indisturbati, non c’è ancora nessuno e la spiaggia è tutta per noi! Una passeggiata sulla battigia non me la toglie nessuno, lascio la Rotonda alle spalle e vado verso il Ponterosso. Comincio a fiutare nell’aria un certo odorino che in breve si configura come un’autentica puzza di fogna, e se dico fogna dico FOGNA, non dico odore forte di cappoline in decomposizione! Leggi tutto “Archeologia sensoriale”
Ntәl mumènth dәl bisógnә
Mә scusaré si avé magnàtә da pòghә,
nun è argumènt da cunvәrsazióŋ.
Ènnә ròbbә chә sә fannә e nun sә dičәnә,
ma io v’ho pròpi da fà na cunfәsióŋ.
In pòghә paròlә la storia è questa:
ma me l gabinétth mә piačә na mucchia.
La sera, la matìna e a tutth l’órә
pәr me a stà sul water è na pacchia.
Adessa nun è ch’io vòj fà l sapùtә,
ma è n po’ cómә quant sә fà l’amórә:
c’è quel chә n j sà milànd da fәnì
e quel chә sә badurla tre quattr’órә.
Io nt stә ròbbә nun c’ho na gran fuga,
ma l’altr giórn m’ha présә l’agitazióŋ:
la sdulurata m’è nuta a l’ stadio
mèntrә giugava la naziunal dәl palóŋ.
E pròpi ntl mumènth chә mә pareva
da èssәmә libәràtә da n gran fardèll,
daggh óltra la maŋ da la partә dәl murә
e guasi mә s’acapóna la pèll.
Dәla carta igiennica manch l’ombra,
(… sì, l so chә vujaltri dagià ridé…)
ma machì puliss duventa n problema
pәrché s’ènnә anca scurdati dәl bidè.
Tra na madonna e n’antra m’arcòrdә
chә nun ho cumpràtә manch l giurnàlә.
N artìculә dә Sallusti o dә Belpietro
pәr dass n’arpulita nun era malә.
Quant l’arbitrә fischia l sәcóndә tèmp
ecca chә mә viéŋ in mèntә la suluzióŋ:
c’avrìa d’avé la bandiera triculórә
ntla sacòccia dә diétra di calzóŋ.
Mә sa fatìga, vә l pòss’ asigurà,
ma è sól’ pәr lәvammә da st’afànnә.
Nun era acusì chә mә crәdéva
da fәstәgià i centencinquantànnә.
Sì, nun sarò statә n gran patriota
ma quant čә vòl čә vòl’, vivadio!
E pò, si la dòpra l mәnistrә Bossi
chi è chә dičә chә n la poss duprà io?