Patrizia Casagrande è diventata la nuova presidente dell’UPI Marche, l’assemblea regionale dell’Unione delle Province Italiane.
Dispiace dirlo, ma i complimenti alla neo presidente, così come gli auguri di buon lavoro, sono del tutto fuori luogo.
Augurare buon lavoro alla Casagrande è come augurare una serena vecchiaia ad un condannato a morte già salito sul patibolo.
Si rischia di essere involontariamente comici, oltre che poco rispettosi delle disgrazie altrui. Leggi tutto “Dead woman walking”
Autore: Andrea Scaloni
Vabbè, abbiamo scherzato
Visto che il mio compagno di merende ha vuotato il sacco, dico anch’io due parole sulla polemica Quilly-Scaloni. Perché abbiamo montato ‘sta buffonata?
Innanzitutto perché non abbiamo niente di meglio da fare. Quilly si ricorda a malapena di svegliarsi la mattina, io non mi accorgo nemmeno se dormo o sono sveglio.
Poi perché non ci piace prenderci sul serio.
E infine perché volevamo saggiare le reazioni della gente di fronte a comportamenti apparentemente incoerenti. Leggi tutto “Vabbè, abbiamo scherzato”
Apologia del Mezza Canaja
Questo non è un articolo contro il Mezza Canaja. Questa è un’apologia del Mezza Canaja.
È l’invidia dei borghesucci a stipendio fisso e col mutuo sulle spalle, per le avanguardie rivoluzionarie senza stipendio e senza mutuo.
È l’ammirazione inconfessata del popolino verso chi ha licenza di fare come gli pare, con o senza Lodo Alfano.
Diciamoci la verità: da noi le regole sono un optional. Noi viviamo bene dove comanda il più forte o quello che alza di più la voce. E anche se non siamo noi a comandare, stiamo lo stesso al gioco, sperando domani di prenderci la rivincita. Leggi tutto “Apologia del Mezza Canaja”
Sillogismo
Vorrei sottoporre ai lettori questo sillogismo, scritto secondo i canoni aristotelici e dunque inattaccabile sotto il profilo logico. Per qualunque contestazione, rivolgetevi direttamente ad Aristotele.
La mia domanda è: il sillogismo vale qualunque sia la persona al posto di Tizio, oppure ci sono dei casi in cui non vale (ad es. se Tizio = Luana Angeloni oppure Silvio Berlusconi, ecc.)?
Premessa maggiore
Chi ha responsabilità di decidere nell’interesse pubblico non dev’essere portatore di interessi privati che possano condizionarne l’imparzialità, ovvero chi ha un conflitto d’interessi è incompatibile col suo ruolo pubblico in cui quegli interessi possano manifestarsi.
Premessa minore
Tizio ha un conflitto d’interessi nell’esercizio del suo ruolo pubblico.
Conclusione
Tizio è incompatibile col suo ruolo pubblico.
Chiedere non è lecito
Bel servizio del TG1, l’altra sera, sulla querela di Berlusconi a Repubblica per le 10 domande sul cosiddetto “scandalo sessuale”, domande che il Premier definisce «retoriche e palesemente diffamatorie».
Un record assoluto: è la prima volta nella storia che si fa causa alle domande invece che alle risposte.
Ma il bello è che lo spettatore del TG1 sente parlare di 10 domande e rimane perplesso. Cosa saranno ‘ste 10 domande? Le domande che Mosè fece sul Sinai prima di ricevere i 10 comandamenti? Un quiz per la patente di guida?
Mistero.
Delle 10 domande lo spettatore del TG1 non sa nulla, per il semplice motivo che il TG1 non gli ha raccontato nulla. Negli ultimi mesi le notizie sulle vicende “private” del Premier sono state fatte sparire dal primo telegiornale RAI, classificate come «gossip» e «chiacchiericcio». Se Berlusconi è vittima del gossip, non si può perder tempo con simili sciocchezze.
Non c’è nulla da raccontare, tranne la querela di Berlusconi per le 10 domande.
A uno spettatore del TG1 che chiedesse: “in nome della completezza dell’informazione, di grazia, ci dite quali sono queste 10 domande?”, Minzolini risponderebbe: “caro abbonato, Lei sta facendo troppe domande”.
Logos, un film già visto
Questo il testo della lettera aperta inviata a Roberto Paradisi e Marco Benarrivo, rispettivamente direttore editoriale e direttore responsabile del mensile Logos.
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Cari direttori,
Sul primo numero del vostro giornale sono apparsi, come schizzi di letame, attacchi scomposti verso i bloggers senigalliesi.
Leggo che i bloggers si imbavaglierebbero per «protestare contro una norma del Governo Berlusconi che impedisce loro di diffamare chicchessia ma si guardano bene dall’imbavagliare lo spirito servile che li unisce a doppio filo con il potere locale». Più avanti, si va cianciando di «informazione libera, questa sconosciuta» e di «liberi bloggers» controllati dal «pensiero unico» del Palazzo.
Ora, a parte che il reato di diffamazione non è stato introdotto dal presente Governo e il DDL Alfano non ha a che vedere con la diffamazione bensì con l’obbligo di rettifica dietro pesanti sanzioni pecuniarie, sarebbe interessante capire quale sia lo spirito servile che unisce i bloggers all’Amministrazione.
Il bisogno primario
Gli esperti lo chiamano “bisogno primario”. Per molti è uno dei piaceri della vita.
È un rito che si perde nella notte dei tempi, da quando Adamo mangiò la mela e la digerì. Un rito solitario che vuole i suoi ritmi, richiede tranquillità, è nemico della fretta.
Ci si prende licenza dal mondo e, seduti, si aspetta. Soli, come forse mai si è soli nella vita.
L’attesa può essere lunga e travagliata, richiedere sforzo e concentrazione. Oppure precipitare senza controllo, come in un orgasmo, verso la liberazione finale.
Superata la prova, nulla è più come prima. Non è solo questione di leggerezza: è anche l’intima, istintiva soddisfazione d’aver fatto il proprio dovere. Leggi tutto “Il bisogno primario”
Oggi sciopero
Anestesia (quasi) totale
Non tira una bella aria se, col pretesto di difendere la privacy, si limita la libertà di stampa, si fanno leggi che vietano la pubblicazione di atti pubblici e si mandano in galera i giornalisti che li pubblicano. Se, imbavagliando l’informazione, si mina uno dei pilastri d’una democrazia liberale, l’einaudiano “conoscere per deliberare”.
E soprattutto, non tira una bella aria se tutto questo cade nella (quasi) indifferenza generale, dove non si riescono più a distinguere gli ignoranti, i complici e i rassegnati. Se ciò che in altri Paesi richiederebbe i carri armati, da noi scivola via come acqua fresca. Leggi tutto “Anestesia (quasi) totale”
Un sincero democratico
Una folla enorme, ieri mattina a Ciampino, per l’inatteso arrivo di Michael Jackson e Danny De Vito.
Visibilmente ingrassato e con la mitica divisa da concerto, Jackson si accompagnava a un De Vito con più capelli del solito e tutto sommato in forma nonostante gli anni.
Voli in ritardo, fans in visibilio, turisti e curiosi ovunque, quando gli altoparlanti hanno informato che non c’era niente da vedere: non si trattava di Michael Jackson bensì del premier libico Gheddafi, e quello bassetto era il nostro Presidente del Consiglio. Leggi tutto “Un sincero democratico”