Prove tecniche di imbarazzo

L’altro giorno, all’assemblea PD di Torino, Valter Veltroni ha superato l’amnesia degli ultimi anni e ha finalmente fatto il nome del “principale esponente dello schieramento a noi avverso”.
Per un istante, un brivido è calato lungo le schiene dei presenti, temendo si riferisse a quello coi baffi in prima fila. Invece no, il suono del nome ha fugato ogni dubbio: il principale esponente dello schieramento avverso è proprio Silvio Berlusconi, di cui per giunta Valter, in preda ai fumi del giustizialismo, è arrivato a chiedere le dimissioni. Leggi tutto “Prove tecniche di imbarazzo”

Il male minore

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«La riforma della giustizia, per renderla migliore per tutti i cittadini, ci interessa e abbiamo le nostre proposte. Viceversa, quelle per fermare i processi a Berlusconi non sono riforme e non si può certo pretendere che l’opposizione le faccia proprie. Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini.»
(Massimo D’Alema intervistato dal “Corriere della Sera”, 17/12/2009)

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Sillogismo

Vorrei sottoporre ai lettori questo sillogismo, scritto secondo i canoni aristotelici e dunque inattaccabile sotto il profilo logico. Per qualunque contestazione, rivolgetevi direttamente ad Aristotele.
La mia domanda è: il sillogismo vale qualunque sia la persona al posto di Tizio, oppure ci sono dei casi in cui non vale (ad es. se Tizio = Luana Angeloni oppure Silvio Berlusconi, ecc.)?

Premessa maggiore
Chi ha responsabilità di decidere nell’interesse pubblico non dev’essere portatore di interessi privati che possano condizionarne l’imparzialità, ovvero chi ha un conflitto d’interessi è incompatibile col suo ruolo pubblico in cui quegli interessi possano manifestarsi.

Premessa minore
Tizio ha un conflitto d’interessi nell’esercizio del suo ruolo pubblico.

Conclusione
Tizio è incompatibile col suo ruolo pubblico.

Chiedere non è lecito

Bel servizio del TG1, l’altra sera, sulla querela di Berlusconi a Repubblica per le 10 domande sul cosiddetto “scandalo sessuale”, domande che il Premier definisce «retoriche e palesemente diffamatorie».
Un record assoluto: è la prima volta nella storia che si fa causa alle domande invece che alle risposte.
Ma il bello è che lo spettatore del TG1 sente parlare di 10 domande e rimane perplesso. Cosa saranno ‘ste 10 domande? Le domande che Mosè fece sul Sinai prima di ricevere i 10 comandamenti? Un quiz per la patente di guida?
Mistero.
Delle 10 domande lo spettatore del TG1 non sa nulla, per il semplice motivo che il TG1 non gli ha raccontato nulla. Negli ultimi mesi le notizie sulle vicende “private” del Premier sono state fatte sparire dal primo telegiornale RAI, classificate come «gossip» e «chiacchiericcio». Se Berlusconi è vittima del gossip, non si può perder tempo con simili sciocchezze.
Non c’è nulla da raccontare, tranne la querela di Berlusconi per le 10 domande.
A uno spettatore del TG1 che chiedesse: “in nome della completezza dell’informazione, di grazia, ci dite quali sono queste 10 domande?”, Minzolini risponderebbe: “caro abbonato, Lei sta facendo troppe domande”.

Mangialardi come Berlusconi?

Mi sono recato espressamente all’incontro dell’assessore big Maurizio Mangialardi con la cittadinanza. A me era stato preannunciato che sarebbe stato un bel confronto all’americana, addirittura con un titolo accattivante: “Mangialardi contro tutti”.
Però già dal comunicato la notizia della prima ora era un po’ modificata. Si sarebbe discusso questo argomento: “Quale futuro per le nostre frazioni”.

Comunque a dieci mesi dalle elezioni l’occasione era propizia per ascoltare il candidato “in pectore” e nel mio caso per porre una domanda semplice e precisa. Questa: “Assessore, può escludere che abbia avuto in passato, o abbia tutt’oggi, delle “relazioni sentimentali” con dipendenti comunali?”.
Chi volesse ascoltare la domanda originale non ha che cliccare qui per la registrazione. Leggi tutto “Mangialardi come Berlusconi?”

Un sincero democratico

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Una folla enorme, ieri mattina a Ciampino, per l’inatteso arrivo di Michael Jackson e Danny De Vito.
Visibilmente ingrassato e con la mitica divisa da concerto, Jackson si accompagnava a un De Vito con più capelli del solito e tutto sommato in forma nonostante gli anni.
Voli in ritardo, fans in visibilio, turisti e curiosi ovunque, quando gli altoparlanti hanno informato che non c’era niente da vedere: non si trattava di Michael Jackson bensì del premier libico Gheddafi, e quello bassetto era il nostro Presidente del Consiglio. Leggi tutto “Un sincero democratico”

La sicurezza di chi?

VISTO CHE

oggi, ad ispirare il pacchetto sicurezza e la guerra all’immigrazione clandestina è l’assoluta, sacrosanta e imprescindibile esigenza di sicurezza dei cittadini, soprattutto verso i reati comuni, perché così non si può più andar avanti signora mia, bisogna mandarli tutti a casa tranne le badanti, l’Italia agli italiani, multietnico vallo a dire a tua sorella, ci fregano il lavoro e violentano le nostre donne, finalmente la legge vale per tutti,

QUALCUNO SAREBBE COSÌ GENTILE DA SPIEGARMI PERCHÉ

non più tardi d’un anno fa, lo stesso Governo presentò il decreto sicurezza che bloccava i processi “non prioritari”, ossia per reati come aborto clandestino, abuso d’ufficio, associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, calunnia, circonvenzione di incapace, corruzione, corruzione giudiziaria, estorsione, frodi fiscali, furto in appartamento, immigrazione clandestina, maltrattamenti in famiglia, molestie, omicidio colposo per colpa medica, omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata, peculato, porto abusivo di armi, rapina, ricettazione, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, stupro e violenza sessuale, usura, violenza privata?

Il più grosso problema italiano

Se qualcuno vi chiedesse qual è il più grosso problema dell’Italia, voi cosa rispondereste?

  • le tasse troppo alte?
  • la stagnazione dell’economia?
  • la povertà?
  • la disoccupazione?
  • l’immigrazione?
  • la sicurezza?
  • la malasanità?
  • il debito pubblico?
  • le pensioni?
  • la mafia?
  • il traffico?

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I referendum e la coerenza del signor B.

Dopo la sparata di ieri dell’ormai ex (per fortuna) presidente del consiglio “onorevole″ Sivio Berlusconi, abbiamo raggiunto il non plus ultra della sfacciataggine e dell’arroganza: «chi non va a votare non può ritenersi un cittadino italiano al 100%», ha detto.

Perché il signor Berlusconi non riteneva ugualmente un dovere (oltre che un diritto) andare a votare allo scorso referendum su argomenti altrettanto importanti per l’ammodernamento del Paese? Quando i suoi Inferiori predicavano in tutte le TV di non andare a votare, perché non riteneva altrettanto vergognoso questo comportamento? Perciò dopo averci dato degli stupidi, ora l’ariano Silvio ci dà anche dei “bastardi”.