Patrizia Casagrande è diventata la nuova presidente dell’UPI Marche, l’assemblea regionale dell’Unione delle Province Italiane.
Dispiace dirlo, ma i complimenti alla neo presidente, così come gli auguri di buon lavoro, sono del tutto fuori luogo.
Augurare buon lavoro alla Casagrande è come augurare una serena vecchiaia ad un condannato a morte già salito sul patibolo.
Si rischia di essere involontariamente comici, oltre che poco rispettosi delle disgrazie altrui.

Allo stesso modo, anche le buone intenzioni della Casagrande suscitano tenerezza: crisi economica, tutela del paesaggio, istruzione, cultura, turismo e viabilità saranno i temi caldi nell’agenda delle Province.
È come se lo stesso condannato a morte di cui sopra, già salito sul patibolo e col cappio al collo, facesse progetti di vita e s’informasse sull’andamento dell’inflazione.
La Casagrande è in buona fede. Lei compie il suo dovere fino in fondo, come un capitano sarà l’ultima ad abbandonare la nave. Ma per quanto in buona fede, i suoi sforzi saranno vani perché l’ente Provincia tra poco colerà a picco.

Dopo decenni di parole al vento, infatti, finalmente l’abolizione delle Province è nel programma di Governo per questa legislatura. L’obiettivo, chiaro e misurabile, è di eliminare le Province entro il 2013.
Delle due l’una: o le Province saranno eliminate (e quindi Berlusconi avrà mantenuto la promessa), oppure le Province resteranno, e agli elettori – non sia mai – sarà stata rifilata una bufala.

Certo, la strada non è proprio in discesa.
Certo, la Lega storce il naso. Dopo aver sottoscritto il programma, Bossi minaccia l’ira dei popoli padani in caso di abolizione delle Province. Per il momento i druidi della Val Brembana non hanno tirato fuori i fucili, sicché la situazione pare sotto controllo.
Ma si sa com’è fatto il Senatur: sembra testardo, invece è un tenerone che riesci a convincere con una cena a Palazzo Grazioli e un paio di cicchetti.
Certo, ieri la Camera ha silurato una proposta di legge UDC e IDV per l’abolizione.
Certo, anche la posizione del PD non è chiara (strano, vero?).
Certo, ci sono 110 culi di piombo che in qualche modo bisognerà alzare da 110 poltrone.

Nonostante queste incertezze, però, siamo fiduciosi: il miglior governo degli ultimi 150 anni ci regalerà anche questa grande riforma a costo zero, una vera manna per le casse dello Stato, che ci farà risparmiare 15 miliardi l’anno.
Io non ne ho dubbi, anzi mi ci gioco le palle.
E adesso scusate, vado a comprarmi delle mutande di ghisa.

8 Commenti

  • 1. accurimbono (15 ottobre 2009, 8:52 am) :

    Pensavo che la D’addario fosse l’ultima a credere alle promesse di Berlusconi, invece vedo che ancora molti nutrono speranze. Cmq sia, tutto può succedere con un tipo del genere al governo…

  • 2. Gaspa (15 ottobre 2009, 12:26 pm) :

    La Lega non ha mai nascosto di non volere assolutamente abolire le province, quindi non vedo come ci si possa aspettare ciò da questo governo.
    In campagna elettorale si sono fatte le solite promesse a vanvera perché il tema era popolare, ma oggi la cosa non interessa più a nessuno poiché le tv unificate del cavaliere hanno completamente oscurato il movimento abolizionista.
    Cmq la speranza è l’ultima a morire, ma dagli abolizionisti pidiellini de noantri non viene alcuna critica all’operato del loro governo.
    Ma questa non è una novità.

  • 3. Ritvan Shehi (15 ottobre 2009, 3:07 pm) :

    —-ci sono 110 culi di piombo che in qualche modo bisognerà alzare da 110 poltrone. Andrea Scaloni—-

    Solo 110? Magari! Fra consiglieri, assessori e portaborse vari sono moooolti di più. Dove si potrebbero sistemare? Dici che potrebbero andare a lavorare? Ma stai scherzando, vero?:-)

  • 4. Mariangela (15 ottobre 2009, 5:21 pm) :

    Non vorrei che l’abolizione delle province, se mai avverrà, si trasformi nella solita commedia all’italiana. Si aboliscono e contestualmente si rimpolpano i già troppo frequenti organismi sovra-comunali; sovra-provinciali o sovra-regionali che già ci sono e che non si capisce bene a cosa servano, se non a moltiplicare gli incarichi politici; e rendere più farraginoso il processo decisionale e amministrativo.  Se non altro, i presidenti delle province sono eletti (si fa per dire).
    Il problema, insomma, non è tanto, o solo, l’abolizione delle province, quanto la riorganizzazione – e abbondante sfoltitura – dei livelli di governo, anche relativi a specifiche necessità (public utilities). Ma nessuno lo farà. Sono i cimiteri degli elefanti…

  • 5. Gianluigi (15 ottobre 2009, 10:04 pm) :

     
    Anch’io temo che non le aboliranno. Così lasciatemi sperare che sfumi anche il ritorno del nucleare! Quanto alle province posso riferire che l’impegno, anche se in maniera più blanda, è comunque stato rinnovato (ho seguito da RR parte del dibattito alla Camera). Per sincerarmi meglio di quanto  frammentariamente ascoltato ho provato a scrivere all’on.le Giorgio Stracquadagno. Gli onorevoli, un po’ tutti come appurato anche da un recente studio in proposito, in genere non rispondono. Lui invece ieri mi ha scritto così:” Grazie per la Sua attenzione. Ne ho parlato lunedì nel dibattito generale. Potra’ trovare l’intervento sul Predellino (www.ilpredellino.it). In sintesi: sono per l’abolizione e per trovare come risparmiare effettivamente sui servizi sovracomunali.”

  • 6. LorenzoMan (16 ottobre 2009, 3:55 pm) :

    Visto che … Straguadagna ci mancava solo che non rispondesse :)!

  • 7. Ritvan Shehi (16 ottobre 2009, 7:18 pm) :

    —-Visto che … Straguadagna ci mancava solo che non rispondesse:-) LorenzoMan—–

    Beh che straguadagni è vero, ma come tutti gli altri parlamentari, mica in virtù del cognome, visto che di cognome fa STRACQUADANIO e non – come ha scritto l’amico Gianluigi –  “Stracquadagno”.

  • 8. Dario Petrolati (23 ottobre 2009, 8:29 am) :

    Sembra che quasi sia assolutamente fuori luogo parlare di Rossana Rossanda eppure l’altra sera da Lili Gruber e c’era anche la storica di Fare Futuro
    Educata ha sempre rispostoRossana a tutte le domande senza trionfalismi parlando solo e sempre delle eterne tutte battaglie secondo la storia perdute  L’ultima marxista dava consigli e suggerimenti affermando con sicura amarezza e certezza che oggi come epoca l’uomo noi tutti siamo più cattivi soli e vendicativi
    Con dati e risultati ha spiegato che globalmente questa civiltà umanità chiamiamola  sempre arrabbiata e più povera
    non ci son ricette se non che constatare l’egoismo e la falsità globale stanno rendendo anche più ignorante senza limiti chè non si studia legge prende coscenza
    La terra ove devastiamo per far sembrare di costruire posti di lavoro è ridotta come tutti possono vedere
    L’egoismo privato e pubblico fa sembrare solo quella che dovrebbe essere realtà anche per questo siamo più cattivi e soli.
    dario.  
     

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