Sull’ultimo numero di PC Praxis ho trovato un eccellente articolo che spiega in dettaglio le tecniche utilizzate per migliorare la qualità delle immagini riprodotte.

100 o 200 Hz ?

Particolari tecniche di interpolazione permettono di portare la frequenza delle immagini da 50 a 100 Hz (interpolando 50 frame addizionali), e da 100 a 200 Hz interpolando altre 50 frame addizionali.

La Philips e alcuni altri produttori passano da 100 a 200 Hz adottando un rapidissimo spegnimento/accensione dell’illuminazione di background, e cioè con la tecnica usata dai tubi catodici. Quest’ultima è la tecnica che darebbe i risultati migliori in assoluto.

Di contro, l’interpolazione richiede una grossa potenza di calcolo, tanto da portare al limite le capacità dei più potenti processori grafici, particolarmente quando si parli di video HD a 200 Hz. Ad oggi, nessuna TV in commercio, per quanto costosa, è in grado di assolvere al meglio questo compito. In effetti, per vedere al meglio un film Blue-Ray HD, è meglio riprodurlo al livello di refresh più basso.

Illuminazione in background tramite LED

Questa illuminazione, che rimpiazza quella basata su tubi a catodi freddi, richiede meno energia a parità di luminosità, e fa risparmiare ulteriore energia tramite la possibilità di spegnimento e riaccensione fulminee in concomitanza a temporanee zone scure del pannello.

Data la segmentazione dei singoli punti di luce, è quindi possibile il ‘Local Dimming’ che si traduce in un maggiore contrasto dell’immagine. Date le differenze di implementazione di questa complessa tecnica, è comunque consigliabile vedere in azione i televisori che la adottino, riproducendo per prova anche un video su DVD e su Blue-Ray. Il risultato è che gli ultimi televisori da 46″ consumano anche solo 170 W, cioè come un buon 37″ del 2007/2008.

I singoli LED sono disposti in segmenti allocati sui lati del pannello (Edge LED), oppure in modo distribuito su tutta la superficie del pannello (Direct LED). Il Local Dimming è possibile in tutti i due tipi, ma con l’Edge LED avverrà per sezioni dello schermo, mentre il Direct LED permette un dimming più puntuale.

Tenere presente che il Local Dimming è possibile e praticato anche con i tubi a catodo freddo, in modo ovviamente sezionale.

Il Direct LED richiede però uno spessore elevato del pannello, fino a 120 mm, mentre l’Edge LED permette spessori dei pannelli fino a soli 25 mm. Inoltre, i pannelli Direct LED sono di costruzione più costosa.

Ci sono quindi dei pro e dei contro, che spiegano le differenti soluzioni adottate da parte dei produttori dei televisori.

Alcune mie considerazioni

Si può dire che oggi le tecnologie dei televisori a pannello hanno finalmente raggiunto un ottimo stadio di maturità. Infatti, non solo sono migliorate le tecniche di retro-illuminazione, ma sono anche stati adottati circuiti elettronici e processori grafici più potenti, unitamente a software di gestione dell’elettronica più efficienti. I televisori di ultima generazione in vendita da settembre 2009, offrono, in tutte le versioni, delle immagini comunque da buone a ottime, difficilmente differenziabili da chi non sia esperto del ramo, per cui la scelta è sempre più basata su funzioni accessorie e argomentazioni più di marketing che di sostanza. Solo i prezzi di questa ultima generazione di apparecchi sono per ora ovviamente alquanti elevati, per cui si suggerisce di aspettare le classiche campagne di sconti post-natalizi per un più oculato acquisto.

Per chi non volesse attendere o comunque avesse un budget di spesa più ristretto, resta la possibilità di acquistare, da qui a novembre, i televisori in svendita del Natale 2008, TV che sono pur sempre degli ottimi apparecchi – personalmente ho acquistato nel 2008 un televisore da 32″ ed uno da 37″: erano di progettazione 2007 e classificati come di costruzione “economica”. Hanno un refresh di 50 Hz e risoluzione HD-ready di 720 linee, retro-illuminazione a tubi e nessuna porta USB o Ethernet.

Hanno però un’immagine tuttora al limite della perfezione, ben contrastata e con colori e tonalità perfette, con solo alcuni lievi difetti di perdita di dettagli durante i movimenti veloci delle riprese.

Ho speso 375 € in aprile per il 32″ e 425 € in settembre per il 37″ – devo onestamente ammettere che la loro selezione è stata grandemente aiutata dalle recensioni e prove pubblicate da riviste specializzate e dai commenti di acquirenti trovati su Internet.

4 Commenti

  • 1. Gianluigi (13 ottobre 2009, 10:32 pm) :

    Ho ricevuto da un amico, che per moltissimi anni è stato nel settore, queste poche righe di commento: ”  Pur consapevole degli enormi progressi fatti con i nuovi sistemi, e ancor più soddisfatto dell’abbandono del “Plasma” resto ancora saldo sostenitore del “tubo catodico ” dell’ultima generazione che riproduce immagini digitali più che buone. Tanto è vero che mi sono comperato um 29″ di riserva.
    Magari l’Autore, o qualcuno dei nostri lettori più competenti, ha qualcosa da dire in proposito?

  • 2. B. de Castiglione (15 ottobre 2009, 9:34 am) :

    E’ pur vero che i TV a tubo funzionano bene (con risoluzione PAL a 576 linee) – tanto che in soggiorno ho ancora il mio vecchio 29″- ma onestamente occorre dire che l’esperienza visiva offerta da uno schermo da 32″ in su è di gran lunga più coinvolgente ed anche migliore sotto ogni aspetto – provare (in casa!) per crederci. Detto questo, ovviamente ognuno è libero di fare le sue scelte. Piuttosto, non capisco la “soddisfazione per l’abbandono del plasma” – dopotutto, anche i TV a tubo sono dei ‘plasma’!. Inoltre, i pannelli plasma sono tuttora gli unici a fornire un’immagine “perfetta” con costi di acquisto inferiori del 30% a quelli dei pannelli LCD (pur se consumi elettrici del 30% superiori). La loro presenza assicura una buona alternativa e concorrenza ai pannelli LCD ed è responsabile dei miglioramenti qualitivi e di costi di quest’ultimi.
    Quindi, sempre nell’ottica della libertà di scelta, lunga vita ai pannelli al plasma!.

  • 3. Franco Pieroni (16 ottobre 2009, 12:51 am) :

    Provi a mettere unTV CRT da 100Hz 29 o 32″ di fianco ad uno LCD  o ad un Plasma. Si ponga a 2-3 , anche a 4 matri , che  rappresenta  normalmente la distaza di un ambiente domestico, e confronti  la definizione delle immagini. Non ho ancora fatto un confrtonto con un LED , ma questo sicuramente sarà il Futuro. Franco

  • 4. Gaspa (16 ottobre 2009, 10:27 am) :

    Racconto la mia esperienza: all’inizio dell’anno ho sostituito un CRT Philips da 32 pollici con un LCD Samsung da 40″ di buona qualità (fullHD).

    ProLCD:
    -grandezza dello schermo: che garantisce una visione quasi da cinema.
    -dimensioni ridotte: è spesso 10 cm e si può anche appendere al muro, contro il mezzo metro di profondità del CRT che mi occupava mezza stanza.
    -spettacolare qualità delle immagini su sorgenti HD.
    -alta risoluzione del pannello che può servire anche da schermo per PC!
    -eccezionali risultati visivi con i video-giochi (provato con Xbox 360).

    ProCRT:
    -fluidità dell’immagine: ma ormai lo LCD è quasi alla pari.
    -consumi ridotti: il CRT consumava la metà e questo è importante per un apparecchio che sta acceso molte ore al dì.
    -qualità delle immagini su sorgenti a bassa definizione (tv analogica, VHS): lo LCD, anche a causa della grandezza dello schermo, evidenzia anche i più piccoli difetti dello streaming video analogico ed i VHS, anche di buona qualità, risultano pessimi.

    Diciamo che la tecnologia LCD oggi è molto superiore alla CRT, che comunque può avere ancora un certo appeal solo per chi ha grandi collezioni di VHS.

    PS: provate a guardare le foto digitali su un LCD da 40 pollici, sembra di avere in casa dei quadri!

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