Trasparenza, parola magica: tanto decantata da tutti ed ignorata nei fatti, purtroppo è così anche e soprattutto in politica.

Nel nostro piccolo, noi di Popinga ci abbiamo provato. Dapprima con la Regione Marche dove da 13 anni, quasi tre legislature, i Presidenti succedutesi all’Assemblea Legislativa avevamo di fatto ignorato l’obbligo di legge di dare ogni anno pubblicazione dei redditi e dei patrimoni degli eletti (i consiglieri) e dei nominati (i vari direttori e membri delle società partecipate).  C’è voluto del bello e del buono da parte nostra, ma anche e soprattutto una intensa e ostinata attività del Difensore Civico Regionale, nonché una vera campagna di stampa fin sulle testate nazionali, per ottenere l’applicazione della legge. Disposizioni che sono poi all’acqua di rose se “puniscono” gli inadempienti con la “rigorosa e temibile” sanzione del pronunciamento dei loro nomi in aula, durante un a seduta del Consiglio!

A livello delle amministrazioni comunali ci sono disposizioni solo per municipi oltre i 100.000 abitanti. Va detto però che qualche comune virtuoso, magari per potersi accreditare quale “casa di vetro”, ha adottato norme di questo tipo. Nel caso di Senigallia, dal lontano 1994, il Consiglio Comunale ha approvato una norma in tal senso. Norma però regolarmente ed ostinatamente ignorata, boicottata fino a quando, sempre dopo una serie di interventi di Popinga, forse anche per l’approssimarsi delle elezioni, i vari responsabili non hanno potuto resistere sul fronte della palese violazione. Si è quindi raggiunto qualche tardivo, pur sempre minimo risultato. Staremo a vedere, anzi a controllare, se la norma verrà rispettata nei prossimi anni, a cominciare da quello corrente.

Un altro esempio lo troviamo a Fano. Continua a leggere…

In riferimento alla Sua richiesta del 3/2/2010, concernente la documentazione relativa alla situazione patrimoniale dei Consiglieri Comunali raccolta dal 1994 fino ad oggi, Le comunico che questo ufficio dispone, al momento, solamente della documentazione ottenuta dai Consiglieri Comunali nel 2003 (relativa ai redditi 2002), oltre a quella di un solo Consigliere Comunale che l’ha presentata spontaneamente per l’anno 2004 (redditi 2003). La documentazione relativa agli anni precedenti è stata trasferita in occasione del riordino degli uffici, alcuni anni fa, e depositata nell’archivio esterno, in località Marzocca dove non è stato ancora possibile individuarla.

Inizia così la risposta del Sindaco Luana Angeloni alla mia richiesta di accesso agli atti di un mese fa. Continua a leggere…

Dunque la pubblicazione dei redditi 2008 di Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali va considerata come una battaglia vinta, in primis da questo blog. Tuttavia non possiamo fermarci qui. Non possiamo fermarci a questo perché il pieno rispetto della legge prevede anche altro.

Prevede i dati dei cosiddetti “nominati” dalla politica (amministratori in enti, aziende ed istituzioni collegate al Comune, in totale poco meno di venti persone), che sono stati chiesti (sempre limitatamente al 2008), e sono in corso di raccolta.

Prevede i dati degli anni precedenti, quindi dal 1994 al 2007. A questo riguardo, mentre è stato ufficialmente affermato dal Sindaco che quelli successivi al 2004 non sono stati neppure chiesti (e al momento il Comune non ha intenzione di chiederli), la documentazione compresa tra il 1994 e il 2003 è stata raccolta, ma non risulta essere stata pubblicata, come invece prevede il Regolamento approvato con la delibera 95 del 1994. Sappiamo, comunque, che il Comune sta procedendo al suo recupero. Ma qualcosa non sta andando per il verso giusto. Continua a leggere…

Il Comune di Senigallia ha appena emanato il seguente comunicato stampa:

Disponibile la situazione patrimoniale di consiglieri e assessori

Presso l’Ufficio Attività Istituzionali dei Servizi Generali del Comune di Senigallia è ufficialmente disponibile un bollettino del Comune di Senigallia dove è stato depositato, per la consultazione dei cittadini interessati, il dato riguardante la pubblicità della situazione patrimoniale (reddito imponibile) dei consiglieri comunali.

Continua a leggere…

Finalmente lo hanno fatto. Dopo 6 anni di palesi violazioni, e dopo tre mesi che ne chiediamo l’applicazione, il regolamento sulla trasparenza dei redditi e patrimoni degli amministratori locali torna ad essere rispettato. O almeno, lo si inizia a rispettare.

31 dichiarazioni dei redditi e dei patrimoni (quelle di tutti e 30 i Consiglieri, più il Sindaco) sono ora nelle mani della Presidenza del Consiglio Comunale che, assieme alla Segreteria Generale, dovrà pubblicarne un estratto nel previsto bollettino.
Al contempo sta arrivando anche la documentazione dei rappresentanti del Comune negli Enti collegati. Continua a leggere…

ovvero come ancora una volta i nostri politici eludono leggi e regolamenti

Da troppo tempo seguo la questione delle dichiarazioni pubbliche dei redditi e dei patrimoni dei consiglieri regionali per dire che mi ricordi alla perfezione i passaggi, i tentativi, le richieste, le segnalazioni e le denunce fatte. Sempre per ottenere il rispetto delle leggi in vigore: null’altro.

Se non ricordo io, almeno i lettori di Popinga potranno agevolmente ricostruire, cliccando su questo link, la cronistoria della vicenda grazie alle pagine che con il passare del tempo vi abbiamo dedicato, ed alle opportunità offerte dalla memoria del sito.

L’ultimo atto, dopo i sofferti adempimenti che hanno ripescato, per quanto possibile, i dati relativi ai consiglieri di due intere legislature (la VI^ e la VII^), sarebbe stato quello di veder pubblicata la situazione patrimoniale di presidenti, direttori, amministratori, consiglieri etc. di nomina regionale, come dice chiaramente la Legge Regionale n. 4/84. Quanto a questi “colletti bianchi” però, nulla si trova! Come mai? Continua a leggere…

Premesso che:

  • La delibera di Consiglio Comunale n° 95 del 1994 ha approvato il “Regolamento per la pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri comunali e dei rappresentanti comunali in enti, aziende ed istituzioni operanti nell’ambito del Comune o da esso dipendenti e controllati”; lo stesso prevede che siano resi pubblici la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi dei Consiglieri Comunali, nonché del coniuge non separato e dei figli conviventi del Consigliere, se gli stessi vi consentono.
  • Detto Regolamento risulta ad oggi vigente.
  • L’art. 30, comma 6, dello Statuto Comunale di Senigallia così recita: “I Consiglieri Comunali assicurano informazioni sulle personali condizioni finanziarie, provvedendo a notificare il proprio stato patrimoniale ed economico, secondo le norme del regolamento.”.
  • Nello scorso mese di ottobre, ai sensi dell’art. 8 del suddetto Regolamento, mi sono recato presso l’Ufficio Affari Istituzionali del Comune di Senigallia chiedendo copia dell’ultimo Bollettino, così come previsto dall’art. 10 dello stesso regolamento; tale Bollettino non risultava rintracciabile.
  • Il 5 di ottobre ho chiesto un parere direttamente al Garante per la protezione dei dati personali, il quale mi ha rimandato a suoi pronunciamenti già pubblicati, in particolare a quello in cui si afferma che “non vi è alcuna incompatibilità tra le nuove disposizioni in materia di dati personali e le norme in materia di trasparenza nella pubblica amministrazione“.
  • Il 25 ottobre ho inviato una lettera al Prefetto di Ancona informandolo della questione, e chiedendo il suo sostegno affinché “la delibera del Consiglio Comunale di Senigallia n° 95 del 26/4/1994 trovi piena applicazione in tempi ragionevoli“.
  • L’11 di novembre, da me interpellato, il difensore civico regionale avv. Samuele Animali ci fornisce il suo parere nel merito: il regolamento va rispettato.
  • Nel corso della riunione del 24 novembre scorso della I Commissione (Affari Istituzionali) del Consiglio Comunale, il consigliere Daniele Corinaldesi ha affermato che la documentazione gli era stata richiesta fino al 2003 ma a lui non risultava che la stessa fosse stata mai resa pubblica, come invece prevede il regolamento (art. 10).
  • Il Presidente del Consiglio Comunale, Silvano Paradisi, con una lettera inviata il 24 novembre 2009 a tutti i Consiglieri Comunali, li ha invitati “a presentare l’ultima denuncia dei redditi, in copia, ed una dichiarazione sulla propria situazione patrimoniale (art.2 Reg.to) entro 30 giorni dal ricevimento della presente direttamente alla segreteria generale“.
  • Nello scorso mese di Dicembre, rispondendo ad una mia sollecitazione, attraverso il sito internet istituzionale del Comune, il Sindaco Luana Angeloni ha dichiarato che “Fino all’anno 2004 la situazione patrimoniale dei consiglieri comunali è stata raccolta e resa disponibile”, aggiungendo anche che “negli anni successivi, a causa di alcune modifiche intervenute nell’organizzazione interna e nell’attribuzione delle conseguenti funzioni, gli uffici non hanno più richiesto l’invio della documentazione”.
  • L’art. 7 bis del Testo Unico degli Enti Locali prevede che il mancato rispetto di un Regolamento Comunale sia sanzionato da 25 a 500 euro, mentre la legge n. 689/1981 indica il Sindaco come “organo competente a irrogare la sanzione amministrativa“.
  • L’11 gennaio 2010 inoltro al Sindaco, e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Ancona, un rapporto in cui riassumo la questione e chiedo il pieno rispetto della norma, ed in particolare che il Sindaco svolga il ruolo di “controllore” che la legge gli riserva, in quanto “deve responsabilizzare uffici e amministratori al rispetto del Regolamento“.
  • Il Comune di Senigallia risponde il giorno seguente, 12 gennaio, con argomentazioni deboli e senza soddisfare molte delle richieste da noi avanzate, aggiungendo che il Presidente del Consiglio Comunale, Silvano Paradisi, “ha fatto pervenire anche un sollecito ai Consiglieri che, scaduto il termine dei 30 gg dalla prima richiesta, non hanno ancora inviato la documentazione richiesta“.
  • Al 12 di gennaio, risulta che solamente 6 consiglieri su 31 abbiano trasmesso i propri dati, come richiesto. I restanti 25 sono diffidati a farlo entro 15 giorni.
  • Al 15 gennaio altri 6 consiglieri hanno adempiuto all’obbligo di presentazione dei dati dopo che il Presidente del Consiglio Comunale, Silvano Paradisi, ha spedito loro la formale “diffida ad adempiere”.
  • Il 17 gennaio il difensore civico regionale, avv. Samuele Animali, ci fa avere un suo parere circa le argomentazioni con le quali il Comune di Senigallia ha giustificato la violazione del Regolamento; nella sostanza, l’avv. Animali smonta le tesi del Comune.
  • Il 24 gennaio scrivo nuovamente al Prefetto di Ancona, presentandogli le argomentazioni contrarie alle precisazioni del Comune del 12 gennaio.
  • Il 3 febbraio faccio protocollare al Comune una mia richiesta di accesso ai dati raccolti fino al 2008 in parziale ottemperanza alla delibera 95/1994, ai sensi della legge 241/90 (legge sul diritto di accesso ai documenti amministrativi).
  • Lo stesso giorno, il 3 febbraio, apprendo che tutti e 31 i Consiglieri comunali hanno presentato i propri dati nella mani del Presidente del Consiglio Comunale; così anche 3 dei “nominati” in enti collegati al Comune; mancano all’appello gli altri; non sappiamo quando tali dati verrano resi pubblici.
  • Il 9 febbraio il Comune emana un comunicato stampa nel quale afferma che “presso l’Ufficio Attività Istituzionali dei Servizi Generali del Comune di Senigallia è ufficialmente disponibile un bollettino del Comune di Senigallia dove è stato depositato, per la consultazione dei cittadini interessati, il dato riguardante la pubblicità della situazione patrimoniale (reddito imponibile) dei consiglieri comunali“. Il giorno successivo i maggiori quotidiani locali pubblicano i dati, che comprendono anche quelli degli assessori in carica.
  • Il 19 febbraio, in risposta ad una richiesta del consigliere comunale Alessandro Cicconi Massi, l’Ufficio Affari Istituzionali comunica che i dati raccolti dal 1994 al 2004, probabilmente a causa di un trasferimento dell’archivio comunale, non risultano rintracciabili; tuttavia gli uffici continueranno le ricerche.
  • Il 23 febbraio il Sindaco risponde alla nostra lettera del 11 gennaio, ribadendo le argomentazioni formulate al Prefetto, argomentazioni già smontate dal difensore civico.
  • Il 3 marzo arriva ufficialmente dal Comune l’ammissione che i dati dal 1994 al 2002 sono introvabili, forse persi negli spostamenti d’archivio. Al contempo, sono resi disponibili i dati del 2003 e 2004, nella forma del bollettino come da noi richiesto.

Chiediamo:

  • che, ai sensi dell’art. 7 bis del Testo Unico degli Enti Locali e dell’articolo 17 della legge n. 689/1981, il Sindaco proceda ad applicare le dovute sanzioni per il mancato rispetto del Regolamento approvato con delibera di Consiglio Comunale n° 95 del 1994.
  • che, riguardo alla documentazione raccolta dal 1994 al 2004, nel caso in cui la stessa non fosse stata mai resa pubblica, il Sindaco dia mandato di procedere immediatamente alla pubblicazione del Bollettino come previsto dal Regolamento in oggetto (art. 10) per tutti gli anni compresi tra il 1994 e il 2004;
  • che il Sindaco dia mandato gli uffici comunali a che tali Bollettini siano liberamente consultabili, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e di accessibilità degli atti amministrativi, nonché del Regolamento in oggetto (art. 8);
  • che, riguardo agli anni compresi tra il 2004 e il 2008, si chieda a coloro che sono tenuti all’osservanza delle disposizioni del Regolamento in oggetto, di produrre la necessaria documentazione e, successivamente, di darne piena pubblicizzazione, secondo il Regolamento;
  • che, riguardo all’anno 2009, dopo le diffide ad adempiere, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento in oggetto, si proceda alla pubblicazione della documentazione raccolta, nonché alla discussione in Consiglio Comunale circa le eventuali inadempienze.

Marco Scaloni
www.scaloni.it/popinga

Allegati:

Il Difensore Civico della Regione Marche, avvocato Samuele Animali, mi ha inviato una ulteriore comunicazione. Anche questa sull’annosa questione della mancata applicazione della legge sulla pubblicità della situazione patrimoniale di politici ed amministratori pubblici.

Da oltre un anno e mezzo, come sanno i nostri lettori e non solo loro, ho tentato, dapprima come cittadino di buona volontà e poi con l’aiuto decisivo dell’ombudsman regionale, di far si che fossero pubblicati i redditi e le situazioni patrimoniali dei consiglieri e degli alti funzionari della Regione Marche. Infatti, per oltre dieci anni, sotto le presidenze di Silvana Amati, Luigi Minardi, Raffaele Bucciarelli, sono state palesemente violate, continuativamente, senza che nessuno desse cenno di accorgersene, le disposizioni di legge che rendono pubblici tali dati. Continua a leggere…

Sono corsi in questi giorni veri fiumi d’inchiostro per l’iniziativa dell’ex vice ministro Vincenzo Visco e dell’Agenzia delle Entrate.

Sarebbe inutile scrivere una riga in più se non fosse assolutamente necessario ricordare, proprio qui nelle Marche, che da oltre un decennio accade qualcosa diametralmente opposto. Viene violata la legge sulla trasparenza dei patrimoni dei manager pubblici e nessuno se ne accorge. O forse meglio, nessuno dà segno di curarsi del problema che alla fine è il rispetto di leggi in vigore. Continua a leggere…

Raffaele BucciarelliE’ trascorso un anno. Si, un anno esatto, dalla mia formale lettera del 23 febbraio 2007 con la quale chiedevo al Presidente del Consiglio Regionale (e per conoscenza anche al Presidente delle Giunta Regionale) di provvedere in ordine alla mancata applicazione di una legge. Mi è sembrato di scrivere al Presidente Raffaele Bucciarelli con garbo, con la dovuta educazione che si deve a tutti, ma in particolare nei confronti di chi presiede e la massima assemblea legislativa regionale.

Signor Presidente, Lei però non si è degnato di farmi avere nemmeno un cenno di riscontro; ed oggi è trascorso un anno. E’ ovvio che mi senta molto deluso; aggiungo che, se fossi nei suoi panni, non riuscirei ad immaginare nessuna giustificazione e mi vergognerei. Si, mi vergognerei in quanto Lei rappresenta tutti i cittadini delle Marche e quindi ha anche dei doveri nei miei confronti. A Lei è concesso, a ragione dell”importanza dell’istituzione che presiede, di operare organicamente e può farlo con ogni comfort. La presidenza del Consiglio Regionale delle Marche si trova, per definizione, nella condizione di ascoltare quanto chiedono i marchigiani. Pertanto anche se io fossi una rottura di scatole, se la mia lettera fosse una banale scocciatura (ho scritto una sola volta!) Lei avrebbe il preciso dovere di darmi una risposta, anche una risposta generica, ma pur sempre un riscontro. Continua a leggere…