Nella prima pagina dell’ultimo libro di Mauro Mellini, in quello spazio laddove troviamo dediche e ringraziamenti, si leggono queste poche, ma significative parole:

A tutti coloro che non leggeranno questo libro, con l’augurio che non abbiano ragione di pentirsi per non averlo fatto.

Avendolo letto posso dire che sono entusiasta. Continua a leggere…

Di seguito il testo della lettera aperta, inviata a Giulia Mancinelli, alle redazioni del “Messaggero” e di Vivere Senigallia, sull’articolo comparso il 26/11/2011 sul “Messaggero”, cronaca di Senigallia, a firma Giulia Mancinelli.

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Cara Giulia, spettabili Redazioni,
immaginiamo due persone, in una stanza con le finestre chiuse e le tapparelle abbassate, che discutono animatamente su come sia il tempo fuori. Una, sulla base dello storico delle condizioni meteo nell’ultimo secolo, sostiene, grafici alla mano, che quel giorno al 99,9% c’è il sole. L‘altra, dopo complesse misurazioni della temperatura delle pareti e osservando attentamente le piante di gardenia di fianco al divano, dichiara, senza tema di smentita, che no, in quel momento sta sicuramente piovendo. La fondamentale disputa va avanti per tutta la mattinata, finché entra la donna delle pulizie e alza le tapparelle. Continua a leggere…

Oggi l’Associazione OpenPolis ha pubblicato il rapporto “L’opposizione che salva la maggioranza”, ovvero quando chi governa e chi gli si oppone (o in teoria dovrebbe farlo), in realtà vanno a braccetto. Due lati della stessa medaglia, che abbiamo imparato da tempo a chiamare consociativismo, oppure “monopartitismo imperfetto“. Ecco cosa emerge dal rapporto: Continua a leggere…

Il miglior filmato che ho finora visto sull’argomento Energy Catalyzer di Andrea Rossi e Sergio Focardi: con approfondimenti, interviste ai protagonisti e anche sottotitoli in inglese.
Buona visione.

La parola di oggi è cronoprogramma. Non passa giorno che il nostro Sindaco non si compiaccia del “cronoprogramma” di Società Autostrade: casello aperto a Pasqua, terza corsia disponibile addirittura per l’esodo estivo, la complanare promessa entro la Pasqua successiva. Insomma un trionfo biblico.

Eppure troviamo che qualcosa manchi in questo bollettino incalzante di opere pubbliche: la sicurezza di ciclisti e pedoni. Quella non sembra rientrare nel cronoprogramma, anzi appare l’ultima cosa a cui si pensa, sempre che qualcuno ci pensi realmente. Noi lo facciamo ogni qual volta ci troviamo a transitare sulla strada provinciale Arceviese accanto al nuovo casello autostradale. Continua a leggere…

copertinaConsiglio la lettura del libro di John Fante dal titolo “Full of Life” edito Einaudi € 12,00 179 pagine.

E’ un libro divertente che a tratti può strappare una risata. Il tono è ironico e scanzonato.
La storia riguarda un futuro babbo alle prese con tutte le conseguenze che l’arrivo di un bimbo possono indurre in una coppia.
Anche il rapporto Madre-figlio e Padre-Figlio vengono affrontati con leggerezza e ironia.

Lettura consigliata per rilassarsi e farsi quattro risate ma allo stesso tempo riflettere sul “diventare grandi” e maturare.

Cemento dove non te lo aspetti. Dopo il rossetto ai manichini e il pelo di cinghiale al posto del parquet, arriva l’intonaco sugli scogli. Direttamente da Senigallia.

Una svolta estetica che rivendica secoli di discriminazioni: cos’ha di sbagliato uno scoglio? E’ venuto il tempo di curarsi di loro, prima ancora che del ciuffo di Mangialardi. Altro che buche delle strade. Altro che manutenzioni. E’ una questione di Giustizia, e in più una spinta allo “Stato sociale”, insomma un aiuto ad operai e pensionati. Più lavoro oggi per chi l’intonaco mette, più lavoro domani (presto) per chi lo dovrà riparare.

Per il resto, basta qualche foto per rendere immortale un siffatto straordinario risultato. Continua a leggere…

Mә scusaré si avé magnàtә da pòghә,
nun è argumènt da cunvәrsazióŋ.
Ènnә ròbbә chә sә fannә e nun sә dičәnә,
ma io v’ho pròpi da fà na cunfәsióŋ.

In pòghә paròlә la storia è questa:
ma me l gabinétth mә piačә na mucchia.
La sera, la matìna e a tutth l’órә
pәr me a stà sul water è na pacchia.

Adessa nun è ch’io vòj fà l sapùtә,
ma è n po’ cómә quant sә fà l’amórә:
c’è quel chә n j sà milànd da fә
e quel chә sә badurla tre quattr’órә.

Io nt stә ròbbә nun c’ho na gran fuga,
ma l’altr giórn m’ha présә l’agitazióŋ:
la sdulurata m’è nuta a l’ stadio
mèntrә giugava la naziunal dәl palóŋ.

E pròpi ntl mumènth chә mә pareva
da èssәmә libәràtә da n gran fardèll,
daggh óltra la maŋ da la partә dәl murә
e guasi mә s’acapóna la pèll.

Dәla carta igiennica manch l’ombra,
(… sì, l so chә vujaltri dagià ridé…)
ma machì puliss duventa n problema
pәrché s’ènnә anca scurdati dәl bidè.

Tra na madonna e n’antra m’arcòrdә
chә nun ho cumpràtә manch l giurnàlә.
N artìculә dә Sallusti o dә Belpietro
pәr dass n’arpulita nun era malә.

Quant l’arbitrә fischia l sәcóndә tèmp
ecca chә mә viéŋ in mèntә la suluzióŋ:
c’avrìa d’avé la bandiera triculórә
ntla sacòccia dә diétra di calzóŋ.

Mә sa fatìga, vә l pòss’ asigurà,
ma è sól’ pәr lәvammә da st’afànnә.
Nun era acusì chә mә crәdéva
da fәstәgià i centencinquantànnә.

Sì, nun sarò statә n gran patriota
ma quant čә vòl čә vòl’, vivadio!
E pò, si la dòpra l mәnistrә Bossi
chi è chә dičә chә n la poss duprà io?

(Articolo apparso sul primo numero del giornale free press La Città Futura)

Cosa vuol dire “Open Data”? Semplicemente che alcune tipologie di dati in possesso della Pubblica Amministrazione devono essere liberamente accessibili a tutti, attraverso Internet, senza restrizioni legali o di altra natura.

Questo renderebbe lo Stato, in tutte le sue diramazioni, molto più trasparente, permetterebbe a qualsiasi cittadino di conoscerne a fondo l’attività, e ad ogni elettore di monitorare meglio i propri governanti (citando Einaudi: “conoscere per deliberare”). Dunque gli Open Data farebbero bene alla politica.
Ma avrebbero un impatto positivo sulla cultura e persino sull’economia di una nazione, perché permetterebbero nuove ricerche e analisi, attraverso il confronto e l’elaborazione di dati provenienti anche da soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione (si pensi ad esempio ai dati cartografici). Diverrebbero possibili nuovi servizi, e dunque nuove idee imprenditoriali, quindi nuova occupazione. Insomma, Open Data per la democrazia, per la conoscenza, per la qualità della vita.

Ma tutto ciò è sogno o realtà? Continua a leggere…