In questi giorni i principali giornali nazionali e anche qualche telegiornale parlano di una possibile paralisi della giustizia italiana: sembra una storia non nuova e, infatti, non lo è.

Si tratta dell’ennesima decisione sbagliata che, come unico risultato, renderà la vita nei Tribunali italiani ancor più difficile.

Riassumo, in breve, la situazione che si sta verificando: all’interno dei vari uffici giudiziari vengono utilizzati diversi applicativi per i quali, ovviamente, sono necessarie assistenza tecnica e manutenzioni; il Ministero della Giustizia a causa dei tagli economici ha, di fatto, bloccato i contratti con le aziende incaricate di assicurare tale servizio. Continua a leggere…

Qualche tempo fa scrissi un articolo qui su Popinga che riguardava il neonato Partito Democratico, nel quale mi riservavo di compiere valutazioni future su quello che succedeva nel centro destra.

Gli avvenimenti degli ultimi giorni, da ultimo il fuori onda di Gianfranco Fini “captato” da Repubblica tv mi inducono a scrivere quello che, da semplice persona interessata alla politica, penso.

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In questo periodo, manco a farlo apposta, assistiamo a livello locale alle polemiche relative alla nomina del nuovo primario di chirurgia dell’ospedale di Senigallia e assistiamo alla “scoperta”, a livello nazionale, del problema delle nomine politiche all’interno della sanità.
A me non interessa trattare il problema locale relativo all’ospedale senigalliese, in quanto non conosco le persone conivolte in questa situazione nè la situazione stessa; da cittadino spero solo sia stata fatta la scelta migliore ma, ripeto, non sta certo a me giudicare.
Questa riflessione ha allora un oggetto diverso e più ampio, quello delle nomine all’interno della sanità. Ho letto proprio qui su Popinga le parole del ministro della salute Livia Turco sulle quali devo fare qualche semplice considerazione. Continua a leggere…

Quello che succede in questi giorni a Napoli, o forse dovrei dire in questi anni, è sotto gli occhi di tutti, non solo di tutti gli italiani ma di tutto il mondo.
Cerco di mettere giù solo un paio di riflessioni e di non fare polemiche inutili, anche se questa volta avrei una voglia matta di far polemiche perché di spunti questa vicenda me ne offre molti. Quello che mi interessa ora è criticare senza polemizzare. Continua a leggere…

Scrivevo qualche tempo fa una riflessione in merito al partito democratico, riservandomi di scrivere qualcosa più avanti sul centrodestra, aspettando qualche possibile sviluppo.
Ma tutto sembra procedere a rilento.

Da tempo si parla ormai di costruire “la casa dei moderati” o “il partito delle libertà” o altre ipotesi simili, ma si incontrano le resistenze di qualche partito che, forse per qualche mania di grandezza che dovrebbe essere ridimensionata, si atteggia da primadonna.
Il riferimento agli alleati dell’udc è ovvio, ma questa non vuole essere una critica, stante la libertà dell’udc di gestire come meglio credere la sua strategia politica.
Il problema si presenta se si volge lo sguardo a quello che sta succedendo nel centro sinistra. Continua a leggere…

Oggi viviamo in quella che alcuni sociologi definiscono come “società del rischio”; è questa un’espressione che può sembrare “innocua” e scontata ad una prima vista ma che, se rapportata alla realtà concreta, assume tutt’altra veste.
Sostanzialmente questa espressione vuole dire che giustifichiamo alcuni rischi che corriamo, in nome dei benefici che ci derivano dallo svolgimento di alcune attività potenzialmente pericolose, appunto quelle che producono tali rischi.
L’esempio principale che mi viene in mente (molti altri se ne potrebbero fare) è quello della circolazione stradale. Continua a leggere…

Romano Prodi e Walter VeltroniL’Italia sembra procedere, o almeno sembra dover procedere, nella linea della semplificazione politica dei partiti.
Così si parla di creare due grandi forze che si affrontino tra loro, l’una di ispirazione di centro destra e l’altra di ispirazione di centro sinistra.
Questo è l’auspicio, la realtà, ancora una volta, sembra essere più complicata.
Ma procediamo valutando ciò che sta accadendo.

Nell’attuale contesto, forse forzando un po’ questo processo, si inserisce il Partito Democratico; la semplificazione e la riduzione dei partiti in Italia è un fatto certamente positivo; il cambiamento deve però accompagnarsi ad una realtà nuova e non ad un rimescolamento delle attuali ma ormai vecchi carte in gioco.
Per come viene concepito, il Partito Democratico molto somiglia a quello che oggi si chiama Ulivo, in netta perdita di consensi, come le ultime elezioni hanno dimostrato (-10% nella nostra città).
Non stiamo assistendo alla creazione di un vero soggetto nuovo, che racchiuda in sé gran parte della sinistra, delle forze che la compongono, ma assistiamo all’unione un po’ forzata di 2 partiti, Ds e Margherita. Continua a leggere…