Luana Angeloni, Sindaco di Senigallia, ha risposto il 15 febbraio alla lettera aperta che avevamo scritto a lei e all’assessore Ceresoni, copia cartacea della quale era stata recapitata alla segreteria del Sindaco.
Ringraziamo il Sindaco e pubblichiamo di seguito la risposta. Continua a leggere…

Leggo che sabato 10 febbraio Fano è stata «liberata dall’intolleranza, dal razzismo, dalla xenofobia, dalla violenza e da ogni ripugnante revisionismo storico».
Leggo, poi, che è stata liberata perché gli “antifascisti” avrebbero «portato in piazza tutta la loro radicalità e determinazione per impedire ai “fascisti” di parlare».
Ora, senza scomodare Voltaire (“aborro le tue idee, ma son disposto a morire perché tu le possa esprimere”) o il Pasolini degli Scritti Corsari, non c’è nessuno – chessò, magari il sindaco Angeloni, l’assessore Ceresoni o la senatrice Amati – disposto a ricordare a questi “antifascisti” che il loro armamentario di parole, toni e atteggiamenti è tecnicamente fascista?

Caro sindaco Luana Angeloni, caro assessore Simone Ceresoni,
in merito a quanto pubblicato qui e qui circa la sede del C.S.A. “Mezza Canaja”, devo riconoscere che le mie osservazioni sono cadute nel vuoto. In parole povere: tutti zitti. Continua a leggere…

Con la lodevole eccezione di Roberto Paradisi, nessuno parla più del “Mezza Canaja”.
Intendiamoci: se ne parla tutti i giorni, in insulsi dibattiti tra opposte tifoserie, buttando tutto in cagnara e ideologia. Ma mai che qualcuno metta la testa fuori dalla mischia e racconti i fatti: i reati commessi nell’indifferenza generale, tanto a destra quanto a sinistra, con la certezza dell’impunità; i contratti stipulati e rimasti lettera morta o moribonda.
In attesa che i giornalisti, inclusi quelli freschi di nomina, facciano il loro mestiere e raccontino i fatti invece di ripetere a pappagallo le quattro frasette dei comunicati stampa, proviamo noi a ricapitolare i fatti, in particolare sulla vicenda delle ex Colonie Enel. Continua a leggere…

E che sarà mai?! I giovanotti del Mezza Canaja hanno pubblicamente annunciato che nelle prossime settimane commetteranno tre diversi tipi di reato:
– Resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento, dando una mano ai venditori abusivi in spiaggia;
– Violazione della legge sul diritto d’autore e distribuzione di materiale audiovisivo contraffatto;
– Occupazione non autorizzata di suolo pubblico e vendita non autorizzata di bevande e altro.

Nelle foga, si sono però dimenticati di aggiungere la seguente postilla:
“qualora le Forze dell’Ordine, debitamente avvisate, non si presentassero per interrompere la flagranza dei reati sopra annunciati, il Mezza Canaja provvederà a denunciarle per omissione d’atti d’ufficio”. Continua a leggere…

Difficile scegliere, e ancor più difficile capirci qualcosa, quando in un dibattito sulle utopie della politica le esperienze presentate come “alternative” sono quelle di:
– un professore della Pontificia Università Gregoriana, figlio della buona borghesia cattolica veneta, già comunista, maoista, poi folgorato sulla via di Damasco, anzi nel letto di un reparto di neurologia dove si stava disintossicando dal maoismo e dall’esaurimento nervoso, alla vista d’un crocifisso;
– un giovanotto del centro sociale “Mezza Canaja”, no-global, movimentista, autonomista, bravo con la bomboletta spray, fan di Che Guevara e del subcomandante Marcos, folgorato non sulla via di Damasco ma sul lungomare Da Vinci, dagli strali di tutta l’intellighenzia cittadina, per qualche manifestino con la foto del Papa con un preservativo;
– a margine, un professore senigalliese di religione, «cristiano convinto fin dalla nascita» (già in sala parto, scommetto), ex sessantottino, ex lettore del Manifesto, ex fautore del Regno dell’Utopia escatologica, anche lui poi folgorato sulla via di Damasco una mattina, leggendo una frase del Vangelo sul giornale, ed oggi divenuto – non è dato sapere se per premio o per nemesi – responsabile del coordinamento comunale di Forza Italia.

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Non s’era mai sentita una parola, dal Sindaco in giù, quando quelli del “Mezza Canaja”
– occupavano illegalmente il cantiere di via Dogana Vecchia (è un reato),
– attaccavano manifesti senza autorizzazione (è un reato),
– imbrattavano i muri (è un reato),
– paragonavano i carabinieri alle SS (è un reato),
– proiettavano film violando la legge sui diritti d’autore (è un reato),
– vendevano alcolici senza licenza (è un reato),
– pretendevano l’impunità per girare con un po’ di marijuana (è un reato).

È bastato attaccare qualche manifestino con la foto del Papa con un preservativo, perché si scatenasse il putiferio. E insieme al putiferio, la sagra dell’ipocrisia: giù tutti a stracciarsi le vesti per l’inaudito accostamento, e dalli ai giovinastri imbrattatori che non hanno rispetto per nessuno. Continua a leggere…

Leggo su diversi quotidiani cittadini di episodi intimidatori da parte della polizia ai danni dei no-global del C.S.A. “Mezza Canaja”, nella loro nuova sede sul lungomare Da Vinci.
A voi, ragazzi del “Mezza Canaja”, a voi intimiditi, repressi e manganellati, ha già risposto 36 anni fa Pier Paolo Pasolini il quale, all’indomani degli scontri di Valle Giulia a Roma, tra l’euforia della maggioranza degli intellettuali, andò controcorrente: «siete pavidi, incerti, disperati (benissimo!), ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati: prerogative piccolo-borghesi, cari». Continua a leggere…