Non s’era mai sentita una parola, dal Sindaco in giù, quando quelli del “Mezza Canaja”
– occupavano illegalmente il cantiere di via Dogana Vecchia (è un reato),
– attaccavano manifesti senza autorizzazione (è un reato),
– imbrattavano i muri (è un reato),
– paragonavano i carabinieri alle SS (è un reato),
– proiettavano film violando la legge sui diritti d’autore (è un reato),
– vendevano alcolici senza licenza (è un reato),
– pretendevano l’impunità per girare con un po’ di marijuana (è un reato).

È bastato attaccare qualche manifestino con la foto del Papa con un preservativo, perché si scatenasse il putiferio. E insieme al putiferio, la sagra dell’ipocrisia: giù tutti a stracciarsi le vesti per l’inaudito accostamento, e dalli ai giovinastri imbrattatori che non hanno rispetto per nessuno.

Si sono sentiti richiami alla Costituzione, al rispetto delle sensibilità di tutti, appelli alla tolleranza, al dialogo, a moderare i toni.
Perfetto, se non fosse che quelle stesse anime candide fanno finta di niente quando la Costituzione e le leggi sono ridotte a carta straccia (referendum sulla procreazione assistita: induzione all’astensione, segretezza del voto, organi di informazione, istituzioni di garanzia, ecc.), quando le sensibilità di tutti (cattolici e non) vengono messe a tacere dai diktat della CEI, quando lo Stato dimentica il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (esenzione dell’ICI per gli immobili di proprietà ecclesiastica, trattamento riservato agli insegnanti di religione), quando calpestando il Concordato le gerarchie entrano a gamba tesa nei meccanismi politici dello Stato italiano, quando si deve parlare di riduzione degli aborti senza dire nemmeno una parola sulla pillola e il preservativo.

Ma voi, ragazzi del Mezza Canaja, dal canto vostro, con un fotomontaggio che nulla aveva a che vedere con l’iniziativa pubblicizzata nel manifesto, avete fatto un pessimo uso di argomenti seri, fondati e di importanza enorme in uno stato di diritto. Li avete bruciati e sviliti, ridotti a slogan tra opposte tifoserie, avete prestato il fianco a farisei e cerchiobottisti di ogni ordine e grado, per le solite manfrine su un cattolicesimo minoritario, bistrattato e marginalizzato.
E, se la legge non è un’opinione, avete anche commesso due reati: affissione abusiva (art. 352 c. p.) e vilipendio alla religione (art. 402 e seguenti del Codice Rocco).
Vostro malgrado, avete creato scandalo.

Ora, dimostrate, per una volta, di avere della legge una considerazione superiore a quella dei benpensanti di turno. Fateli contenti: autodenunciatevi per vilipendio alla religione. Fate in modo che, parlando del vostro caso, si parli anche del problema su cui avete voluto porre l’attenzione. Mettetevi in discussione e costringete a mettersi in discussione anche coloro che oggi vi danno dei blasfemi.
Chi, tra voi e loro, sia più blasfemo, ciascuno potrà giudicare.

3 Commenti

  • 1. Gianluigi (30 dicembre 2005, 1:35 am) :

    canaglie opportuniste Quanto scrive Andrea termina con l’invito che apprezzo e condivido pienamente. Appare chiaro però che sia mille miglia lontano da chi non mai ha praticato la disobbedienza civile. Così fino ad oggi per tutto questo movimento.
    Il lungo elenco iniziale delle violazioni di legge e delle regole di convivenza civile sembra quasi un verbale della Polizia di Stato o dell’Arma. Verbale che ben s’intende mai c’è mai stato. Perché mai? 
    La risposta possibile conduce allo stesso motivo – ben affrontato in quanto è stato scritto – di come si sia dovuto giungere al volantino scandalo per scatenare questo putiferio. 
    La mia impressione è che questi ragazzi abbiano scelto – se hanno scelto – la via più facile e sciocca per farsi pubblicità.  Davvero non mi aspettavo che fosse una giustificazione il fatto che il volantino è “umilissimo”, forse perché il concetto di umiltà in cui credo è tutt’altro, non solo riferito alla carta o alla stampa, quanto alla sostanza del messaggio.
    Per spiegare meglio quanto ora mi passa in mente affermo che se avessi fatto io un volantino del genere – e la fantasia non fa difetto – con l’immagine del sindaco o con quella della mamma di qualcuno di questi ragazzini sarei finito immediatamente sotto processo. Con questo non voglio apparire come un entusiasta della giustizia, che sappiamo bene in che infima condizione si trovi nel nostro paese.
     L’osservazione mi consente però di sottolineare come questo sciocco comportamento prenda di mira simboli e figure della religione cattolica, mentre è chiaro che non avrebbe mai irriso altre religioni e tanto meno altre etnie, o solo categorie di diversi. Si, purtroppo è vero, a queste ci hanno pensato – non poche volte – i leghisti o magari i naziskin, anche loro a due passi da casa nostra. E magari suscitando meno scandalo.

  • 2. Disobbedienti de noantri &hellip (27 dicembre 2006, 4:21 am) :

    […] La differenza tra teppismo e disobbedienza civile sta tutta qui: nel pretendere o meno l’impunità dopo aver violato la legge. Il teppista sfascia la vetrina e se la dà a gambe: se cercano di fermarlo s’incazza pure. Il disobbediente non violento si autodenuncia per dare corpo al dissenso verso una legge ingiusta; per lui farla franca è una iattura: se vuole dimostrare l’assurdità della legge che sta contestando, quella legge gli dev’essere applicata fino in fondo. Forse i giovanotti non hanno ben chiara la differenza, d’altra parte l’unica volta che si son beccati la tirata d’orecchie è stato quando non hanno commesso alcun reato (fotomontaggio del Papa col preservativo). Ma non ci vorrebbe molto, per una volta, a far le cose per benino e prendersi la responsabilità di ciò che si fa. Così come non ci vorrebbe molto, per le Forze dell’Ordine, ad applicare la legge. […]

  • 3. Popinga&hellip (3 agosto 2009, 2:59 pm) :

    […] sindaco che, tra un anno, ne avrà l’appoggio?). Nel loro repertorio, ricco di violazioni di legge e pratiche violente, brilla l’occupazione abusiva delle ex Colonie Enel, a Senigallia. […]

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