Ore 13.30: da Senigallia sull’InterCity per Milano, con il mare ancora a fianco (per poco).

La connessione è buona. Il treno offre anche l’alimentazione elettrica. Continua l’esplorazione delle potenzialità del nostro piccolo PC.

A casa, prima della partenza.
Tra l’immancabile Lonely Planet su Israele ed il bellissimo numero de L’Europeo, dedicato al 60° anniversario dello Stato mediorientale. ecco l’EeePC con il quale sto scrivendo questo post.

Le ultime prove di connessione via Bluetooth e UMTS, con Gaspa e, dietro l’obiettivo, Gianluigi

Foto aerea di Israele

Martedì prossimo alcuni di noi partono per Israele, per un viaggio di 8 giorni. Portiamo con noi un paio di macchine fotografiche e un computer, il piccolo EeePC di Haereticus, con i quali vorremmo aggiornare questo blog in tempo reale, on the road.

Con Gianluigi e Gaspa pensiamo di aggiornare Popinga direttamente dai luoghi visitati, dalle strade percorse, dai kibbutz che ci ospiteranno. Insomma, fare un “live blogging” la cui frequenza e regolarità dipenderanno dalla facilità (o difficoltà) di rimanere connessi al web nel moderno, ma difficile Paese mediorientale.

Tutti i post di questo resoconto di viaggio a puntate avranno il tag Israele 2008. Buon viaggio!

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Benzina, tasse, etc… tutto procede a rilento; non si può andare al terminal a piedi, la polizia in auto passa al parcheggio ben tre volte. A loro diciamo che, provenendo dall’estero, crediamo di dover fare dogana: cadono dalle nuvole, ci scrutano, ci chiedono chi siamo, chiamano per radio la centrale e promettono di ritornare al più presto.
La quarta volta minacciamo di decollare senza aver fatto dogana, con gran scandalo della poliziotta a bordo dell’auto.
Si è fatto troppo tardi, siamo costretti a fermarci per la notte. Catania è una bella città, ma ci rattrista il fatto che le lungaggini burocratiche non siano finite in Nord-Africa. Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Arrivati ad Annaba abbiamo gli stessi identici problemi con le tasse ed i burocrati, ma il guaio più grosso è che si rifiutano di venderci la benzina.
Dopo quasi un paio d’ore di discussioni e contrattazioni da Algeri arriva un ordine inaspettato: “Dategli la benzina necessaria, i tre italiani sono in transito e devono lasciare il paese.Le ultime siapggie a est di Annaba

La benzina avio diventa quindi immediatamente disponibile.
L’aereo viene rifornito a secchi, letteralmente, fino a che non raggiungiamo la quantità necessaria.
Lasciamo Annaba e gli AN-2 che operano sul posto, ed a bassissima quota ammiriamo le dune sulla spiaggia deserta che si avvicina al confine tunisino.

Saliamo di quota per contattare “Tunis approach” prima dei confini FIR e non resistiamo alla tentazione di “bombardare” l’ostile paese a colpi di banane gettate dal finestrino, da 5000 piedi di quota! Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Oran è la prima tappa in Algeria. Dobbiamo seguire il confine tra Marocco e Algeria fino alla costa prima di poter fare un diretto per Oran; ci impiegheremo due ore. Altre due ore le passeremo a terra tra le pratiche burocratiche. Tutto si paga in contanti, euro o dollari, non si accetta valuta locale per aerei stranieri, e non si accettano carte di credito.
Chi siete? Dove andate? Per chi lavorate? Un mucchio di domande inutili che ci sottraggono tempo prezioso!Porto deserto in Algeria

Ci frughiamo in tasca per pagare la benzina, poi le tasse e contro tasse, timbri e ricevute. Ripartiamo con i portafogli vuoti in direzione Algeri.

200 Km di nulla, strade deserte, paesini polverosi affacciati sulla costa, porti in cemento senza l’ombra di una barca. Com’è possibile? Sarà davvero così oppure è il nostro stato d’animo, l’incertezza di viaggiare senza contanti in tasca o cos’altro?
Eppure l’Algeria ha i più grandi giacimenti di petrolio nel Nord-Africa, è possibile che sia tutto così desolato? Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Atterriamo a Tangeri e ci viene comunicato che non hanno Avgas ormai da parecchio tempo. Non resistiamo a un po’ di turismo marocchino: con un taxi giriamo la città e compriamo due belle taniche da tenere in aereo; in caso di ulteriore penuria di carburante dovremo comprare benzina automobilistica per il nostro Cessna.

Tetouan non è lontana, ci viene detto che dovrebbero disporre di carburante. Quindi assetati di benzina voliamo a Tetouan nel tardo pomeriggio e qui ci fermeremo per la notte. Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Partiamo nel tardo pomeriggio, il piano di volo è stato compilato e tutte le tasse pagate, ma la benzina tarda ad arrivare. Solo per il rifornimento perdiamo un’altra un’ora.
Le “truppe di terra” sono in viaggio verso Madrid da diverse ore.

Decolliamo decisamente tardi, il tramonto ci “sorprenderà” a metà navigazione, ed al momento di chiedere l’inserimento su Madrid, aeroporto Cuatro Vientos, la torre con un no secco ci comunica che non possiamo atterrare. E’ troppo tardi e non accettano VFR notturni, non c’è niente da fare. Con l’approach proviamo a chiedere tutti gli alternati possibili, anche i più improbabili… la risposta è unanime e ferma: sempre e soltanto NO.Il tramonto alle spalle avvicinandosi a Madrid
L’unica possibilità e quindi quella di ritornare a Salamanca.

Che “smacco”, a soli 10 minuti da Madrid dobbiamo invertire la rotta. Saremmo tentati di dichiarare emergenza e atterrare a Cuatro Vientos in barba al controllore di volo che ci sembra un po’ troppo bacchettone.
Per evitare problemi invece invertiamo la rotta e con le luci di Madrid alle spalle ci infiliamo nell’oscurità della notte, per il ritorno a Salamanca.
L’indomani partiamo all’alba. Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) E’ il simbolo del nostro viaggio!

La conchiglia a ventaglio dei pellegrini ed un’elica con un volante al posto dell’ogiva, sono i simboli del nostro viaggio. Con questo logo abbiamo preparato magliette ed adesivi.
A Santiago i pellegrini arrivano a piedi, in bicicletta, pure a cavallo, noi con il Cessa 172 e l’auto d’appoggio. Dai Pirenei a Santiago abbiamo sempre costeggiato, spesso attraversato, il cammino dei pellegrini.Santiago de Compostela

Grazie ai buoni contatti con il Vaticano ed una mega raccomandazione di Paloma (la mamma di Carlo) possiamo entrare in auto nella zona pedonale. Raggiunto il seminario che si trova di fianco alla cattedrale di Santiago, pronunciamo la fatidica parola d’ordine “Siamo figli di Paloma”. Si s palancano gli austeri cancelli: avremo vitto, alloggio e parcheggio assicurati per due giorni!!

Anche noi attraversiamo la Porta Santa (non si sa mai…) e visitiamo il colonnato della cattedrale di Santiago, ricoperto di incisioni con una ricchissima simbologia. Continua a leggere…

Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Siamo diretti in Galizia; da qui seguiremo la costa fino l’estremo occidente. Decidiamo per un pernottamento in tenda, in un aviosuperficie sulla costa. Scopriamo con piacere che l’unica via di rullaggio si allontana dalla pista insinuandosi dietro una collinetta, un ottimo riparo dal vento (che soffia ad oltre 30kts). Sarà qui che assicureremo il SD con delle cime al suolo e nel pomeriggio apriremo tre tende tra l’auto e il SD.Villaframil, ribadeo le truppe di terra e d’aria si accampano

Nell’hangar più vicino scopro diversi aeroplani in costruzione. E’ il “TOXO” un moderno ULM in compositi che viene assemblato proprio qui.
Un signore francese si fa vivo di tanto in tanto. Non è solo un curioso, scopriamo che è un pilota ULM atterrato durante un raid in solitario. Tiene il suo “Rans”, tubi e tela, riparato in un hangar li vicino. E’ bloccato qui da ben due settimane; con calma dice che non se ne andrà fino a che il vento non smetterà di essere così violento. Continua a leggere…