Il logo de “Gli Adriatici”(segue…) Siamo diretti in Galizia; da qui seguiremo la costa fino l’estremo occidente. Decidiamo per un pernottamento in tenda, in un aviosuperficie sulla costa. Scopriamo con piacere che l’unica via di rullaggio si allontana dalla pista insinuandosi dietro una collinetta, un ottimo riparo dal vento (che soffia ad oltre 30kts). Sarà qui che assicureremo il SD con delle cime al suolo e nel pomeriggio apriremo tre tende tra l’auto e il SD.Villaframil, ribadeo le truppe di terra e d’aria si accampano

Nell’hangar più vicino scopro diversi aeroplani in costruzione. E’ il “TOXO” un moderno ULM in compositi che viene assemblato proprio qui.
Un signore francese si fa vivo di tanto in tanto. Non è solo un curioso, scopriamo che è un pilota ULM atterrato durante un raid in solitario. Tiene il suo “Rans”, tubi e tela, riparato in un hangar li vicino. E’ bloccato qui da ben due settimane; con calma dice che non se ne andrà fino a che il vento non smetterà di essere così violento.

Subito organizziamo un barbecue degno degli “Adriatici”. Siamo davvero affamati (ed assetati); il collega francese sarà nostro ospite! Felicissimo di trovare compagnia, dopo settimane in solitudine, anche lui apprezza bistecche e spiedini, annaffiate abbondantemente dal rosso nettare di bacco. Ne consegue che ci attardiamo parecchio prima di ritirarci nelle tende, sotto l’ala del SD.

A tarda notte il meteo peggiora, il vento incalza e abbatte senza pietà la mia piccola tenda, dove dormo con mia sorella Livia. Decidiamo di abbandonare la postazione, mentre inizia a piovere.
Trasportiamo la tenda fino all’hangar dove è accampato il francese; riapriamo la tenda nell’hangar e finalmente proviamo a dormire. Anche Liliana abbandona la tenda dove stava con Carlo e Nicoletta, lei prova a dormire in macchina, ma con tanto vento e tanta pioggia l’ambiente non era davvero confortevole. Infatti dopo poco decide di raggiungerci nella nostra tenda, riparata dall’hangar.
Le altre due tende hanno resistito alla furia della tempesta, Carlo e Guido dicono di non essersi neanche accorti della pioggia e che il vento, in fondo, non dava un gran fastidio. (beati loro!)

La posta:

Ai padri fondatori in vigile attesa sulla sponda orientale al sole… nel XII giorno dell’era adriatica. Pur costretti al suolo dalle inclementi condizioni dall’inospitale terra galiega (Villaframil – Ribadeo) abbiamo dato prova della generosa indole italica affrancando l’alleato francigeno dal forzato isolamento climatico che lo costringeva da settimane ad un’esistenza di stenti. All’uopo è stato allestito un accampamento, esempio mirabile di organizzazione romana, dove copioso è stato servito nettare bale ed altre prelibatezza alla brace che non hanno agevolato il decollo. L’alleato francigeno, da tempo isolato ed impossibilitato al decollo da un tempo ostile, chiede lumi sul ritorno di Napoleone dall’Elba.

Gli Adriatici

Generatori eolici in GaliziaLasciamo Villaframil e il francese al loro destino, proseguiamo per La Coruña. La costa della Galizia è rocciosa, a tratti ci sono delle spiaggette e formano un insieme davvero pittoresco, sicuramente un ambiente unico.
Il meteo è imprevedibile, piove ogni dieci minuti, poi risplende il sole e si formano arcobaleni coloratissimi. Il vento è decisamente forte, spesso anche a raffiche. La media è attorno ai 30kts. Su un tratto lungo costa registriamo meno di 40kts di velocità al suolo; non è un caso se qui su questo tratto della costa ci sono centinaia di generatori eolici.

Atterriamo all’aeroporto di La Coruña, leghiamo saldamente il SD al suolo e andiamo alla ricerca di un albergo per la notte. Cena a base di pesce, con polpo alla galiega. Anche altre specialità locali ci fanno apprezzare la Galizia, nonostante la pioggia, il vento e il freddo sempre martellanti. (continua…)

1 Commento

  • 1. Popinga&hellip (19 marzo 2008, 9:44 pm) :

    […] (segue…) E’ il simbolo del nostro viaggio! […]

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