In Turchia oltre 1 milione di manifestanti ha sfilato per le vie di Ankara per difendere la laicità dello Stato democratico fondato da Atatürk contro la minaccia del partito islamico guidato dal premier Erdoğan.
Il Parlamento turco deve infatti eleggere il presidente della Repubblica che riveste un ruolo istituzionale molto importante ed è garante della laicità repubblicana dello Stato. Continua a leggere…

Se qualcuno vi chiedesse qual è il più grosso problema dell’Italia, voi cosa rispondereste?

  • le tasse troppo alte?
  • la stagnazione dell’economia?
  • la povertà?
  • la disoccupazione?
  • l’immigrazione?
  • la sicurezza?
  • la malasanità?
  • il debito pubblico?
  • le pensioni?
  • la mafia?
  • il traffico?

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Ruini se ne è andato, si è dimesso dal ruolo di presidente della Conferenza Epsicopale Italiana (CEI) ed è stato sostituito dall’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, pur rimanendo accanto a Benedetto XVI, di cui è stato grande elettore, nel ruolo di cardinale vicario.
La figura di Ruini è stata molto controversa: un uomo ed un prelato di rottura, che non ha mai cercato il compromesso ed ha ridato alla Chiesa Cattolica una importanza preminente nella politica e nella società italiana, dopo molti anni di grigiore e di battaglie di retroguardia.
Ruini ha rafforzato l’influenza dei cattolici, proprio quando sembrava che la secolarizzazione della società avesse chiuso la Chiesa in un angolo, con una lotta che ha messo anche in crisi il rapporto con lo Stato repubblicano. Continua a leggere…

Sto seguendo con grande interesse la polemica innescata dalla scritta “Paradisi Muori” su un foglietto pubblicitario della US Volley nella palestra Campo Boario (o almeno dalla foto sembra quella palestra).
Da questa scritta sono nati diversi articoli pirotecnici sulla stampa locale che dipingevano Paradisi come vittima delle BR e Senigallia come uno dei covi dei nuovi brigatisti rossi. Continua a leggere…

Dopo una settimana di stop, sono ripresi tutti i campionati di calcio dalla Serie A alla III categoria.
Come ha detto il presidente di Lega, Matarrese, e come hanno ribadito tutti i presidenti della massima serie, con solo qualche lodevole eccezione, lo spettacolo deve continuare e un morto ogni tanto fa parte del sistema.
Cinico e discutibile, ma la vera e cruda realtà!
Che importa se ogni domenica lo Stato deve schierare decine di migliaia di poliziotti e carabinieri negli stadi?
Che importa se lo stadio stesso è diventato il catalizzatore del disagio sociale (e mentale) di molti giovani italiani?
Che importa se nessun padre di buon senso porterebbe più i propri figli alla partita per paura della loro incolumità?
Che importa se la degenerazione dell’informazione fornitaci dai giornalisti italiani ha fatto diventare il calcio simile ad un reality show in cui il gesto tecnico – il gol, la rovesciata, il colpo di tacco- è messo in secondo piano rispetto al gossip, agli errori arbitrali, alle polemiche, alle vicende processuali, ecc.? Continua a leggere…

Come accennavo recentemente nel mio articolo “In Mezzo al Guado“, all’Iran non dispiace affatto la attuale situazione irachena che vede gli sciiti in possesso di tutti i posti chiave del potere.

Finora però il governo di Teheran era rimasto nell’ombra a giocare un ruolo di secondo piano e mantenendo volutamente un basso profilo (almeno ufficialmente).

Adesso invece sembra che gli iraniani si siano decisi a scendere direttamente nell’arena, stringendo vincoli sempre più forti col nuovo governo iracheno, quello eletto “democraticamente” solo pochi mesi fa con l’avallo degli USA e di tutta la comunità internazionale. Continua a leggere…

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, gli americani in Iraq ricordano sempre più una carovana di pionieri nel mezzo del guado di un grosso fiume la cui portata si ingrossa velocemente.

Alcuni propendono per continuare l’attraversamento (un’ipotetica escalation militare), altri per ritornare indietro (disimpegno), ma il rischio concreto è che, nel tira e molla tra i litiganti, essi rimangano in mezzo al guado all’arrivo dell’ondata di piena (cioè con pochi uomini e senza un piano nel bel mezzo di una guerra civile).

L’amministrazione Bush sembra aver scelto la prima opzione, cioè quella dell’escalation militare, inviando altri 20.000 uomini ad ingrossare le fila di un esercito in palese difficoltà.

Ma a cosa servono in concreto questi uomini? Continua a leggere…

Sfogliando Il sole 24 Ore on-line mi sono imbattuto in un interessante articolo riguardante la “Banda degli Onesti” ed il suo presidentissimo Massimo Moratti (nella foto)

Massimo Moratti

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Alessandro Bianchi

Leggendo su “l’Espresso” una intervista al ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, il professore designato per questo importante dicastero dai comunisti italiani,  sono venuto a conoscenza del “Piano Rosso” per salvare la moribonda Alitalia.

Innanzitutto bisogna ricordare che è tuttora in corso una OPA sul 100% delle azioni della nostra compagnia di bandiera dopo che lo Stato ha messo in vendita il 30% dell’intero capitale azionario.
Prodi ha infatti capito che nella situazione attuale non ci sono margini di manovra per far tornare la società in attivo e non è più possibile finanziarla in eterno con i soldi provenienti dall’erario.

La soluzione sarebbe intelligente in via teorica anche se i paletti posti dall’estrema sinistra rischiano di farla naufragare miseramente. Continua a leggere…

but all isn’t lost.

Questo è il titolo di Newsweek della scorsa settimana e questo è anche il motivo della sconfitta di Bush nelle elezioni di metà mandato. Continua a leggere…