Sto seguendo con grande interesse la polemica innescata dalla scritta “Paradisi Muori” su un foglietto pubblicitario della US Volley nella palestra Campo Boario (o almeno dalla foto sembra quella palestra).
Da questa scritta sono nati diversi articoli pirotecnici sulla stampa locale che dipingevano Paradisi come vittima delle BR e Senigallia come uno dei covi dei nuovi brigatisti rossi.

Ma esaminiamo la scritta: “Paradisi Muori” in italiano non è una minaccia, ma al massimo un cattivo augurio scritto da una persona non proprio simpatizzante delle idee del noto avvocato.
Una minaccia sarebbero state frasi del tipo: “Paradisi ti Ammazzo” o “Paradisi sei nel Mirino” oppure delle telefonate o lettere minatorie.
Questa onestamente sembra più opera di un teen-ager comunistello del Mezza Canaja che di un pericoloso brigatista.
Mi sembra dunque eccessivo ricorrere addirittura alla DIGOS per risolvere questo caso spinoso. Anzi, facciamola venire questa DIGOS, che in ambienti di estrema destra viene definita “boia” e che magari qualche eversivo lo trova davvero, ma non si sa di quale fede politica…
Solidarietà “piena” all’esimio avvocato Paradisi e complimenti per la sua bravura in fatto di Pubbliche Relazioni.
E’ infatti riuscito, con abile mossa, ad elevarsi dal ruolo di “ducetto del quartierino” e ad assurgere alle cronache regionali come “vittima delle BR”.
Da consigliere di opposizione del comune di Senigallia a novello Aldo Moro.
Applausi!

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