Dopo una settimana di stop, sono ripresi tutti i campionati di calcio dalla Serie A alla III categoria.
Come ha detto il presidente di Lega, Matarrese, e come hanno ribadito tutti i presidenti della massima serie, con solo qualche lodevole eccezione, lo spettacolo deve continuare e un morto ogni tanto fa parte del sistema.
Cinico e discutibile, ma la vera e cruda realtà!
Che importa se ogni domenica lo Stato deve schierare decine di migliaia di poliziotti e carabinieri negli stadi?
Che importa se lo stadio stesso è diventato il catalizzatore del disagio sociale (e mentale) di molti giovani italiani?
Che importa se nessun padre di buon senso porterebbe più i propri figli alla partita per paura della loro incolumità?
Che importa se la degenerazione dell’informazione fornitaci dai giornalisti italiani ha fatto diventare il calcio simile ad un reality show in cui il gesto tecnico – il gol, la rovesciata, il colpo di tacco- è messo in secondo piano rispetto al gossip, agli errori arbitrali, alle polemiche, alle vicende processuali, ecc.? Continua a leggere…

Dopo aver egregiamente svolto il suo compito in Federcalcio, consegnando a tavolino lo scudetto 2006 ai suoi compagni di merende Moratti e Tronchetti Provera (con le intercettazioni effettuate tramite Telecom) ed eliminando i loro più acerrimi avversari, il sorridente Guido Rossi, già ex dirigente della FC Internazionale e della Telecom, ritorna a presiedere la società telefonica italiana dopo le dimissioni dello stesso Tronchetti Provera. Continua a leggere…

Non me la sento di condannare il tizio che, sul suo tavolinetto ripiegabile e magari con l’aiuto d’un paio di complici, spilla cento euro a qualche passante con il gioco delle tre carte: lui è un treccartaro, quegli altri sono dei babbei.
Per la stessa ragione, non me la sento di condannare Moggi per le conversazioni telefoniche con qualche arbitro.

Io non ce l’ho con Moggi. Ce l’ho con voi:

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