Dopo aver egregiamente svolto il suo compito in Federcalcio, consegnando a tavolino lo scudetto 2006 ai suoi compagni di merende Moratti e Tronchetti Provera (con le intercettazioni effettuate tramite Telecom) ed eliminando i loro più acerrimi avversari, il sorridente Guido Rossi, già ex dirigente della FC Internazionale e della Telecom, ritorna a presiedere la società telefonica italiana dopo le dimissioni dello stesso Tronchetti Provera.

La straordinaria gestione di Tronchetti Provera lascia la Telecom con una situazione debitoria talmente grave che servono più soldi per ripianare i debiti che per comprare la società stessa.

E tutto questo nonostante una posizione sostanzialmente monopolista e dei costi telefonici tra i più alti d’Europa (con servizi tra i più scadenti).

Insomma la Telecom è una azienda talmente mal gestita che, se venisse meno l’appoggio dello Stato (che detiene una golden share) o la situazione di monopolio di fatto, il fallimento sarebbe dietro l’angolo.

Cosa farà il Sig. Rossi in questo contesto: venderà tutto il vendibile, cioè l’unica società che fa utili (TIM) e lascerà che lo Stato si accolli tutte le passività, che si accolli le spese per ammortizzare i licenziamenti dei lavoratori in esubero (i sindacati hanno già mangiato la foglia da tempo) e, dopo aver rimesso la società in sesto dal punto di vista finanzario, la farà rivendere a Berlusconi, l’unico a poterla comprare visto che si vuole che Telecom rimanga in mani italiane e che Mr. Octopus ha le mani in tutti i settori tranne che in quello telefonico.

Sono pessimista? Vedremo, ma i segnali non sono certo incoraggianti e la storia delle aziende italiane ha sempre seguito questo iter.

La stessa privatizzazione della Telecom (realizzata dallo stesso sig. Rossi) è stata praticamente una barzelletta, dato che si è passati da un monopolio pubblico ad uno privato senza nessun reale vantaggio per i consumatori ed in barba a quell’economia di mercato che tutti auspicano ma che nessuno vuole realmente (le posizioni dominanti, monopoliste e le rendite di posizione garantite sono molto più gettonate).

Poi non scandalizziamoci se la stragrande maggioranza dell’economia italiana è gestita da pochi soggetti (Berlusconi, De Benedetti, Benetton, Tronchetti, Agnelli e COOP Rosse) che posseggono aziende, banche, assicurazioni, mezzi di informazione ed hanno il controllo diretto od indiretto della politica e degli organi di controllo.

Insomma oggi, grazie al valore dell’italianità (sostenuto a suo tempo anche da Fazio, lo ricordate?) si stanno compiendo delle porcherie che stanno mandando a rotoli l’economia italiana.

Magari venissero gli stranieri ad investire in Italia,  portando una ventata di vero mercato e di concorrenza in una economia che, allo stato attuale, non è per nulla competitiva ed è quindi destinata al declino.

E’ chiaro che la competitività delle nostre imprese calerà sempre di più se mantenute  in uno stato di protezione dal mercato i cui costi gravano sui consumatori e sullo Stato.

Un esempio è proprio l’Alitalia che è gestita in modo vergognoso, produce svariati miliardi di passività annue (coperte sempre dalle tasse dei cittadini) e si mantiene in vita solo perchè ha un mercato garantito dallo Stato (sempre alla faccia della concorrenza).

Non sarebbe meglio lasciarla fallire e lasciar nacere delle nuove società operanti nel mercato, che facciano utili e non gravino sul martoriato bilancio statale?

La risposta è ovvia quanto utopico è il pensiero che si realizzi questa eventualità (con i vari Bertinotti e C. al governo).

Ritornando a Telecom la mia soluzione potrebbe essere questa:

1-Vendere tutte le società controllate tra cui TIM per ripianare i debiti

2-Acquisto da parte dello Stato della Rete telefonica che sarà poi affittata a tutti i vari operatori che si verrebbero a creare dopo 3

3-Vendita sul mercato di tutta la Telecom, sistemata dal punto di vista finanziario con le cessioni 1 e 2 ed inizio di un vero libero mercato telefonico con lo stato che garantirebbe l’accesso alla rete a pari condizioni a tutti i nuovi soggetti presenti sul mercato (cosa che oggi non avviene a causa del monopolio Telecom).

Basta ipocrisie, se tutti siamo per il libero mercato (e nel fronte politico attuale quasi tutti dicono di esserlo) che si operi per metterlo finalmente in atto!

6 Commenti

  • 1. gianfalco (18 settembre 2006, 2:23 am) :

    Rossi proviamo a riderci su…
    guarda questa vignetta.
    Ciao
    gianfalco

  • 2. gaspa (18 settembre 2006, 4:05 am) :

    rotfl

    complimenti per le vignette, anche se a me, questo Guido Rossi, non fa ridere per nulla, anzi…

  • 3. Gianluigi (27 settembre 2006, 1:13 pm) :

    non ci capisco niente, ma… Ma cosa?
    Ho letto, a proposito di questo signor Rossi, le conclusioni di un eccelente articolo a firna di un giornalista che apprezzo molto, Oscar Giannino.
    Le riporto tal quali (pur se l’articolo era sulla Telecom) in quanto mi pare che offrano qualche aggancio interessante.
    < < Sul ruolo di Guido Rossi, come difensore dei diritti sinora violati dei soci Telecom diversi da quelli di controllo, dell'azienda di fronte alle incursioni di Prodi e di fronte ai pm che vogliono ora influenzarne l'agenda e le scelte, dico solo una cosa. A lodarlo per i suoi mille meriti è le sue straordinarie qualità, sono buoni in tanti. Io sono bastian contrario. Proprio perché ho dato addosso alla Juventus moggiana, dico allora che il professor Rossi consulente di Olimpia con Murdoch non è che si sia comportato al di sopra di ogni sospetto d'interesse improprio, quando da commissario straordinario di Federcalcio ha appuntato la stelletta dello scudetto sul petto dell'Inter del cui vicepresidente Tronchetti era ed è avvocato.>>

  • 4. gaspa (28 settembre 2006, 5:52 am) :

    gli “onesti” in galera?

    viste le vicende delle intercettazioni illegatli di Telecom e dei dossier fatti da questi "bravi signori" a migliaia di persone italiane (magari anche ai dirigenti juventini).

    Ricordo a tutti che il presidente della Telecom, Tronchetti Provera, è il co-proprietario della FC Internazionale (Inter) e il sig. Guido Rossi è stato consigliere di amministrazione della stessa Inter.

    Insomma Rossi non è sicuramente un uomo super-partes nel mondo del calcio e guarda caso i risultati della sua gestione non fanno che acuire i sospetti.

    Tra le varie altre cose emerse da questo processo, è venuto fuori che il Presidente dell’Inter, l’onestissimo Massimo Moratti, ha assunto gli investigatori della Portis, gli stessi che lavoravano ai dossier di Pirelli e Telecom, per spiare l’arbitro De Santis, di cui magari avevano già sentito le intercettazioni (il tutto è molto legale), per fare un dossier anche su di lui prima che la stessa magistratura intervenisse.

    Cmq la vicenda Telecom è talmente inquietante da oscurare le polemiche calcistiche. Speriamo che, una volta tanto, la magistratura vada fino in fondo e che accerti di chi sono le responsabilità.

    Non sarei sorpreso se qualche "onesto" andasse finalmente in galera questa volta.

  • 5. gaspa (28 settembre 2006, 5:58 am) :

    dimenticavo:

    il vice presidente della Telecom, il sig. Carlo Buora, cioè quello a cui riferiva direttamente Tavaroli, il capo sicurezza Telecom, è anche il vice-presidente dell’Inter.

    ecco l’organigramma della FC Internazionale:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Internazionale_Football_Club#Organigramma_della_societ.C3.A0

    La puzza di marcio si sente lontano un miglio!

  • 6. La Banda degli Onesti at &hellip (11 gennaio 2007, 8:38 pm) :

    […] La suddetta “Banda degli Onesti”, questa estate, ha messo uno dei suoi affiliati, il sig. Guido Rossi, a capo della Federcalcio italiana, per avviare l’operazione “piedi puliti” (chissà che puzza c’era prima!). […]

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