Come accennavo recentemente nel mio articolo “In Mezzo al Guado“, all’Iran non dispiace affatto la attuale situazione irachena che vede gli sciiti in possesso di tutti i posti chiave del potere.

Finora però il governo di Teheran era rimasto nell’ombra a giocare un ruolo di secondo piano e mantenendo volutamente un basso profilo (almeno ufficialmente).

Adesso invece sembra che gli iraniani si siano decisi a scendere direttamente nell’arena, stringendo vincoli sempre più forti col nuovo governo iracheno, quello eletto “democraticamente” solo pochi mesi fa con l’avallo degli USA e di tutta la comunità internazionale. Continua a leggere…

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, gli americani in Iraq ricordano sempre più una carovana di pionieri nel mezzo del guado di un grosso fiume la cui portata si ingrossa velocemente.

Alcuni propendono per continuare l’attraversamento (un’ipotetica escalation militare), altri per ritornare indietro (disimpegno), ma il rischio concreto è che, nel tira e molla tra i litiganti, essi rimangano in mezzo al guado all’arrivo dell’ondata di piena (cioè con pochi uomini e senza un piano nel bel mezzo di una guerra civile).

L’amministrazione Bush sembra aver scelto la prima opzione, cioè quella dell’escalation militare, inviando altri 20.000 uomini ad ingrossare le fila di un esercito in palese difficoltà.

Ma a cosa servono in concreto questi uomini? Continua a leggere…

but all isn’t lost.

Questo è il titolo di Newsweek della scorsa settimana e questo è anche il motivo della sconfitta di Bush nelle elezioni di metà mandato. Continua a leggere…