All'ingresso di Mea She'Arim

Giovedì siamo andati dagli ebrei ortodossi, anzi ultra-ortodossi. Una piccola modifica del programma, appena terminata la visita ai luoghi santi (la Via Dolorosa e la Basilica del Santo Sepolcro) ci porta al quartiere limitrofo dove, da tanti elementi, ci si accorge subito d’essere in un altro mondo. Continua a leggere…

Ferve in questi giorni in Italia un dibattito serrato sulla riforma del modello contrattuale finalizzato ad una nuova capacità produttiva volta allo sviluppo del Sistema Paese.

Confindustria chiede un costo del lavoro più basso e livelli contrattuali decentrati; il Governo detassa gli straordinari, noi sindacato chiediamo stipendi netti volta ad aumentare la capacità di guadagno, non solo del salariato, ma della classe media, pesantemente penalizzata in questi ultimi dieci anni. Tutto questo non solo è giusto dal punto di vista sociale, ma dovrebbe aiutare la ripresa dei consumi interni e il rilancio dell’economia dell’Italia. E’ veramente questo il nodo da sciogliere? Continua a leggere…

Ho scelto volutamente un titolo abbastanza provocatorio per descrivere le mie sensazioni derivanti dalla visita ad uno dei luoghi più “santi” e venerati del cristianesimo.
Il Santo Sepolcro mi è sembrato infatti una vera e propria gabbia in cui il cristianesimo è rinchiuso in cattività sia in maniera fisica, sia a livello metafisico. Continua a leggere…

Siamo giunti al Santo Sepolcro seguendo la “Via Dolorosa“, meglio conosciuta come “Via Crucis”, attraverso le strade della città vecchia di Gerusalemme, ora appartenenti al quartiere musulmano.

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Masada è una poderosa fortezza costruita su uno sperone roccioso solitario e desertico sulla sponda occidentale del Mar Morto. Continua a leggere…

Padre Armando Pierucci domenica mattina prenderà l’aereo per Roma: l’Accademia dei Piceni lo premierà tra i marchigiani dell’anno.

Il premio della comunità marchigiana di Roma non è propriamente il Premio Nobel ma forse padre Armando lo meriterebbe!
Chi è Armando Pierucci? E’ un francescano settantenne di Maiolati che da vent’anni vive in Terra Santa. E’ l’organista ufficiale del Santo Sepolcro e della chiesa della Natività di Betlemme. E’ considerato uno dei maggiori organisti viventi. E’ diplomato al Conservatorio di Pesaro. Continua a leggere…

La tradizione cristiana tramanda che Gesù, arrivato sul Monte degli Ulivi, alla vista di Gerusalemme, abbia pianto, perché sapeva che gli Ebrei non lo avrebbero riconosciuto come il Messia. Il luogo è quello che oggi abbiamo visitato, non senza imprevisti: il Dominus Flevit, a Gerusalemme Est. Continua a leggere…

Parentesi di attualità politica israeliana, e non solo, questo pomeriggio.
Eytan, pensionato della Polizia di Gerusalemme e ora guida dell’associazione Ir Amim, ci ha guidati alla scoperta di una parte della cosiddetta “barriera difensiva” eretta pochi anni fa come estrema difesa agli attacchi terroristici della seconda Intifada.

La barriera è, in parte, un muro alto a sufficienza per impedire che le case israeliane siano bersagli dei proiettili palestinesi. Ad esempio il condominio nella foto qui sotto, del quartiere Gilo, a sud di Gerusalemme, è stato ripetutamente il bersaglio dei cecchini arabi da Betlemme e dalla vicina Beit Jala. Oggi le case di Gilo hanno montano vetri anti-proiettile. Continua a leggere…

La prima visita nella giornata odierna è stata allo Yad Vashem (“un posto e un nome“, Isaia 56,5), complesso museale dedicato alla memoria della Shoah, impropriamente chiamata Olocausto. Continua a leggere…

Il Municipio di Tel Aviv è una grossa scatola di cemento e acciaio, sobria al limite del buon gusto. I criteri dell’edilizia socialista degli anni ’60 la voleva spartana e funzionale. Proprio di fronte, sopraelevata, sorge una piattaforma che domina la piazza antistante: già Piazza dei Re di Israele ed ora Piazza Rabin. Da qui Yitzhak Rabin tenne il suo ultimo discorso, e proprio ai piedi del gigantesco palco il suo assassino gli sparò alle spalle.

Sul luogo dell’evento ora una scultura lo ricorda: un pavimento sconquassato, alcune grandi pietre mosse come da un terremoto: da sotto emerge una luce; dietro è rimasta una scritta sul muro: “perdonami”.