Robert Kagan - Il diritto di fare la guerra (copertina)Quando un libro te lo regala un amico, specie se questi è uomo di grande e consumata esperienza, a me capita di intraprendere la lettura con molta più attenzione di quanto faccio sempre. Quando poi il titolo è senz’altro provocatorio come questo, “Il diritto di fare la guerra“, se non leggi il libro due volte perlomeno eviti di procedere con troppa fretta.

L’autore, Robert Kagan, è conosciuto come uno dei maggiori ideologi dei Neo-Conservatives, gruppo che ha largamente ispirato la nuova “dottrina Bush”. Tra l’altro è molto noto anche in Italia in quanto, in questi ultimi anni, abbiamo avuto l’occasione di leggere nella nostra lingua articoli e studi che sono stati tradotti in diverse occasioni.

Kagan, che cura abitualmente una rubrica sul Washington Post, ha già pubblicato in Italia, sempre per i tipi della Mondadori, cinque anni fa, “Paradiso e Potere. America ed Europa nel nuovo ordinamento mondiale“. Continua a leggere…

Riccardo Paolo Uguccioni - La notte di San MartinoAvvincente il racconto dal titolo intrigante “La notte di San Martino – Un’indagine per latrocinio del 1828” (Ancona, Il Lavoro Editoriale, 2007, 10 Euro): il racconto di una rapina con duplice efferato omicidio ad Orciano. Lo dobbiamo alla agile penna di Riccardo Paolo Uguccioni, un cultore di storia molto impegnato nell’evocare aspetti poco noti della storia del pesarese e nel promuovere lodevoli iniziative della “Società Pesarese di Studi Storici”, di cui è l’attivo Presidente.

Con stile assai elegante, la narrazione segue puntigliosamente la abbondante documentazione d’archivio delle autorità inquirenti e della magistratura, arricchita in modo magistrale da ulteriori fonti, cui l’autore fa ricorso con grande competenza per poter descrivere con acutezza il contesto ambientale e sociale intorno ai personaggi del crimine, vittime, rei e comprimari. Ne emerge un quadro molto ricco della organizzazione giudiziaria e di controllo del territorio nello Stato Pontificio con le sue strutture gerarchiche ben definite. Una società rurale e forse immobile, immersa in un sistema burocratizzato, tutto sommato efficiente. Continua a leggere…

Serge LatoucheAll’inizio della scorsa estate giunse da Roma un amico, che è persona di grande cultura e di eccezionale sensibilità; aveva per me un libro, scelto ben sapendo il campo dei miei interessi.

La scommessa delle decrescita“, stampato da poco in Italia, per i tipi della Serie Bianca di Feltrinelli. Cioè la fatica più recente di Serge Latouche, autore molto noto in quanto professore emerito all’Università di Parigi Sud (Orsay), ma soprattutto quale intellettuale sostenitore della decrescita. Lo conoscevo già, non solo dalla ricca bibliografia, oltre una dozzina le opere pubblicate in Italia dalla fine degli anni ‘80, ma che non avevo letto essendo di taglio più specificamente economico. Uno di questi volumi però era rientrato nel novero dei miei più diretti interessi, “L’altra Africa“, in cui Latouche faceva intravedere, negli esempi di civiltà del continente nero, usando punti di vista molto particolari e parametri diversi da quelli abituali degli altri antropologi od economisti, una tradizione comunitaria importante. Questa presenta, a suo avviso, parametri di misura che non relegano l’Africa al margine di tutti i mercati del mondo. Infatti l’Autore vi intravede una “società di mercato” davvero alternativa, però basata soprattutto sullo scambio. Dal mio punto di vista, per taluni aspetti, anche simile alle esperienze della nostra antica mezzadria! Continua a leggere…

Ferruccio Ferroni prigioniero in Germania

Ferruccio Ferroni è sempre stato molto schivo nel parlare dell’argomento guerra e prigionia. A me era capitato però, diverse volte, l’occasione di qualche breve e discreto racconto. Di solito durante le nostre chiacchierate, in cui si discuteva prevalentemente di fotografia, dove capitava qualche digressione sui temi aeronautici che sono sempre stati di grande interesse per lui. Di qui l’aggancio, con la fine della sua carriera militare, quando comandò un reparto di paracadutisti.

Qualche anno fa mi aveva fatto cenno, durante le solite piacevoli chiacchierate, che s’incontrava con Americo Alessandrini per raccontare quegli anni durissimi della sua vita. Il fine era di farne un libro, libro che ora ho nelle mie mani. Centotrenta pagine lette a tempo di record, mettendo subito in second’ordine tutti gli altri che attendono d’essere ultimati, accumulati sulla pila dei volumi comunque iniziati.

Per la ricorrenza del 4 agosto, data importante per la città di Senigallia in quanto coincide con l’arrivo delle truppe alleate (polacche per la precisione) e quindi con la fine della II^ guerra mondiale, l’Amministrazione Comunale ha provveduto alla pubblicazione ed alla distribuzione. Questo libro per di più inaugura una collana editoriale, che si chiama “Identità e Memoria”. Le finalità sono state illustrate dal Sindaco Luana Angeloni in occasione della presentazione al pubblico, nella sala del Consiglio Comunale di Senigallia, alla presenza dell’autore, del curatore e di molti cittadini. Continua a leggere…

Pillole (amare) de “La Casta” (di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, edizioni Rizzoli). Parte 1.

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella - La Casta - Rizzoli (copertina)

Era molto dura la vita per tutti gli italiani nel secondo dopoguerra, e anche i politici, in realtà, conducevano una vita assai più sobria e avevano decisamente meno pretese. Certo, il principio che la politica era un servizio da rendere gratuitamente come prevedeva l’articolo 50 dello statuto Albertino era stato abbandonato da un pezzo. Già nel 1913 i deputati si erano auto-attribuiti una modesta indennità, ma solo a titolo di rimborso spese. Indennità confermata e aumentata dal regime fascista. Ancora come rimborso. L’idea che il pubblico denaro dovesse essere rispettato tuttavia, era diffusa. Con qualche punta addirittura di ascetismo morale. Continua a leggere…

Ho tardato molto dopo aver ricevuto la pubblicazione, quasi due anni, prima di scrivere queste righe. Magari in chiusura di questa breve recensione farò un accenno al motivo.

La Flora officinale delle Marche” viene pubblicata con due ponderosi volumi che arrivano, complessivamente, a mille pagine. Inseriti nella pregevole serie “L’uomo e l’ambiente”, una collana di studi sulla conservazione della natura, sull’ecologia e la cultura naturalistica in generale, diretta da Franco Pedrotti. Nel comitato editoriale troviamo scienziati d’oltralpe come il francese prof. Géhu o il compianto polacco prof. Falinski, mentre per il nostro paese vi sono nomi noti e significativi come quelli di Francesco Corbetta o Franco Tassi.

Gli Autori sono Sandro Ballelli e Bice Bellomaria, che hanno impegnato gran parte della loro vita nella ricerca scientifica presso il Dipartimento di Botanica ed Ecologia dell’Università di Camerino. Il prof. Franco Pedrotti firma la presentazione ricordando come in questa terra appenninica, fin dai tempi antichi, sia conosciuto e valorizzato il ruolo delle piante officinali. E’ sempre lui a ricordare come illustri scienziati e ricercatori d’altri tempi si occuparono di Botanica farmaceutica in quell’ateneo e come il lavoro dato alle stampe da Sandro Ballelli e Bice Bellomaria si “inserisca in questa antica tradizione”.


“La flora officinale delle Marche” - copertina

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Qualcuno ne aveva parlato. Qualcuno ne aveva scritto. Qualcun’altro ha iniziato a venderlo. Ora c’è chi lo ha comprato.

Ecco le prove.

(il video è opera di Gianluigi)

Cari appassionati lettori di Popinga, oggi in particolare mi rivolgo agli appassionati di cinema.
Consiglio la lettura di “Federico Fellini – Intervista sul Cinema” a cura di Giovanni Grazzini (anno 2004, pp. 192, editore Laterza)

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Si tratta di una lunga intervista al regista che spazia dalla vecchiaia ai suoi attori preferiti e via discorrendo fino alla conclusione dove viene chiesto di cosa gli resta da dire in un suo futuro film.
In particolare mi è piaciuta la descrizione dell’incontro con De Sica avvenuto di notte su un binario morto presso la stazione termini quando De Sica girava, appunto, “Stazione Termini”.
Divertenti sono le risposte dove descrive la vita a Rimini durante le superiori. Interessanti le parti relative al suo rapporto con la chiesa cattolica così come il periodo del terrorismo.

Buona lettura!

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Consiglio il libro dal titolo ” Di’ grazie alla signora!” di Alberto Tagliati (edizioni ExCogita). Sinora garantisco che è un libro divertente, sono a pagina 89.
L’autobiografia di Tagliati descrive con ironia la sua infanzia in quel di Milano prima e Tresigallo poi; viene così raffigurata la società Italiana nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale.
Riporto un brano del capitolo “giorni di scuola”.

A proposito di quest’ultima simbologia, l’ideatore dell’affiliazione al fascio in età puerile non doveva aver raccolto il detto pettegolo secondo cui Acca Laurentia, madre putativa dei gemelli di Rea Silvia abbandonati nel Tevere, era una donna pubblica, mimetizzata nell’allegoria di una lupa. Così infatti “lupe”, si chiamavano nell’antica Roma le pensionanti del “lupanare” che nel romanesco del Belli diventarono poi “mignotte”. Romolo doveva esserne seccato. Noi figli della Lupa no, naturalmente: non sapevamo che la lupina di latta attaccata al fez ci esponeva ad una tale scurrile sciarada, insieme con quelle sante donne delle nostre mamme.

Ricorda un pò “il principe del giornalismo”, Indro Montanelli, nello stile autoironico, e gli spunti per farsi qualche risata non mancano.
Quindi consiglio questo libro per applicazioni balneari, sotto all’ombrellone, oppure da viaggio.

Tim Flannery - I Signori del Clima (Corbaccio, 2006) - copertina

Tim Flannery è uno scienziato-esploratore australiano che ha già pubblicato diversi libri ed articoli di una certa notorietà (con CorbaccioL’ultima tribù”); ha insegnato ad Harvard; è stato per sette anni direttore del South Australian Museum; attualmente è docente della Macquarie University, dove segue un progetto di ricerca sui cambiamenti climatici; presidente dello State Science Council e della Sustainability Roundtable, un organo consultivo sullo sviluppo sostenibile, Flannery è anche rappresentante australiano della National Geographic Society.

Il suo libro “I Signori del Clima” (Corbaccio, 2006) si apre riprendendo la teoria di Gaia proposta nel 1979 da James Lovelock, secondo il quale la Terra è un unico organismo e l’atmosfera che la avvolge è da considerarsi l’estensione di un sistema vivente, come la pelliccia per un gatto o le penne per un uccello, con funzioni di interconnessione e termoregolazione. Continua a leggere…