Su questo argomento, che pur m’interessa molto, non avrei scritto una sola riga se il mio “antico maestro”, naturalista di grosso calibro, non mi avesse obbligato a farlo per la rivista che dirige. Da quanto preparato per il prossimo numero ne traggo una parte che, in parte modificata ed aggiornata, anticipo qui su Popinga. In questa sede, spero a vantaggio anche dei lettori, posso indicare in ipertesto diversi link e quindi le fonti delle principali argomentazioni riportate.

Ciò non toglie che resti forte in me la sensazione che anche queste parole aggiungano confusione a confusione! Credo non ci sia altro da fare: un po’ dappertutto si trovano testi davvero partigiani, spesso enfatici, quasi sempre approssimati e qualche volta, purtroppo, anche davvero faziosi. Continua a leggere…

Tim Flannery - I Signori del Clima (Corbaccio, 2006) - copertina

Tim Flannery è uno scienziato-esploratore australiano che ha già pubblicato diversi libri ed articoli di una certa notorietà (con CorbaccioL’ultima tribù”); ha insegnato ad Harvard; è stato per sette anni direttore del South Australian Museum; attualmente è docente della Macquarie University, dove segue un progetto di ricerca sui cambiamenti climatici; presidente dello State Science Council e della Sustainability Roundtable, un organo consultivo sullo sviluppo sostenibile, Flannery è anche rappresentante australiano della National Geographic Society.

Il suo libro “I Signori del Clima” (Corbaccio, 2006) si apre riprendendo la teoria di Gaia proposta nel 1979 da James Lovelock, secondo il quale la Terra è un unico organismo e l’atmosfera che la avvolge è da considerarsi l’estensione di un sistema vivente, come la pelliccia per un gatto o le penne per un uccello, con funzioni di interconnessione e termoregolazione. Continua a leggere…