Ancora interessantissimi spunti offerti da C’t, che qui riassumo.

  1. L’allungamento dell’utilizzo di Internet dall’impiego nell’ambito lavorativo all’intrattenimento serale in casa si sta generalizzando.
  2. Ciò cambia profondamente l’utilizzo dell’Hardware: non occorrono più sistemi con elevate prestazioni (e consumi).
  3. La denominazione Web 2.0 ha in questo contesto perso di importanza, in quanto è ormai inglobata nell’uso quotidiano.
  4. I blog non vengono più considerati con diffidenza dei “Diari su Internet”, e le reti sociali sono diventate le offerte online tra le più di successo.
  5. Ma non tutte le iniziative Web degli ultimi 2-3 anni hanno incontrato successo: mentre Facebook cresce a spese dei concorrenti, MySpace langue dopo anni di primo della classe, e SecondLife è in declino. Solo poche delle nuove Web-Venture degli ultimi anni sono sopravissute.
  6. Il mercato dei servizi Web 2.0 per i grossi gruppi di utenze affini è saturo: nessuno ha ora bisogno di un nuovo Facebook, Flickr, YouTube, ecc.. Gli appassionati di hobbies hanno fondato le loro piccole comunità che a differenza dei grossi Fori riescono a coinvolgere grazie al loro orientamento su argomenti specifici anche degli utenti non particolarmente amanti dei computer.
  7. Nel frattempo, il numero degli utenti anziani che usano Internet ha raggiunto una massa critica: due su cinque ultracinquantenni usano Internet, e già in banda larga. Ciò sta spostando lentamente l’offerta Web, finora orientata praticamente solo ai giovani, anche a questa utenza.
  8. Una conseguenza del punto precedente, è quella del crescere di siti dedicati alle comunità locali, e quindi di maggiore interesse per gli anziani.
  9. Finalmente si inizia ad aprire il trasporto di informazioni tra i vari siti/servizi, finora usi a trattenere gli utenti nel loro “giardino recintato” tramite le varie pratiche di registrazione, password, login, ecc.. Molti utenti Web che frequentano più siti sono abbastanza stanchi e irritati di dover ripetere numerose registrazioni, memorizzare infinite password e così via.

Ne consegue che l’offerta Web deve adeguarsi alle mutanti richieste dei potenziali utenti. Vanno anche risolte diverse problematiche relative ai controlli statali, giurisprudenza, applicabilità su scala nazionale e globale, ecc..

1 Commento

  • 1. Gianluigi Mazzufferi (18 aprile 2009, 7:56 am) :

    Aggiungerei ancora un punto, reso d’attualità dalla sentenza, di un paio di giorni fa, in Svezia. Questo: The Pirate Bay e questioni connesse al diritto d’autore.
    Per visitare un link sull’argomento: http://punto-informatico.it/2603411/PI/Brevi/the-pirate-bay-tutti-colpevoli.aspx
    Vorrei manifestare l’impressione che la vicenda potrebbe non finire affatto così, anche se i tempi dell’appello saranno brevissimi (tre settimane!). Tempi che noi in Italia non osiamo nemmeno immaginare, ma chiuso il caso in Svezia, forse e non ne sarei certo, resterà comunque il mondo intero.

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