È un paio di giorni che va in onda, a reti unificate, il grande gesto di generosità del Cardinal Bagnasco, presidente della CEI.
Novello Robin Hood, il Cardinale s’è messo una mano sulla coscienza, l’altra mano al portafoglio ed ha annunciato ai terremotati un regalo di 5 milioni di euro presi dall’Otto per Mille della Chiesa.
Mentre il Vaticano S.p.A. si dà da fare, dall’altra parte del Tevere fanno a gara a chi le spara più grosse: Giuliano Amato propone un’addizionale IRPEF una tantum (che poi diverrà una semper), il ministro La Russa escogita una lotteria straordinaria pro-terremotati. Ancora non è stata resa nota l’idea innovativa di quel genio di Gasparri, ma se ne parlerà nella prossima puntata di Zelig.
Non ci ha fatto una gran figura manco Tremonti, che vuole attingere al 5 per Mille e dimentica che lo Stato può anzi deve usare la sua quota dell’Otto per Mille per le emergenze e le calamità naturali.
Stiamo quindi assistendo ad una gara di solidarietà tra Stato italiano e Chiesa cattolica, a chi stacca l’assegno più sostanzioso? Nemmeno per sogno.

Innanzitutto l’8 per Mille e il 5 per Mille, per le casse statali, non sono la stessa cosa.
Col 5 per Mille solo le quote espresse sono effettivamente destinate alle varie ONG, le quote non espresse rimangono allo Stato. Introducendo la voce “terremoto” tra le destinazioni del 5 per Mille, si toglierebbero risorse a tutte le altre ONG (istituti di ricerca, strutture sanitarie, organizzazioni umanitarie, ecc.) e nascerebbe una guerra tra poveri per accaparrarsi i quattro soldi rimasti.

I soldi dell’8 per Mille sono scippati allo Stato italiano con un meccanismo truffaldino che destina alla Chiesa Cattolica anche le quote non espresse nella dichiarazione dei redditi, in proporzione alle quote espresse. E anche le quote espresse a favore dello Stato, che la legge destinerebbe a diverse finalità tra cui le calamità naturali, vengono per quasi la metà rigirate alla Chiesa.
Se lo Stato facesse il suo mestiere, cioè trattenesse le quote non espresse come avviene col 5 per Mille, si ritroverebbe mezzo miliardo di euro in più in cassa. Ma anche se destinasse ai terremotati le sole quote espresse dell’8 per Mille, sarebbero più di 30 milioni di euro.

Invece siamo arrivati al paradosso di dover ringraziare la Chiesa perché ci restituisce le briciole (5 milioni) di quello che le regaliamo con l’8 per Mille (quasi 1 miliardo tra quote espresse e non espresse).
5 milioni incidono sulle tasche di Bagnasco come 1 caffè incide sulle tasche di un qualunque impiegato.
Ma Bagnasco passa per benefattore. E di fronte a Tremonti e La Russa, sembra pure intelligente.

18 Commenti

  • 1. Gaspa (14 aprile 2009, 10:30 pm) :

    Ti sei scordato la proposta di Casini di un nuovo “scudo fiscale” per fare rientrare in Italia i capitali finiti illecitamente nei paradisi fiscali senza pagare tasse (o al max un ridicolo 2%).

    Un nuovo condono fiscale ed una presa per il culo per quelli che ancora si ostinano a pagare le tasse.

  • 2. vercellik (15 aprile 2009, 8:19 am) :

    Io direi di invadere il vaticano, espropriarlo e venderlo a lotti ai cinesi e ai russi.

  • 3. Gabriele (15 aprile 2009, 12:05 pm) :

    Secondo me l’idea di Tremonti, sviluppata in maniera corretta può essere molto utile.
    Il 5 per mille è una scelta libera; molti (forse la maggior parte dei contribuenti) oggi non destinano il 5 per mille; inserire tra i vari possibili beneficiari anche un fondo pro Abruzzo non stravolgerebbe nulla.
    Tra l’altro il 5 per mille che sembra piacere tanto a tutti (me compreso) è stato inventato dallo stesso Tremonti nel 2005; ogni tanto si potrebbe anche ricordare ciò che di intelligente viene fatto.
    C’è poi un soggetto che si chiama UE che dovrebbe tirare fuori qualche finanziamento, anche ingente, altrimenti è utile solo quando si tratta di imporre vincoli ai vari paesi membri.

  • 4. Andrea Scaloni (15 aprile 2009, 1:02 pm) :

    Gabriele, la legge istitutiva dell’Otto Per Mille prevede che le quote statali (espresse e non espresse) siano usate per:
    – interventi straordinari per fame nel mondo;
    calamità naturali;
    – assistenza ai rifugiati;
    – conservazione di beni culturali.

    Guardando ai gettiti IRPEF degli ultimi anni, si tratta di circa 100 milioni di €. Certo, se dal 2004 lo Stato non stesse distogliendo 80 di quei 100 milioni per fini non previsti dalla legge (missioni militari, pacchetti sicurezza, ecc.) e se soprattutto trattenesse gli oltre 500 milioni di quote non espresse intascate dalla Chiesa cattolica, i soldi sarebbero molti di più.
    Mi spieghi perché dovremmo usare il 5 per Mille, le cui finalità sono altre (volontariato, ONLUS, attività sociali comunali, ricerca)?

  • 5. Andrea aka Pollicino (15 aprile 2009, 10:19 pm) :

    A Giuliano Amato sono sempre piaciute le una tantum, mi deve ancora 56 mila lire, si lire, quando fece l’una tantum sui conti correnti.
    Disgraziatamente da disgraziato quale ero e sono, avevo appena rilevato i pochi risparmi investiti in bot per comprare casa e appoggiati sul conto corrente.
    Adesso dovrebbe darmi lui qualcosa.
    Ciao

  • 6. Gabriele (16 aprile 2009, 8:24 pm) :

    Io dico che quella del 5 per mille è una possibilità; lasciar libere le persone di destinare il loro 5 per mille in favore dei terremotati non mi sembra sbagliato.
    Penso si potrebbe fare un’operazione analoga con l’8 per mille, la logica è la stessa in fondo.
    Non dico che non vada toccato in alcun modo l’8 per mille, più semplicemente penso che non tutte le proposte fatte debbano essere derise.
    Soprattutto non penso debba essere deriso Tremonti, visto che è il padre di quell’ottimo meccanismo che si è rivelato essere il 5 per mille.
    Per quanto ho capito, comunque, di idee ne servono diverse visto che di soldi ne serviranno decisamente molti.
    Mi fa sorridere quello che ha scritto Andrea aka Pollicino… alle una tantum di una certa parte politica bisogna stare attenti, perchè un tempo con la stessa logica (per entrare in Europa) fu messa una tassa che si chiamava “isi”, acronimo che stava per “imposta STRAORDINARIA sugli immobili” poi divenuta “ici”, fortunatamente abrogata di recente.
    E visto che in Italia paghiamo tasse per calamità successe 100 anni fa (sulla benzina ci son ancora tutte) c’è da temere con simili proposte.

  • 7. Gaspa (16 aprile 2009, 9:43 pm) :

    Già, infatti la destra è più brava coi condoni e gli scudi fiscali!
    Poi qualcuno toglie 2,5 miliardi di ICI e ci fa spendere 3 miliardi di € per l’Alitalia…
    Ma quelli di sinistra sono somari, mentre l’Unto del Signore ed i suoi scagnozzi sono buoni e bravi!

  • 8. Andrea Scaloni (17 aprile 2009, 9:08 am) :

    Gabriele, a costo di sembrare noioso ti ripeto:
    il 5 per Mille, secondo la legge istitutiva 266 del 23/12/2005, nasce per gli scopi sopra menzionati, tra cui non ci sono le calamità naturali;
    l’8 per Mille, secondo la legge istitutiva 222 del 20/05/1985, nasce per gli scopi sopra menzionati, tra cui ci sono le calamità naturali.
    I soldi ne servono molti?
    Benissimo, cominciamo col risparmiare sulle spese del referendum facendo l’Election Day (e sono 400 milioni), poi modifichiamo la 222/85 per trattenere allo Stato tutte le quote non espresse dell’8 per Mille (e sono altri 600-700 milioni). Siamo già arrivati a più di 1 miliardo…

  • 9. Gabriele (17 aprile 2009, 1:38 pm) :

    Io sono favorevole all’accorpamento delle date delle elezioni; non accorparle è un errore.
    La legge sul 5 per mille si può modificare così come si può modificare quella sull’8 per mille.
    Quindi più o meno la pensiamo uguale, solo che con 1 miliardo siamo ancora lontani, per questo dico che serviranno altre idee, anche strampalate se necessario.
    Caro Gaspa i condoni in Italia si son sempre fatti, li ha fatti anche il centro sinistra.
    Quello che ho scritto sull’Ici purtroppo è vero; l’Ici è stata abolita perchè era una tassa assolutamente idiota, come molte altre esistenti in questo paese.
    Cerca di evitare la solita retorica e il piagnisteo, non fare la vittima e guarda le cose per come stanno oggettivamente: io non sto dicendo che da una parte son tutti geni e dall’altra tutti somari.
    Del resto se da una parte qualcosa, positivo o negativo che sia, si fa e dall’altra non si riesce a fare molto (per i mille motivi conosciuti) non è colpa mia.
    Forse un motivo per cui si fa poco da una certa parte è che si fanno quasi solo polemiche, come quelle che leggo spesso.
    Al posto di criticare e piangere, perchè non ci dici dove, secondo te, andrebbero presi i soldi?

  • 10. quilly (17 aprile 2009, 3:33 pm) :

    Andrebbero presi dall’Election Day non hai capito…?
    400 milioni di euro non hai capito….?
    L’Ici non era una tassa idiota…..sulle seconde e terze case, era una tassa che permetteva agli enti locali di avere più quattrini.
    Era da abolire ma solo per le prime case.
    Riguardo all’Election Day il PDL è chiaramente ostaggio della Lega che non vuole il referendum…..
    Berlusconi non conta nulla chi comanda in Italia è la Lega…

  • 11. Gabriele (18 aprile 2009, 12:06 pm) :

    Quilly non hai capito che io sono FAVOREVOLE a risparmiare i soldi accorpando le elezioni????
    Ora vorrei sapere dove si prendono gli altri 11 miliardi di euro, più o meno necessari.
    A quanto ne so, ma forse sono rimasto indietro, l’Ici sulle seconde e terze case si paga ancora; così come si paga su certe abitazioni (categoria A1, A8 ecc.) come castelli, ville di lusso e simili; però non so se recentemente c’è stato un provvedimento che ha esteso l’abolizione anche a queste case; nella decreto legge e nella legge di conversione non c’è scritto.
    Io penso che le tasse assolutamente idiote come l’ici, il bollo e tutte le tasse sulle proprietà vadano abolite (salvo lasciarla appunto sulle seconde e terze case che non sono beni primari) perchè rappresentano un’idea anacronistica e da ex Urss per cui va tassata “la proprietà”.
    Potremmo chiedere al sindaco se continua a pagare l’Ici 😀

  • 12. Gabriele (18 aprile 2009, 12:08 pm) :

    Ad integrazione del commento precedente ho sentito dal tg che l’UE sarebbe disposta a concedere circa 500 milioni di euro per il terremoto; un po pochini visti quelli necessari, ma che comunque si aggiungono a quelli reperibili in altri modi.

  • 13. Gaspa (18 aprile 2009, 3:05 pm) :

    Io penso che le tasse assolutamente idiote come l’ici, il bollo e tutte le tasse sulle proprietà vadano abolite (salvo lasciarla appunto sulle seconde e terze case che non sono beni primari) perchè rappresentano un’idea anacronistica e da ex Urss per cui va tassata “la proprietà”.

    Mah, nell’URSS la proprietà privata non esisteva, quindi sarebbe stato un po’ difficile tassarla…
    Le tasse sulle proprietà sono invece usate in tutti i paesi democratici e con economie di mercato anche più sviluppate della nostra.
    IMO sarebbe ora di tassare un po’ di meno il lavoro altro che la proprietà!

  • 14. Gabriele (19 aprile 2009, 1:39 pm) :

    L’idea di tassare una proprietà basilare come la casa a me sembra sottintenda l’idea che la casa non sia qualcosa di dovuto e naturale; visto che una casa serve a tutti, perchè tassarla?
    Tasse sulle proprietà non fondamentali (oggi a mio avviso anche un’auto è fondamentale) posso capirle, ma le altre no.
    Le tasse sul lavoro sono troppo alte è vero, ma la colpa è di un sistema in cui c’è troppo lavoro sommerso e che non agevola le assunzioni regolari; se tenere i dipendenti in regola costa tanto li si tiene in nero, e se li si tiene in nero lo stato non percepisce 1 euro e quindi non può ridurre il costo del lavoro; è un circolo vizioso purtroppo.

  • 15. Gaspa (19 aprile 2009, 2:34 pm) :

    Il problema è che in Italia molte categorie evadono le tasse sul reddito e quindi le uniche cose che possono essere tassate sono le proprietà…

    Detto questo sarebbe auspicabile che il governo facesse qualcosa per risolvere uno dei problemi più gravi dell’Italia, ovvero l’evasione fiscale, invece di perdere tempo per i vari lodi Alfano, le intercettazioni, i ponti sullo stretto, i piani casa barcollanti (che collano al primo terremoto), le Alitalie e amenità del genere.

    Certo che se per trovare dei fondi si ripropone ancora una volta il famigerato scudo fiscale, per coloro che hanno portato i capitali all’estero frodando il fisco, non mi sembra si vada esattamente in questa direzione.

    Ma mai che si levi una critica da quella parte!

  • 16. Gabriele (19 aprile 2009, 2:45 pm) :

    Lo scudo fiscale mi sembra sia stato proposto da Casini; tra l’altro sui paradisi fiscali c’è stata una presa di posizione nel G20, quello è un problema mondiale e bisogna che tutti i paesi, o quantomeno l’Europa lo risolvano insieme.
    L’evasione fiscale va combattuta ma sai bene che in Italia i furbi esistono da sempre e se le tasse non vengono pagate non è colpa del centro destra o del centro sinistra, è colpa degli italiani!
    Secondo me l’unico modo per combattere l’evasione è dare la possibilità ai contribuenti di avere un beneficio dall’avere la famosa “ricevuta” o “fattura”; se il medico, il dentista, l’avvocato, il carrozziere mi fanno risparmiare perchè dovrei chiedergli la ricevuta?
    Non mi sembra che da questo punto di vista anche il centro sinistra abbia brillato, perchè se si costringeva la gente a pagare con assegni o bancomat non cambiava assolutamente nulla, anzi era probabile si aumentasse l’evasione.
    Ma fino a quando gli italiani non cambieranno modo di ragionare, l’evasione e tutti gli altri problemi cronici restaranno e nessun partito riuscirà mai a risolverli.

  • 17. Gaspa (19 aprile 2009, 8:07 pm) :

    Ma fino a quando gli italiani non cambieranno modo di ragionare, l’evasione e tutti gli altri problemi cronici restaranno e nessun partito riuscirà mai a risolverli.

    Mah, non sono affatto convinto di questa cosa.
    In Italia c’è troppa tolleranza verso l’illegalità soprattutto in certe zone del paese.
    E non è una questione di mancanza di leggi, anzi le leggi sono pure troppe tanto che dietro ogni pega della legge si nasconde un inganno.
    Un sistema di tassazione più semplice, dei controlli più seri e delle pene più severe sarebbero auspicabili, ma la storia del centro-destra italiano non va certo in questa direzione.
    Il centro sinistra non ha fatto molto meglio, ma almeno ha evitato di fare condoni edilizi, fiscali, scudi fiscali, depenalizzazioni dei falsi in bilancio ed altre amenità partorite da Tremonti e Berlusconi.
    Polemiche storiche a parte, non mi sembra che combattere l’evasione fiscale sia una delle priorità di questo governo, mi sbaglio?

  • 18. Gabriele (20 aprile 2009, 11:57 am) :

    No, certo non è il primo punto tra le cose che vengono fatte, ma io son più che convinto che se non sono i cittadini a cambiare mentalità nulla potrà mai cambiare, dall’evasione fiscale alla corruzione nella p.a., ai soldi buttati nel cesso con gli appalti e via dicendo.
    Ripeto, quello che lo Stato dovrebbe fare sarebbe l’istituzione di un sistema di incentivi davvero vantaggioso per i cittadini, che costringa la gente a chiedere il pagamento delle tasse, altrimenti la situazione non si sbloccherà mai.
    Purtroppo in Italia anche il centro sinistra ha fatto condoni, ad esempio in materia di contributi inps non versati, solo che se li fa chi governa ora si indignano tutti, se li fa il centro sinistra quasi non si accorge nessuno, nemmeno i giornali.
    Per non parlare poi di chi nel centro sinistra predica male e razzola peggio, perchè usufruisce dei condoni fatti dal governo Berlusconi; e forse è meglio lasciar da parte il condono dei condoni, un certo indulto.
    Con questo non voglio polemizzare nemmeno io, ma voglio dimostrare che è una questione di mentalità del paese ad essere sbagliata.

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