Peppino CaldarolaViviamo a Tel Aviv l’ultima serata del nostro viaggio. L’albergo è sulla spiaggia e quindi, durante la cena, ci siamo goduti un bel tramonto sul mare. Spettacolo inusuale per chi come noi marchigiani gusta il sole sulle acque soltanto all’alba.

Il ritorno in patria, previsto in piena notte, aveva comunque riportato la nostra attenzione ai temi italiani. In particolare risaltava un argomento d’attualità, legato al vertice della FAO; questo si collegava molto bene alla nostra esperienza di viaggio. Giunto a Roma per questa assise internazionale il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, non aveva perso l’occasione della eccezionale visibilità di questa tribuna internazionale per ribadire una delle sue più terribili idee. Letteralmente: “Israele sarà cancellato dalle carte geografiche“.

Mentre in attesa dell’imbarco si gironzolava tra i bagagli girava sulla bocca di molti tra noi una battuta, che tale voleva essere: ” Speriamo che ci diano almeno il tempo di prendere l’aereo per Milano“. Non so se qualcuno abbia mai pensato che i nostri amici israeliani li sono e li restano, sempre, qualunque follia passi per la testa ed esca dalla bocca di Mahmud! Giunti a Milano, poche ore dopo, abbiamo aggiornato (anche grazie ai soliti ritardi delle ferrovie) le informazioni su quanto avvenuto scorrendo i giornali del 4 giugno, nonché quelli dei giorni precedenti che non avevamo visto. Continua a leggere…

Negli ultimi giorni si è purtroppo registrata una nuova escalation di guerra in un luogo storicamente martoriato come il Libano. La più grande sfortuna di questo paese è quella di essere un cuscinetto tra due stati storicamente nemici come la Siria ed Israele che tendono a combattersi laggiù piuttosto che nei rispettivi territori. Israele ha occupato militarmente il Libano per molti anni dopo la guerra del 1982 e l’ha lasciato solo dopo gli accordi di pace di Oslo e Madrid che avevano aperto uno spiraglio di pace tra lo stesso Israele ed i palestinesi.

La situazione attuale è però completamente diversa da quella di inizio millennio:

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