Abbiamo letto da poco la notizia che il nono Presidente di Israele sarà Shimon Peres, Nobel per la Pace, eletto al secondo scrutinio. L’anziano statista assumerà le funzioni dal prossimo mese di luglio.

Shimon Peres ha compiuto 83 anni ed ha trascorso gran parte della sua lunga carriera politica nel partito laburista; lo ha lasciato 2005 per aderire a Kadima, partito fondato da Ariel Sharon, poco prima della gravissima ed improvvisa malattia che lo ha tolto per sempre dallo scenario politico. Peres, entrato nella Knesset nel lontano 1959, ha avuto un ruolo importantissimo nel trattato di pace di Oslo del 1993 vedendosi cosi assegnare il Premio Nobel.

Shimon Peres e Elazar CohenShimon Peres

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Al confine del Libano si rischia ancora una guerra

sagome metalliche sula sommità delle difese di Misgav Am, tra Libano e Siria
Sagome metalliche sula sommità delle difese di Misgav Am, tra Libano e Siria

Abbiamo lasciato Haifa: una bellissima città ai piedi del Monte Carmelo, sulla baia omonima, piena di attività e molto accogliente. Tra i suoi cittadini troviamo anche una discreta presenza di arabi cristiani e mussulmani, nonché drusi, tutti cittadini israeliani, da tempo perfettamente integrati. Prima di giungere in questa città, che è il porto di maggior importanza del paese, ritenevo, a ragione delle raffinerie e delle altre industrie petrolchimiche che si concentrano su questo territorio, che fosse una grande “Falconara” (ripensando alle mie Marche)! Niente di tutto questo, per fortuna: le industrie ci sono, ma ben integrate da comparire solo se si scruta con molta attenzione il territorio. Tra l’altro Haifa, anche a ragione della sua qualificata università, è di fatto divenuta una specie di polo dell’Hi-Tech, come ci viene ricordato anche per un recente posizionamento in città di una sede di Google. Continua a leggere…

Sono ancora vivi nella memoria gli avvenimenti che ci hanno tenuto col fiato sospeso nell’agosto scorso, mentre si consumava una feroce azione di guerra tra Israele e Libano. Qui si combatte da sempre per interessi che nascono da lontano, da una parte il blocco degli stati arabi, dall’altra il leone israeliano, appoggiato dagli alleati occidentali. Spesso ci scordiamo di questa fetta di mondo, così vicina ma tanto lontana, perché troppo spesso appaiono in televisione ai nostri occhi scene di paesaggi quasi lunari, nella loro devastazione; e immagini di mura diroccate, persone disperate in pianto, fucili levati al cielo, carri armati e soldati creano di giorno in giorno nella nostra mente un’idea distorta e imprecisa di questa terra. Continua a leggere…

Negli ultimi giorni si è purtroppo registrata una nuova escalation di guerra in un luogo storicamente martoriato come il Libano. La più grande sfortuna di questo paese è quella di essere un cuscinetto tra due stati storicamente nemici come la Siria ed Israele che tendono a combattersi laggiù piuttosto che nei rispettivi territori. Israele ha occupato militarmente il Libano per molti anni dopo la guerra del 1982 e l’ha lasciato solo dopo gli accordi di pace di Oslo e Madrid che avevano aperto uno spiraglio di pace tra lo stesso Israele ed i palestinesi.

La situazione attuale è però completamente diversa da quella di inizio millennio:

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