A proposito dell’interrogazione consiliare sulla fecondazione assistita, vorrei sommessamente ricordare ai consiglieri comunali Cameruccio, Cicconi Massi, Girolimetti, Massacesi, Bittoni, Schiavoni e Mastrantonio che il referendum del 12 giugno 2005 non ha visto nella volontà popolare la conferma della legge 40 del 2004.

Il referendum dell’anno scorso ha visto:
– il non raggiungimento del quorum (votò ¼ dell’elettorato) e quindi l’annullamento della consultazione;
– la prevalenza dei Sì (77.4 %) tra i voti espressi.

Detto questo, ci vuole parecchia fantasia, oltre che una bella faccia tosta, per dire che il popolo italiano ha voluto la conferma della legge 40. A meno che i consiglieri interroganti abbiano intervistato uno per uno gli oltre 30 milioni di astenuti e costoro abbiano confermato che no, quella domenica… non è che non gliene fregava niente, non è che erano sulla sedia a rotelle, non è che erano al mare, ma sì… ecco… quella domenica restarono a casa perché vollero dar retta al cardinal Ruini, a Buttiglione e a quelli di Scienza&Vita, che “sulla vita non si vota”.
Allora, ma solo allora, crederò alla volontà popolare. Nel frattempo, resto dell’idea che in democrazia chi si astiene non manifesta un’opinione e quindi ciò che pensa – qualunque cosa sia – resta inconoscibile, come la voce di colui che non parla.

A mia volta, però, vorrei chiedere ai consiglieri:
– Se hanno chiara la differenza tra il valore tecnico del quorum e il (supposto) valore etico dell’astensione ai referendum abrogativi (le uniche consultazioni che prevedono il quorum). In proposito potrebbero utilmente leggere qui.
– Dov’erano e cosa facevano l’anno scorso, durante la campagna referendaria. Si esposero pubblicamente a favore del Sì o del No, oppure si astennero sperando furbescamente di appropriarsi del risultato in nome di chissà quale volontà popolare?
– La prossima riunione di condominio, prima di discutere delle spese per la grondaia e delle cagatine dei cani sullo zerbino dell’ingresso, vorrei chiedere all’assemblea di pronunciarsi sull’annosa questione dei diritti umani in Tibet, repressi dall’occupazione cinese. Ritengono che l’argomento sia consono al ruolo di un’assemblea di condominio oppure preferiscono occuparsene Loro direttamente in Consiglio Comunale?

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