Al peggio non c’è limite. Come i clown che si schiaffeggiano da soli, Melgaco ormai fa solo ridere. Un riso appena mitigato dal rispetto che si deve sempre alle miserie umane.

È almeno un paio d’anni che Melgaco imperversa su Vivere Senigallia, ovviamente in maniera anonima. Deve aver scambiato VS per la tazza del cesso. Inonda il web di guano a tutte le ore del giorno e della notte. Ce l’ha con tutti, non si fa mancare niente.
Non c’è campo dello scibile umano in cui questo avanguardista dello scazzo, questo maître à penser del nichilismo in brodetto non lasci i suoi escrementi: attacchi vergognosi contro immigrati e islamici, razzismo, intolleranza e provincialismo della peggior specie, luoghi comuni da osteria, penosi repertori di battutacce, cinismo da voltastomaco, paraculismo chiagn’ e futt’, fascismo da suburra.
La feccia che risale il pozzo. Al confronto, le sparate di Borghezio sono lezioni di filosofia.

Ultimamente s’è cimentato in ragionamenti (si fa per dire) sul giornalismo.
«Le inchieste serie», secondo lui, «non si fanno perché non vengono chieste e non vendono». Un ragionamento che non fa una piega, un inno all’etica professionale. Fossi un giornalista, magari uno di quelli che per le inchieste serie rischia la vita, lo denuncerei per diffamazione.
Si parva licet, chissà se qualcuno aveva mai chiesto ad Anna Politkovskaja di fare delle inchieste serie sulla Cecenia, oppure le inchieste serie erano venute in mente a lei, semplicemente per il fatto che era una giornalista e voleva fare il suo mestiere?
Qui da noi, invece, bisogna aspettare che qualcuno chieda le inchieste serie, e nel frattempo ci si accontenta delle fregnacce.
Niente di nuovo sotto il sole. Da una parte ci sono i giornalisti, dall’altra parte i marchettari. E a Senigallia, come in tutt’Italia, la seconda categoria è molto ben rappresentata. Ma Melgaco può stare tranquillo: lui non appartiene né alla prima né alla seconda categoria, lui è solo questo.

Quando gli ho detto così, non l’ha presa bene. Ora mi querela.
Motivo: ingiurie e diffamazione aggravata. Già che c’era, ci ha infilato anche la diffamazione professionale. Di chi e di quale professione non è dato sapere. Adesso faccio una ricerca tra gli ordini professionali per capire che mestiere faccia tale Melgaco.
Una querela da un nickname. Più o meno, è come esser querelati da Topo Gigio. Mancano solo l’Uomo Ragno e il Mostro di Lochness, poi siamo al completo.
Domani ci provo anch’io. Vado su VS e creo un nuovo nickname: Buchinara. Dietro ci sono io, ma nessuno lo sa. Entro su VS e comincio a vantare la mia abilità nel sesso orale. Però in campana: se qualcuno s’azzarda a scrivere che Buchinara è una prostituta o a fare battute pesanti, Andrea Scaloni lo querela immediatamente per diffamazione. Quindi non ci provate.

Infine, vorrei dire due parole a Michele Pinto.
Michele, hai visto cosa succede quando si basa la linea editoriale sui commenti anonimi? E non dire che non te l’avevo detto. Ti è più chiaro adesso il senso della polemica, mia e di altri frequentatori di Popinga, contro l’anonimato?
Da novità autentica del panorama editoriale senigalliese, VS sta diventando la latrina di personaggi come Melgaco. Non è un bello spettacolo. Senti la puzza? Mi auguro e ti auguro che si possa fare in modo di dare una bella pulita.

29 Commenti

  • 1. maddeche (15 agosto 2007, 8:03 pm) :

    Tutto il discorso non fa una piega.
    Tuttavia: perchè questo accanimento verso Melgaco?
    Potresti ignorarlo bellamente e lasciarlo che si concentri sempre più sul suo ombelico, cosa che ultimamente gli riesce bene. In fondo io, te, Melgaco ed altri siamo scorreggette nell’Universo, c’è spazio per tutti, perchè accanirsi?
    Sulla querela dirò che è stato un momento di grande divertimento, ringrazio tutti e due del contributo.
    Su VS la questione è seria: i commenti fanno audience, ma io sento il bisogno di una testata online diversa a Senigallia, oltre a VS… qualche idea?

  • 2. Riccardo (16 agosto 2007, 9:53 am) :

    Secondo me sbagli… in qualche punto.
    Mettila così: se Melgaco (che non è anonimo dato che essendo registrato ha un identità, un nome e un cognome) facesse parte del gioco? Se lui stesso si fosse dato l’obiettivo di animare le discussioni su VS? Si parla di giornalisti di markette di querele ma io mi chiedo: dov’è la libertà di un giornale? Un utente registrato e che quindi Michele conosce e può contattare decide di dire la sua (ballando sempre sul filo fra il lecito e l’illecito) contro gli stranieri, i comunisti e contro Scaloni che c’è di male? Io mi diverto a leggerlo e lo reputo anche uno stronzo sia chiaro, ma vedendo più in generale la situazione lo reputo parte del “gioco”, un gioco in cui VS si dimostra non una latrina ma forse il quotidiano più democratico e libero della città di markettari.

  • 3. Gabriele (16 agosto 2007, 1:03 pm) :

    Probabilmente la querela ci sta tutta dopo le affermazioni fatte, anche se volendo analizzare alcuni dei commenti che si vedono su vs molti sarebbero passibili di querela.
    Melgaco a mio avviso è una voce fuori dal coro che comunque “non stona” perchè alcune volte fa riflettere, seppur con i suoi modi.
    In molti altri commentatori vedo solo ipocrisia e a volte, secondo il mio modesto parere, tanta stupidità e poca voglia di essere onesti nel commentare ciò che succede.
    Ma mi rendo conto che la stessa cosa potrebbe pensarla qualcuno di me e allora il gioco si compie.

  • 4. Gabriele (16 agosto 2007, 1:05 pm) :

    p.s. aggiungo che apprezzo anche Andrea per la sua onestà e perchè non si chiude come quelli di cui parlavo prima dietro ad un velo di ipocrisia; meglio dire ciò che si pensa anche in modo schietto che non dirlo.
    Saluti

  • 5. David (16 agosto 2007, 2:22 pm) :

    Sottoscrivo, come sempre, dalla prima all’ultima parola.
    David

  • 6. davide patregnani (20 agosto 2007, 2:01 pm) :

    Come “la querela ci sta tutta”?
    Basta dare del “coglione” a un coglione per essere querelati?
    Solidarietà piena ad Andrea.

  • 7. Gabriele (20 agosto 2007, 4:51 pm) :

    Che ti devo dire Davide… queste cose son molto personali; tra l’altro avrai sentito che qualche tempo fa la Cassazione ha affermato che mandare a quel paese qualcuno non è offensivo essendo ormai diventata espressione di uso comune.
    Comunque io non sto dalla parte di nessuno, gioco a fare il giudice terzo ed imparziale.

  • 8. davide patregnani (20 agosto 2007, 6:26 pm) :

    Volevo aggiungere un paio di cose.
    Vivere Senigallia è una latrina. Mi dipiace. Ma che personaggi come Megalco ci sguazzino è naturale. Concordo quindi con Maddeche: abbiamo bisogno di una testata più seria. Pinto ha fatto il suo tempo …e lo ha fatto male.
    Altra questione: i nickname quando si parla di cose serie andrebbero vietati. Scrivi? Hai una forte opinione da esprimere? Bene, ma senza nome e cognome….ciccia! Maddeche, vale anche per te 🙂

  • 9. Gabriele (20 agosto 2007, 8:05 pm) :

    A me Vivere Senigallia piace ma devo ammettere che ci sono delle degenerazioni da parte di alcuni personaggi… tra strafottenti e saccentoni (quelli che non si firmano e insultano li lascio stare, non meritano nemmeno una riga) una bella ripulita non farebbe male, ma penso che Michele voglia mantenere l’impostazione data.
    Penso che servano testate come Vivere Senigallia e altri tipi di testate, se volete chiamiamole più serie o magari in cui si riflette di più prima di scrivere qualcosa, come Popinga.

  • 10. mescalino (21 agosto 2007, 8:58 am) :

    A Davide: è possibile che le parole ti scappino con tutta questa facilità?
    Possiamo criticare VS in mille modi, tu hai scelto il peggiore.
    In attesa delle tue scuse a VS, porgo a Michele Pinto le mie a nome di Popinga.

  • 11. Davide Patregnani (21 agosto 2007, 10:33 am) :

    Non mi pare di aver detto nulla di così grave.
    E poi perchè ti dovresti scusare tu, in attesa delle mie scuse? Mi pare leggermente scorretto nei miei confronti.
    Leggo VS ogni giorno, notizie, commenti e commentatori. Mi sono fatto una mia idea e l’ho espressa. Ho mandato molte volte mail di di disappunto a VS sul loro modo di operare. Ti farei leggere sia le mie mail che le risposte.
    Comunque io mi fermo qui, dato che le parole non mi scappano…le penso e poi le scrivo.
    Tagliamo la testa al toro. Da ora in avanti mi asterrò da qualsiasi commento.
    Se permetti, le orecchie non me le faccio tirare, ma di questo parleremo in altra sede.

  • 12. mescalino (21 agosto 2007, 11:04 am) :

    Davide, le parole non ti scapperanno, ma allora è anche peggio. Libero di dirle, ma etichettare VS come “latrina” non mi è sembrato di grande eleganza, per usare eufemismi.
    Anche io come altri, sia da qui che in privato, in passato ho espresso pareri (spesso critici) su VS, ma che parere è “latrina”? Se dicessero che la Grancetta è un pisciatoio? Se il Circolo Socialista di Marzocca fosse composto da 12 segaioli? Suvvia, non credi che valga ancora il detto: “non offendere e non sarai offeso”?

  • 13. Davide Patregnani (21 agosto 2007, 11:18 am) :

    No. Non mi pare.
    Latrina ha un significato ben preciso: un posto dove ci finisce di tutto, ma soprattutto “cacca”… (giornalisticamente parlando).
    Potrei fare mille esempi…Paradisi e le br… le foto dei resti dei vestiti di Anna Allegrezza indicati da un coglione sulla spiaggia… così, per citare i primi che mi vengono.
    E qui mi fermo… sennò dopo mi tiri le orecchie un’altra volta.
    Ripeto. Non ne voglio più sapere. Ne riparlemo privatamente.

  • 14. Gabriele (21 agosto 2007, 1:33 pm) :

    Davide forse qualche parola forte di troppo ti è scappata…
    Definire qualcosa latrina è un eufemismo per dire “cesso” o cose simili; la sostanza non cambia.
    Per me un po’ di eleganza anche quando si scrive serve, specie se si critica qualcosa o qualcuno, ma questo è solo il mio pensiero.

  • 15. enrico dignani (23 agosto 2007, 2:08 am) :

    Al mio amico Melgaco…..

    Sorriso infrangibile
    nella direzione del metallo che sfonda.
    Lo squalo dei cieli
    infilza le nuvole
    un suo attimo si specchia nelle olle.

  • 16. Michele Pinto (23 agosto 2007, 7:17 pm) :

    Davide, ti chiedo scusa, ma le tue email proprio non me le ricordo.

    Comunque Vivere Senigallia vuole essere proprio quello che dici tu, una “latrina” (anche se io userei altri termini) nel senso che vuole pubblicare davvero tutto.
    Non è solo un giornale ma anche un contenitore di tutto quello che i lettori vogliono comunicare alla città. Senza censure. E capisco che questo a qualcuno possa dare fastidio.

    Ai lettori metto a disposizione alcuni strumenti per separare quello che tu definisci merda (e che io definisco giornalismo partecipato) da notizie più interessanti. Ad iniziare dall’ordine delle notizie deciso dai lettori alla hompepage configurabile.
    Certo il meccanismo non è perfetto, ma tra breve, con la versione 2.0, ci saranno tante altre possibilità e il famigerato F5 non funzionerà più.

    Con i commenti il discorso è ancora più complicato.
    Obbligare i commentatori ad usare nome e cognome è inutile: chiunque può dichiarare di chiamarsi Mario Rossi.
    Obbligare tutti a registrarsi presentando un documento di identità è quasi improponibile, inoltre precluderebbe il diritto di scrivere di chi si avvicina per la prima volta al sito.
    Personalmente sto facendo di tutto per mantenere la discussione in termini più civili possibili. E credo anche che danneggi di più la democrazia chi non accetta provocazioni ed ironia rispetto a chi lancia provocazioni anche gravi, ma questa è solo una mia idea.

    In ogni caso sono sempre aperto a critiche e consigli per migliorare il servizio che cerco di offrire alla città, anche se forse le email di Davide, di cui non riesco a ricordarmi, potrebbero dimostrare che mi sbaglio.

  • 17. Davide Patregnani (24 agosto 2007, 9:30 am) :

    Ti ringrazio per la risposta seria e pacata, non urlata come avrei fatto io nei tuoi panni…e con questo, ti devo dare atto, mi dai una sonora lezione di “stile”.
    Vedo che sul concetto generale ci siamo capiti, e ne sono contento.
    Per quel che riguarda le mie mail, provo a darti una mano nella tua ricerca. L’ultima riguardava questo:
    http://www.viveresenigallia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=16546
    Ti chiedevo che tipo di utilità potesse avere pubblicare foto del genere…se non il soddisfare la curiosità più “bassa”. La risposta non era stata delle piu felici, ma posso capire il bombardamento di mail che VS subisce quotidianamente.
    Per quel che riguarda i commenti (così rimaniamo in tema Melgaco)…non si tratta di censura. Lungi da me, non la chiederei mai. Ma vedo e leggo sempre i soliti personaggi…diciamo che la mia è quasi noia da provincia….ma questo è un problema mio.
    Spero che avremo modo e tempo di approfondire e confrontarci magari di persona.
    Grazie e buon lavoro.

  • 18. Michele Pinto (25 agosto 2007, 12:52 am) :

    Ammetto che quella non è stata una delle pagine più felici della storia di Vivere Senigallia.
    Colgo al balzo la tua proposta di approfondire ed incontrarci di persona.
    Il mio numero è su Vivere Senigallia, chiama quando vuoi.

  • 19. Daniele (29 agosto 2007, 4:02 pm) :

    … Ma che facevo quel giorno?
    Possibile che non abbia nemmeno visto tutto questo baillame?????
    Certo che sarei scattato a dire la mia, cioè che certi commenti fanno solo colore e siccome sono generici non posson far male, qualsiasi cosa dicano: tant’è vero che “Melgaco” lo leggo per curiosità, non mi istiga nessun ribrotto.
    Mai mi sarei aspettato che qualcuno arrivasse alla denuncia.
    Però mi viene in mente un certo detto del passato: “chi mal pensa mal fa”….
    Si, bisogna che ti parli a quattr’occhi Michele…

  • 20. melgaco (4 settembre 2007, 2:24 am) :

    Mi hanno segnalato quest’altra latrina e vengo a pisciarci soltanto per stavolta onde evitare di profumarla.
    Il mio avvocato mi ha detto che non avrei speranze se ti querelassi perchè quello che hai scritto era rivolto a un certo Melgaco che, poverino, non può avere tutela legale (non essendo una persona nè fisica nè giuridica).
    Insomma, se vuoi essere querelato devi scrivere nomi e cognomi.
    Ecco: così stai tranquillo. Per stavolta ti sei salvato.
    Ovviamente l’eventuale querela non si riferiva all’epiteto di “coglione” quanto agli apprezzamenti professionali.
    Dire pubblicamente ad un uditorio indefinito e potenzialmente infinito che uno è un medico di merda, un avvocato azzeccagarbugli, un gornalista incapace etc. è diffamazione aggravata dal fatto che la cosa si riferisce alla sfera professionale con relativa lievitazione del risarcimento danni al diffamato da parte del diffamante ritenuto tale da un giudice.

    Quanto a me dico quello che penso.
    E quello che penso è tollerato da tutti, anche da coloro che non la pensano come me.
    Tu sei l’unico intollerante.
    Peraltro, la superficialità dei tuoi giudizi sui miei interventi mi fa comprendere come tu abbia capito ben poco di me e di quello che penso. Non sai astrarre, non sai metaforizzare, non riconosci le iperboli e non cogli il significato che c’è oltre il significante.
    Insomma, non sai leggere.
    E non fai neanche il minimo sforzo per imparare a farlo perchè credi di sapere già leggere. Sei un saccente saputello (difetto che a sinistra è molto in voga).
    Del resto anch’io ho molti limiti.
    Molto maggiori dei tuoi probabilmente.
    Ma non mi sognerei mai di cancellare qualche tuo commento o di oscurare il tuo sito. E questo mi rende migliore di te, nonostante i miei limiti e le mie debolezze siano maggiori dei tuoi limiti e delle tue debolezze.
    Tu invece vuoi oscurare me e buttare al cesso Pinto.
    Non tolleri la mia e la sua esistenza.
    Dai dello xenofobo a me ma non ti accorgi di quanto sia xenofobo tu.
    Del resto anche la xenofobia è un difetto molto diffuso a sinistra.

    Ma non voglio inoltrarmi sulla pericolosa strada di un dibattito sull’argomento.
    Anche perchè non voglio dibattere.
    Mi hanno segnalato questa cosa che hai scritto su di me, ti ho risposto per quanto potevo, ti ho tranquillizzato sulla querela, qui chiudo e qui non torno.
    Preferisco pisciare da Pinto. Così gli aumento l’audience.
    A proposito: preciso che non faccio parte di nessun gioco, cioè Melgaco non esiste in quanto frutto di uno squallido accordo commerciale con Pinto.

    Melgaco esiste per la ragione che ha ben spiegato a suo tempo Oscar Wilde:
    «L’uomo non è se stesso quando parla in prima persona; mettetegli una maschera e vi dirà la verità.»

  • 21. melgaco (4 settembre 2007, 11:51 am) :

    Intervengo una seconda (e stavolta davvero ultima) volta soltanto per ringraziare l’inimitabile e inarrivabile Dignani.
    Uno che sa leggere, sa scrivere, sa astrarre, sa metaforizzare, sa dipingere con le parole.

  • 22. Davide Patregnani (4 settembre 2007, 2:59 pm) :

    Ecco, allora scrivetevi letterine d’amore voi due in privato.
    Guarda io di cazzate ne scrivo tante. Un po’ di tempo fa mi sono divertito a cercare il mio nome in internet e vedere quante puttanate avevo scritto su i vari blog. Di molti interventi mi sono vergognato… che è cosa buona, aiuta a crescere.
    Come mi sono vergognato quando poi alcune persone me le sono trovate davanti…
    Pensa un po’ che un noto artista senigalliese mi voleva gonfiare come una zampogna…
    Cose che capitano… sì, quando usi il tuo nome.
    Lascia pure in pace Oscar Wilde, perchè non sei l’intellettuale scomodo e pungente che vuoi apparire.
    Sei uno che scrive qualche cazzatella, come me, come molti e forse come tutti… ma hai paura della vergogna del giorno dopo, o più semplicemente hai paura e basta…
    P.S.: c’era bisogno di scomodare l’avvocato per sapere che non potevi querelare? Spero tu abbia dovuto pagare per la consulenza.

  • 23. Gianluigi Mazzufferi (4 settembre 2007, 7:32 pm) :

    Per Patregnani: per la seconda volta ti dico “bravo“. Come vedi è più facile andare d’accordo che litigare.
    Quanto ad un commento specifico per questo post trovo abbastanza divertente leggere Melgaco che scrive su Melcago!

  • 24. Andrea Scaloni (5 settembre 2007, 11:53 am) :

    Concordo anch’io con Patregnani.
    Curiosi questi: prima rivendicano l’anonimato e invocano Oscar Wilde, poi s’incazzano se gli dai addosso perché offendi la sfera professionale. Professionale de che? E soprattutto, di chi?
    Tempo fa ci aveva provato anche Smile, un’altra che soffre d’incontinenza.
    Melgaco, sarei curioso di conoscere la tua sfera professionale: così vediamo da chi, tra quel che ho scritto io e quel che hai scritto tu, quella sfera professionale è stata più infangata.

  • 25. mariangela paradisi (19 settembre 2007, 2:49 pm) :

    Sto con Melgaco. Nonostante la sua – a volte – pesantezza e sfrontatezza, dimostra intelligenza e libertà di mente. Due doti rare, oggidì. Insomma, credo che valga di più la pena avere a che fare con uno stronzo intelligente, che con un oxfordiano stupido.
    Auguri di cuore ad Andrea e alle sue tiritere sui nick, e un abbraccio a Michele e al Digna.
    🙂

  • 26. Andrea Scaloni (22 ottobre 2007, 12:40 pm) :

    Mariangela, non so a chi ti riferisci parlando di “oxfordiano”, ma mi pare che se c’è qualcuno che viene dal mondo dell’accademia quel qualcuno sei tu.

  • 27. Davide Patregnani (13 maggio 2008, 9:22 pm) :

    Sono passati mesi dalla pubblicazione di questo post.
    Io sono stato fuori. Torno e mi dicono che un mio conoscente se ne andato…e che viveresenigallia non ha perso il “vizietto”.
    Un uccellino mi ha detto che Pinto ha pubblicato delle foto del cadavere a penzoloni.
    Io, per coerenza, non ho controllato di persona.
    Un altro uccellino mi ha detto che vs è stato bombardato di mail in cui si dava a Pinto del necrofilo.
    Io questa volta non voglio dirgli proprio nulla…se non:
    “TE L’AVEVO DETTO!”

  • 28. Daniele (20 maggio 2008, 5:49 pm) :

    Il fatto è che molti ancora non hanno bene in mente con che grande persona sia michele, e valutano sui propri metri: che nel suo caso sono totalmente sbagliati

  • 29. Stracomunitari » Se&hellip (29 agosto 2009, 8:25 pm) :

    […] Scaloni. Come ogni dinastia che si ripetti anche gli Scaloni hanno il loro nemico giurato, ed è melgaco. Prima o poi il blog Librisenzacarta ci offrira in anteprima, in formato pdf, l’intero […]

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