Toga da magistratoLoro si, sono davvero intoccabili: sono i magistrati!

Attingo a notizie generiche apparse su tutta la stampa, quelle a cui si può far riferimento sentendo un telegiornale o scorrendo qualche quotidiano. Alla fine mi piacerebbe sapere se la mia opinione è fuori dalle cose, dai fatti e dal tempo o se invece non meriti anche un pizzico del vostro sdegno, come io lo sento ribollire in me.

Prima domanda. Cosa dovrebbe fare la Magistratura inquirente se non indagare?

Ebbene prendiamo atto che una Procura indaga, come dovrebbe sempre fare quando ha “notizia di reato”. Può anche capitare, siamo tutti uomini fallaci, che gli indagati siano altri colleghi magistrati, di altra Procura.

Una eccezione? No. Non lo dovrebbe essere ma vedremo che questi sono, a tutti gli effetti, davvero “intoccabili”. E nell’altra Procura cosa fanno? Subito indagano i colleghi della Procura dirimpettaia!

Quando poi arrivano gli agenti di polizia giudiziaria, con un mandato di perquisizione  di 1700 pagine (le accuse nel nostro paese si valutano anche a peso!) apriti cielo, succede un pandemonio. E’ d’obbligo poi che se si fa una perquisizione questa venga condotta come le regole prevedono. In genere è tradizione che gli agenti arrivino alle 6 del mattino, e questa più che una “regola” è consuetudine. L’indagato va perquisito, se è necessario, ma un magistrato non accetta d’essere spogliato. Lui non è un cittadino qualsiasi, si ricorda d’essere sempre un “togato”.

Come se non bastasse, a complicare il quadro, ci si mettono anche i bambini, i figli del magistrato.  Come possono permettersi gli inquirenti di rovistare nei loro zainetti, alla ricerca di qualche cellulare fuori quota?

Sono i “bambini della casta” quindi più bambini, più fragili, più protetti di tutti gli altri. Non sono i figli di quei poveri cristi, il 50% si ricordi bene dei vari accusati ed indagati, che poi, magari dopo anni, vengono bellamente prosciolti da ogni accusa.

La “vera casta” è convinta d’essere al di fuori delle regole del diritto, di godere dispense ed extraterritorialità come a nessuno è consentito, in nessun stato di diritto.

Loro si che sono la “vera casta” e guai a chi non la riconosce.

11 Commenti

  • 1. Valeria (7 dicembre 2008, 10:57 pm) :

    Il tuo punto di vista è interessante, Gianluigi, e merita approfondimento.
    Se devo essere sincera non ho seguito la vicenda… ho solo sentito qualcosa di sfuggita dai commenti al telegiornale…. Forse non è un atto responsabile, ma non ne posso più, tanto è il disgusto, degli scandali italiani…. quindi ho deciso di non seguire più niente… né questa vicenda, né quella sulla commissione di vigilanza della Rai. Lo so che non è da cittadini responsabili, ma lo schifo non lo reggo più…
    magari mi informerò meglio nei prossimi giorni…

    (io avevo sentito di magistrati insultati dalla polizia giudiziaria davanti ai figli… poi non so se è vero…)

  • 2. Dario Petrolati (8 dicembre 2008, 6:30 am) :

    Si davvero fa schifo, o meglio è vigliacca l’aria,quanto ci circonda chè i bisogni la buonafede della gente i pensieri notturni e diurni ogni cosa sa poi di altro.
    Allora scappare rinchiudersi nel privato, non mi pare onesto con noi stessi che la casta,ormai si chiama così mi pare,carpisce anche di più ogni ideale anche.Allora – allora occorre reagire tapparsi il naso e senza odio scansare gli immeritevoli, lasciamoli soli sempre ovunque.
    Cambiamo strada,
    proviamo almeno,
    dario.

  • 3. Mariangela (8 dicembre 2008, 12:43 pm) :

    …sto pensando ad Enzo Tortora…

  • 4. leo barucca (8 dicembre 2008, 4:21 pm) :

    Il rischio è che, complice la preoccupazione per la crisi economica, ci si “disgusti” di tutto e di tutti: i politici tanto sono tutti uguali, tutti ladri e corrotti, anche la magistratura è un a casta, tutti megalomani non soggetti ad alcun controllo, eccetera eccetera. Il risultato: i più disonesti e spregiudicati avranno sempre più potere e impunità nell’indifferenza generale. Io la vedo davvero brutta.

    Travaglio, qualsiasi opinione si abbia di lui, almeno questa vicenda (De Magistris, Catanzaro, Salerno) la spiega dettagliatamente e chiaramente, cosa che sinora non aveva fatto praticamente nessuno in quella che si chiama (nel senso di sedicente) “grande informazione”:
    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=135020&YY=2008&mm=12&dd=8

  • 5. Gabriele (8 dicembre 2008, 7:03 pm) :

    Sono stato via qualche giorno e non ho seguito questa vicenda; purtroppo c’è questa intoccabilità dei magistrati così come c’è questo spirito corporativista; ma questo in Italia lo ritroviamo ovunque.
    Comprendo bene il commento di Valeria che, seppur non conosco, penso sia giovane, come me.
    Per una persona che, come me ma come tanti altri, giovane, vuole immaginare se stesso in un futuro poi nemmeno tanto lontano, guardarsi intorno è davvero desolante.
    Ho sempre amato la politica, sono il primo a criticare la classe politica che non ha praticamente alcunchè di positivo, ma poi purtroppo non posso fermarmi a questo; ho il brutto vizio di osservare e riflettere troppo sulle cose che vedo; mi sono accorto di trovarmi in un paese in cui la disonestà ormai è diventata genetica; ognuno di noi pensa solamente a fregare il prossimo, non c’è rispetto per nulla e per nessuno.
    Siamo un paese che ormai si rinchiude dietro scuse patetiche e lamentele sterili, guardando i comportamenti altrui e non guardando come i propri comportamenti siano esattamente uguali a quelli criticati o addirittura li sostengano.
    Chi in questo paese se ne ha occasione non chiede una raccomandazione? Non chiede il “favore”? Chi è pronto a gridare che gli altri devono rispettare le regole ma è il primo a non rispettarle?
    Uomini e donne oneste esistono, ma oggi vengono schiacciate da questo sistema e allora non sanno nemmeno più come comportarsi.
    Che dobbiamo fare? Dobbiamo comportarci anche noi così, tanto nulla cambierà, oppure cerchiamo di comportarci secondo la nostra coscienza ma viviamo peggio degli altri, pur meritandoci molto di più?
    Allora capisco bene come i magistrati, criticati dai politici, critichino a loro volta i politici; le accuse son le stesse, perchè le persone son sempre quelle; intoccabili perchè hanno quel potere che permette loro di mettersi al riparo da… da chi poi? Da loro stessi!
    Allora non mi stupisco di questa vicenda, come delle occasioni in cui il CSM si comporta coi magistrati così come il parlamento di comporta coi parlamentari, ovvero parandogli il didietro.
    Il problema è che se questo male si estende, come sembra in parte essere successo, alal magistratura, i guai son seri: finchè ho un politico corrotto ed incapace avrò i miei soldi e qualche mio diritto minore calpestato, ma quando questo è un magistrato, che rischi corro?
    Visti gli strumenti in mano, corro rischi maggiori; allora non rimane che starsene in silenzio o fare come tanti ragazzi fanno; lasciare questo paese.

  • 6. michele (10 dicembre 2008, 6:44 pm) :

    Delle cose di cui non si può parlare…..
    è meglio tacere
    michele

    ci sono due cose di cui non si può dire male…
    la pubblicità e la magistratura
    daniele

  • 7. Gaspa (12 dicembre 2008, 1:03 am) :

    Mah, a me invece sembra che della magistratura parlino tutti male, magari a ragione (ammesso e non concesso), ma dire che in Italia non si può sparlare della magistratura mi sembra una baggianata.

  • 8. Gabriele (12 dicembre 2008, 12:16 pm) :

    Più che della magistratura si parla male della giustizia e di alcuni magistrati; ritengo che la maggior parte dei magistrati faccia egregiamente il loro lavoro, cosa che non si può dire di altri; ma le pecore nere stanno ovunque; il problema è che quelle pecore nere vengono spesso protette, specie dal CSM e nonostante non dovrebbero più vedersi affidato un ruolo così importante, continuano ad operare, come se nulla fosse.
    Questo mi preoccupa.

  • 9. Gaspa (12 dicembre 2008, 1:44 pm) :

    Beh dai, sono anni che si sente parlare della magistratura come un covo di comunisti, forcaioli, eversivi e via dicendo.

    Concordo pure sul fatto che la magistratura sia una casta che si auto-difende, ma la difesa corporativa è molto in voga in Italia.

    Non concordo con Gianluigi, quando dice che la magistratura è la “vera casta”.

    Per me l’unica “vera casta” è Santa Maria Goretti, le altre “caste” hanno tutte qualche peccatuccio sul groppone!

  • 10. Gianluigi (12 dicembre 2008, 8:07 pm) :

    Non volevo commentare, ma sono tirato per la giacca!
    Purtroppo devo insistere: secondo me si tratta di una “vera casta” proprio per la pur giusta autonomia di cui godono. Non solo, ma anche per il fatto che (avete visto le recenti decisioni del Consiglio Superiore) quando sbagliano al massimo rischiano un trasferimento. Per me, che all’epoca raccolsi le firme sul referendum sulla responsabilità civile dei giudici, capirete bene che la magistratura del nostro paese è del tutto insoddisfacente. Se Gaspa una sera sbaglia un certo lavoro in fabbrica che fanno lo trasferiscono o lo licenziano?
    Voi li vedete i nostri giudici, non tutti per fortuna s’intende, “liberi di obbedire solo alla legge, alla ragione, alla coscienza“. Ci siete stati mai in tribunale? Avete seguito di persona qualche processo?
    Visto poi che Mariangela ha ricordato Enzo Tortora a me sembra il caso di dire dov’è ora in servizio, accresciuto di grado s’intende, il dottor Lucio Di Pietro. Si quello che negli anni ’80 era PM alla Procura di Napoli?
    Fu lui che all’epoca di Tortora arrestò oltre 400 persone e subito dopo ne dovette rilasciare oltre ottanta, in quanto incarcerate per errore o talvolta solo per omonimia.

  • 11. Gabriele (13 dicembre 2008, 11:47 am) :

    Quello che scrive Gianluigi è esattamente quello che penso anche io; il problema è quello della responsabilità dei magistrati; dopo errori clamorosi non solo è possibile che gli stessi continuino nel loro incarico, ma addirittura vengono promossi.
    Queste assurdità del tutto italiane, come le carriere “automatiche” sono una vergogna e un calcio in culo alla meritocrazia; sembrano una cosa vecchia unione sovietica; è ora di darci un taglio e promuovere chi se lo merita, così come è ora di far pagare chi ha sbagliato.
    Ben venga l’espulsione della magistratura per chi commette simili errori (che spesso errori non sono); certo è, che se il CSM, col suo potere, si mette in mezzo per difendere la categoria, la questione si complica.

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