Domenica 4 novembre da un collega di redazione (redazione, si fa per dire!) ricevo una mail con l’invito ad aprire un determinato link su YouTube. Clikko e guardo.
Per quel che ricordo ora compaiono vari spezzoni di vecchi programmi TV, con Michele Santoro e Marco Travaglio. La sostanza: un rosario di pesanti accuse nei confronti del Senatore Giulio Andreotti. Le stesse, sempre se ricordo bene, non sarebbero però frutto di fantasia, o meglio di inchieste giornalistiche, ma la letterale enunciazione di fatti accertati in sede giudiziaria e confermati poi da sentenze passate in giudicato. Caspita!

Aspetto un paio di giorni e lunedì 6 novembre scrivo all’indirizzo ufficiale di Giulio Andreotti, presso il Senato della Repubblica. Il giorno successivo, ben sapendo, per precedenti esperienze con altri senatori, che le ristrettezze economiche o l’arretratezza tecnica dei palazzi della politica (forse!?) impediscono ai senatori di avere un efficace sistema anti-spam, chiamo al telefono la segreteria e chiedo se hanno ricevuto la missiva. La risposta è negativa. Bene, chiedo subito una ulteriore mail ed inoltro ancora il medesimo testo.

Dopo alcuni giorni, senza aver avuto riscontro, alzo di nuovo la cornetta. Dopo una sollecita verifica, mi viene comunicato che quanto da me scritto è stato stampato e si trova sul tavolo del Presidente. Molto bene: destinatario raggiunto; il mio quesito è ora sotto gli occhi dell’importante personaggio. Quindi avrà letto che sul sito YouTube (più precisamente all’indirizzo http://it.youtube.com/watch?v=5Js6Da3PdnM) è visionabile l’intervista televisiva, credo rilasciata nel 2005 (che almeno io fino ad oggi non avevo mai visto).
All’illustre senatore chiedo: “di ottenere una precisa, univoca informazione su questa specifica questione”. Chiudo la mia spiegando che pur essendo “un semplice cittadino, dalla lontana periferia pontificia” sento forte il desiderio di un chiarimento, e vorrei averlo dallo stesso interessato.

Passano altri giorni e contatto di nuovo la segreteria del Senatore. Infine la scorsa settimana giungono i primi cenni di risposta sull’argomento. Oggi infine, dalla signora Tilelli, addetta alla segreteria, mi viene fornita la conferma che anche per loro è impossibile aprire quello specifico link su YouTube.

Così infatti, abbiamo ripetutamente verificato, avviene anche per noi. Il collegamento con questo benedetto http://it.youtube.com/watch?v=5Js6Da3PdnM porta solo a questo risultato. Eccolo, alla lettera:

Questo video è stato rimosso a causa della violazione dei termini e condizioni d’uso.

Quindi mi permetto di chiedere qualche delucidazione alla gentile signora di Roma, in quanto come prima ipotesi penso ad una specifica azione dei legali del Presidente Andreotti. La segreteria esclude che possa essere avvenuto per una richiesta dell’avvocato Giulia Bongiorno in quanto, come noi tutti ora, anche lei non è in grado di aprire il collegamento che ho segnalato.

Allora di chi sarà la responsabilità o il merito? Magari degli stessi autori dei filmati e delle interviste?

Sarebbe piacevole ed anche molto utile saperlo.

5 Commenti

  • 1. Francesco Gasparetti (22 novembre 2007, 10:53 am) :

    La risposta è semplice: i suddetti filmati di YouTube sono sicuramente protetti da copyright e quindi sarà bastato fare qualche telefonata per farli scomparire dalla rete.

    Il fatto che l’unica risposta che ti sia pervenuta è la scomparsa del filmato, la dice lunga sulla volontà di trasparenza del senatore Andreotti.

    Non è comunque una novità che Travaglio abbia più volte affermato, in televisione e nei suoi libri, che Andreotti non è stato prosciolto (come si vuol far credere all’opinione pubblica) dall’accusa di collusione con la mafia, ma ha solamente goduto della scadenza dei termini di prescrizione del reato.

    Se nessuno ha mai querelato Travaglio per le cose che scrive e che dice, significa che forse dice la verità, per quanto questa sia scomoda e sebbene tutti i vari leccapiedi cerchino di occultarla con tutti i mezzi possibili!

  • 2. Gabriele (23 novembre 2007, 10:49 am) :

    Però stiamo attenti a scagliarci sempre contro la prescrizione dei reati; è una precisazione giuridica non politica; la prescrizione ha una sua logica e va rispettata.
    Che poi il caso Andreotti non possa essere banalizzato dicendo “è stato prosciolto” è altra cosa…
    Una curiosità: ho notato che qui su popinga si fanno spesso precisazioni, cioè si cerca di dare una corretta informazione; nel mio piccolo faccio una precisazione su quelle che Travaglio, tra i molti, chiama le leggi vergogna del vecchio governo, la ex cirielli.
    Ci sono casi in cui la legge ha allungato e non ridotto i termini di prescrizione; in certi casi li ha ridotti ma in altri li ha allungati.
    Tuttavia ad una prima vista sembrerebbe averli ridotti e questo a livello giornalistico, in particolare a livello di informazione (o disinformazione?) di massa fa il suo bell’effetto.
    Quando poi ci si addentra nei particolari la musica cambia.
    Che in questo paese, per restare al tema dell’articolo di Gianluigi, non ci sia la trasparenza necessaria e una vera libertà di informazione è purtroppo vero.
    E purtroppo il gioco della censura è bipartisan

  • 3. Francesco Gasparetti (23 novembre 2007, 7:03 pm) :

    Ok, la prescrizione esiste e va rispettata.
    Però non si può presentare una prescrizione come una assoluzione.
    Sono due cose assolutamente diverse: si può accertare che un reato sia stato commesso, ma che l’imputato non sia punibile perché è scaduto il termine di prescrizione.
    E’ forse questa una assoluzione?
    Il fatto che i reati imputati ad Andreotti siano prescritti, non significa che Andreotti sia innocente, come ci vuol far credere gran parte dell’informazione!

  • 4. Gabriele (24 novembre 2007, 2:59 pm) :

    Se dici questo significa che non hai compreso del tutto la logica della prescrizione; giuridicamente la prescrizione è assoluzione; è una delle varie formule di assoluzione; dal punto di vista dei fatti è una questione diversa, ma giuridicamente, semplificando si può tentare quell’equiparazione.
    Ripeto la prescrizione ha una sua logica ed è simbolo di civiltà giuridica; prendi in considerazione ad es. il fatto che ci sono reati, pensa all’omicidio, che non cadono in prescrizione.
    Tutti gli altri reati è giusto che cadano in prescrizione perchè non sarebbe moralmente corretto condannare chi ha commesso un reato ad es. 40 anni fa al giorno d’oggi.
    Per non parlare poi dei problemi relativi all’accertamento di quei reati… più passa il tempo e più diventa difficile accertare quanto accaduto e di conseguenza si rischia di arrivare a ricostruzioni errate di quanto accaduto.
    Essenzialmente è questa la logica della prescrizione e il fatto che nell’opinione pubblica si voglia far passare la prescrizione come un “mostro” è sbagliato.
    Poi le valutazione politiche sono altra cosa rispetto a questo; nemmeno a me piace pensare che qualcuno possa farla franca ma, ragionando in termini di vantaggi e svantaggi, questa è la soluzione migliore, perlomeno la più civile.

  • 5. Francesco Gasparetti (26 novembre 2007, 10:09 am) :

    Boh, sarà che non ho studiato a fondo il diritto, ma una assoluzione “per non aver commesso il fatto” e una prescrizione “pur sapendo che il fatto è stato commesso”, non mi sembrano, almeno moralmente, la stessa cosa.
    Però ognuno è libero di vederla come vuole.
    Se un Presidente del Consiglio e più volte ministro, è stato colluso con la mafia ed al processo viene assolto solo perché sono scaduti i termini di prescrizione, qualche problema morale a me viene.
    Non si vuole sempre avere un “mostro”, ma se Andreotti fosse stato assolto con formula piena, sarebbe stato meglio per la credibilità del nostro Stato.

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