Reduce dalla per me altamente gratificante lettura del bel saggio sui cibi di Bressanini, sono andato alla ricerca di qualche informazione recente sul nucleare. La lettura di “Pane e Bugie” mi ha infatti stimolato la riflessione sul fatto che queste tipologie di miti, pregiudizi, paure, si esercitino non solo sugli alimenti ma su tutto quello che riguardi argomenti tecnici e scientifici. Continua a leggere…

Dario Bressanini, pane e bugieDi Dario Bressanini mi piace la prosa diretta e sintetica. Sto leggendo Pane e Bugie, il suo ultimo libro edito da ChiareLettere, che l’autore presenta come “una sorta di vaccino contro i pericoli della cattiva informazione a tavola“. Ricercatore presso l’Università dell’Insubria e divulgatore scientifico per Le Scienze, nonché blogger su La scienza in cucina, Bressanini nel suo libro di informazioni utili, e apparentemente sconcertanti, ne mette davvero tante. A cominciare dagli OGM.

Si definisce OGM solamente il risultato di modificazioni mirate del DNA; non si definisce OGM quanto si ottiene, e si è ottenuto in passato, mediante bombardamenti ai raggi X e raggi Gamma. Mentre gli OGM subiscono una feroce avversione da un’ampia fetta dell’opinione pubblica, fino a divenire oggetto di marketing (pensiamo al marchio OGM-free), nessuno parla degli organismi ottenuti con le radiazioni nucleari. Che da decenni sono nei campi di tutto il mondo, e dunque sulle nostre tavole, e nessuno sembra saperlo. Alcuni esempi: il grano Creso, che nel 1984, a soli 10 anni dalla sua registrazione, rappresentava oltre il 50% del mercato dei semi di grano duro; la varietà di orzo Diamant, che ebbe una diffusione grandissima in pochi anni, e il cui gene mutato si diffuse ad altre centocinquanta varietà di orzo; il pompelmo rosa: tutti questi sono organismi geneticamente modificati mediante radiazioni nucleari. Scrive Bressanini:

A differenza degli OGM, che sono molto controllati, le piante prodotte per irraggiamento possono essere coltivate senza alcuna autorizzazione specifica. Le mutazioni avvengono alla cieca, casualmente. Non è possibile sapere che cosa succederà alla pianta.

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