Ho sempre detestato l’autoreferenzialità in generale, e in particolare sui blog.
Ciò che molti scambiano per autorevolezza è solo un paravento che nasconde l’incapacità di aprirsi agli altri e alle loro ragioni. Rimaniamo in orbita attorno a noi stessi, in questo mondo virtuale che ci siamo costruiti facendo finta di essere altri da quelli che siamo. Nella foga autocelebrativa manco ci accorgiamo di scivolare nel ridicolo.
C’è ad esempio chi si preoccupa di far sapere a tutti, con tanto di foto, quanto ha mangiato bene nel tal ristorante sul lungomare, quanto è bravo nella tal cosa, oppure quante volte al giorno va in bagno e di che colore la fa.
Non so voi, ma io non sento il bisogno di essere multimediale anche sulla tazza del cesso. E qualche volta, anziché denudarci su pubblica piazza, dovremmo riscoprire il valore del silenzio e del privato. Altrimenti spiegatemi la differenza tra un blog e una trasmissione di Maria De Filippi. Continua a leggere…

Come ho detto, se un peccato hanno commesso i professori della Sapienza, è quello d’ingenuità. Prestare il fianco alle tiritere contro il “laicismo” da parte degli zuavi pontifici: Ferrara, Bondi, teocon, teodem e compagnia bella. Continua a leggere…