Luca Martinelli - L'acqua è una merce (copertina)Torno ora dalla presentazione del libro “L’acqua è una merce. Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione“. L’autore è Luca Martinelli, redattore della rivista Altraeconomia. Con lui ad introdurre, Evasio Ciocci, coordinatore regionale della campagna referendaria sull’acqua bene comune.
La registrazione integrale dei due interventi è scaricabile qui sotto.

Ho trovato particolarmente efficace l’esposizione di Martinelli, fresca e carica di motivazione, direi di passione. Ha elencato argomenti forti contro la privatizzazione del servizio idrico, iniziata da oltre 15 anni nel nostro paese.

Una storia piena di falsi miti, secondo Martinelli: non è vero che introduce concorrenza, non è vero che stimola gli investimenti, non è vero che porta efficienza e abbassa gli sprechi.

Al contrario, la privatizzazione rende necessario il profitto privato a scapito del bene comune; vede spesso gare d’appalto finte, cartelli e oligopoli; fa dell’acqua un bene da consumare sempre più, anziché utilizzare con parsimonia.

Proprio nei giorni, nelle ore, di raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione del servizio idrico, che anche qui a Senigallia sta raccogliendo largo consenso, abbiamo rispolverato da qualche cassetto comunale la registrazione del seminario che il Gruppo Società Ambiente locale ha organizzato sull’argomento lo scorso ottobre.

Riproponiamo la registrazione integrale della prima parte del convegno, che ha visto ospite il professor Rosario Lembo, del Comitato Nazionale per il Contratto Mondiale sull’acqua, che ha appunto parlato degli effetti della privatizzazione alla luce della nuova normativa. Come sempre, buon ascolto.

M’ero appena sorbettato dalla radio un bel pippone, recitato da quel fascinoso signore che ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente quando t’arrivo, con l’auto, allo svincolo tra l’A14 ed il centro commerciale di Borgo Mulino.

Saranno state all’incirca le 15 quest’oggi, quindi il momento più caldo di una bellissima giornata primaverile. Riassumo approssimativamente cosa diceva, al microfono dell’intervistatore, Alfonso Pecoraro Scanio: da oggi pene più severe per chi inquina: dieci anni di galera per i reati ambientali. E poi un bel fervorino sull’acqua, sull’emergenza idrica che oramai non risparmia più nessuno. Con l’aggiunta che per la prossima stagione estiva si preannuncia una siccità senza pari. Da qui la indifferibile necessità, per tutti, di attuare da subito, immediate, concrete, anche se piccole, scelte di effettivo risparmio. E’ fondamentale apprenderli ed insegnarli alle nuove generazioni.

Ora sto vedendo, di fronte a me, qualcosa che mi lascia interdetto. Che sia l’assessore, per dare immediatamente un cattivo esempio, che abbia deciso di annaffiare?

Irrigazione in via Giordano Bruno - Senigallia

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