Su questo libro mai!

“Onorevole Di Pietro, per cortesia scriva qualcosa, una sua opinione su questo libro”
“No, su questo libro mai!”

Tutto questo il colloquio che ho tentato di imbastire, per avere due righe autografe, sul libro che avevo in mano. Con me c’era anche Anna Maria Bernardini, anche lei con la copia del libro, pronta a raccogliere un successivo e differente commento. Anche lei quindi è rimasta delusa; non penso certo per il contenuto letterario della nota, quanto per l’aspetto umano e politico.

Non sarebbe stata importante la forma dello scritto. Eravamo a caccia del contenuto per sapere, e purtroppo non lo sappiamo, quanto vorrebbe dire ai potenziali elettori il leader dell’IDV, sia come uomo e come esponente politico. Non riesco ad immaginare cosa possa scrivere a discarico delle pesanti ed articolate critiche che il libro espone così bene e con tanta ineccepibile documentazione. Chi come noi è solo osservatore trova abbastanza strano questo semplice fatto: com’è possibile scrivere 500 pagine di “aria fritta” o di  accuse infondate senza adeguate “pezze d’appoggio”? Per di più su un uomo politico del calibro di Antonio Di Pietro, che sempre ha rivendicato il ruolo di moralizzatore. Quindi un soggetto che non dovrebbe sottrarsi, ancor più di altri, alla trasparenza assoluta, a quelle stesse regole che chiede e vorrebbe per il prossimo.

Di Pietro, la storia vera” è una biografia puntigliosa e documentata all’inverosimile. Nei fatti è l’opera quasi ventennale di un cronista che si è occupato di lui ancor prima che il poliziotto, asceso al ruolo di magistrato, divenisse l’idolo nazionale di “mani pulite”. Quando il giornalista cominciò ad interessarsi di Antonio di Pietro, “Ninì” per gli amici, questi era “solo un magistrato ben introdotto nei boschi politici della <<Milano da bere>>”. Ricordate?Filippo Facci - Di Pietro, la storia vera (copertina)

Quindi stasera mi trovavo in via Arsilli, di fronte all’Auditorium dove erano convocati i suoi supporter. Avevo in mano la mia copia personale del libro, anche se avrei voluto averne una decina da distribuire (ma il libraio non me le ha procurate!). Questo volume, uscito nell’ottobre scorso per i tipi della Mondadori, è frutto della penna di un giornalista grintoso, poco più che quarantenne, Filippo Facci. Lo stesso che già nel 1997 aveva dato alle stampe un altro libro del tutto simile, oggi introvabile, dal titolo: “Di Pietro, biografia non autorizzata”.

Infine mi sia consentita questa breve nota a margine, tanto per capire l’ambiente, le persone ed anche le piccole meschinità di ogni giorno. Sulla soglia della ex Chiesa dei Cancelli, ad attendere Di Pietro c’erano alcuni suoi alleati marchigiani. Prima di tutti il noto avvocato ed onorevole David Favia, un tempo Forza Italia, poi Udeur ora dell’Italia dei Valori. Telefonava in continuazione: forse non mi ha visto, non importa. C’erano anche i due big della campagna elettorale in corso a Senigallia. Alto e svettante Maurizio Mangialardi e più sotto, vicino a lui, il professor Mario Cavallari. In questi 10’ d’attesa mai il loro sguardo ha avuto modo d’incrociarsi con il mio. Erano impegnati a discutere. Un “buonasera” all’aspirante sindaco non lo avrei certo negato e magari mi sarebbe piaciuto anche dare un saluto più cordiale a Mario Cavallari, che conosco da cinquant’anni. Soltanto l’ex consigliere regionale Gianfranco Borghesi, ora coordinatore regionale dell’IDV per le Marche, s’è accorto che c’ero. Mi ha chiamato per nome, si è avvicinato sorridente e, credo in nome delle antiche frequentazioni politiche, mi ha anche platealmente abbracciato al centro della via. Misteri degli uomini o della politica?

53 pensieri riguardo “Su questo libro mai!”

  1. Da Enzo Monachesi, candidato IdV a Senigallia, ricevo questo commento; siccome è pubblicato su Facebook, qualcuno potrebbe non leggerlo:

    non hai niente d’altro da far vedere? hai solo quel povero provocatore? le 500 persone le hai flmate? fai il cronista serio se ci riesci!
  2. @Enzo.
    Primo. Chi ha mai detto di essere un cronista? Io scrivo su quello che mi pare, e non lo faccio di mestiere. Altri scriveranno delle 500 persone presenti (che comunque ho filmato anche io).
    Secondo. I cronisti di cui sopra non si divertono come un blogger (talvolta provocatore).
    Terzo. Leggo fra le righe che il consenso che ottiene Di Pietro (anche a Senigallia) dovrebbe bastare a far tacere, oscurare, archiviare come quisquiglia, quanto si dice e si scrive su di lui, sul suo passato, le sue debolezze, i difetti del suo partito ecc ecc. Mi ricorda quello che si dice sull’altro politico del fronte opposto: che volete che siano tutte queste malignità, noi abbiamo i voti, e questi bastano!

  3. Che peccato che siamo esseri fatti così.
    Come non so definire
    permalosi
    presuntuosi
    ridicoli davanti lo specchio in ascensore

    ma no che non è peccato
    solo stupidi
    vanitosi
    bugiardi

    allora si toglie il saluto offesi
    oppure ci si sente signori tronfi all’acquisto di un nuovo saluto che si crede
    importante

    ma Gianluigi tu?

    cosa vuoi che sia tu che sei di nobile indescrivibile sensibilità

    ma dai Gigi
    sono piccini
    non perdere tempo
    manco un secondo è la vita che ci passa accanto sopra sotto

    pensa
    e i tuoi pensieri nemmeno li prestare

    signori si nasce e io che appena ti ho conosciuto provo
    so di te “cose” che mi sento geloso al pensiero che tu possa perdere tempo con chiunque

    passano le idee e si rimane male nella delusione quando saliamo sulla bilancia e vediamo che il peso fisico mio-tuo-di chi ti sta vicino è differente

    di più
    meno

    io dubito

    ma il peso dell’anima
    se ci penso
    mi terrorizza

    conto poco nulla forse
    ma io ti stimo immensamente e vorrei udire la tua voce e ascoltare i tuoi silenzi

    ciao Gigi

    scusami lo sfogo ma anche questo credo essere.

    “cose”

    dario.

  4. Detto che la richiesta era una palese provocazione e che non ci si può meravigliare della comprensibile reazione, trovo molto scomposta la reazione di Monachesi a cui rivolgo la richiesta di giusificare, per trasparenza, il suo reddito visto che un pensionato di medio/basso livello guadagna più di lui.

  5. Io invece mi son meravigliato della reazione e non è affatto comprensibile: il moralizzatore Di Pietro ha preferito tacere.
    A Monachesi voglio invece aggiungere una richiesta a quella di Mirko: al posto di pensare alle 500 persone dell’incontro, perchè non pensa alle 80 che ha tradito (politicamente) in questi 5 anni in cui è stato consigliere comunale, facendo il voltagabbana?
    Ancora non ho capito a che “valori” si ispiri il vostro partito: a quelli del trasformismo? Alla legalità applicata solo agli altri? All’incoerenza? Anche questi per qualcuno potrebbero essere valori.

  6. Non conosco personalmente Enzo Monachesi ma conosco bene la sua storia politica……….non commenterò quindi la sua dichiarazione perché non ne vale la pena!

    Mi chiedo perché l’Onorevole Di Pietro abbia liquidato con due parole il mio amico Gianluigi, sarebbe bastato affermare:”Il contenuto del libro è falso”! Il suo comportamento ha semplicemente confermato quanto nel libro è contenuto. Da parte mia posso solo dire che dopo aver letto le prime 45 pagine sono dovuta ricorrere ad un antiacido!

    Di Pietro è venuto a Senigallia ad appoggiare la candidatura del sig. Mangialardi ma l’Onorevole è a conoscenza di quanto è avvenuto a Senigallia negli ultimi anni? Parla sempre di trasparenza, appalti puliti, legalità……..ma questa sbandierata legalità vale per tutti o solo per chi dice lui?

  7. Che vi aspettavate? Già è tanto se non vi ha mandato a quel paese.
    Sarebbe come chiedere a Berlusconi di autografare un libro di Travaglio su di lui…
    Non capisco bene il significato di queste sceneggiate.
    Non ho letto il libro di Facci, ma sicuramente ci sono delle cose vere al suo interno, altrimenti DP l’avrebbe querelato.
    Però il siparietto mi è sembrato come una presa per il sedere e quindi la reazione è stata anche troppo bonaria…

  8. Concordo Gaspa! Ciò che però non è comprensibile e la reazione di Monachesi quasi come si sentisse attaccato personalmente. L’insofferenza e l’arroganza dei politici mi ha stancato, ci vorrebbe un pò più di rispetto verso i cittadini.

  9. Anche a me la reazione di Monachesi appare eccessiva oltre che fuori luogo.
    Al contrario, quella di DP mi sembra quasi scontata.
    Certo, avrebbe potuto fare buon viso a cattivo gioco, ma la risposta mi sembra normale.
    Non so cosa si aspettasse Gianluigi e non so neanche quali siano le scottanti rivelazioni di Facci, un giornalista che peraltro mi sembra tra i meno peggio, ma il fatto che nel libro ci siano scritte delle verità non significa che DP avrebbe dovuto reagire diversamente ad una plateale provocazione.
    Io onestamente non voto per Di Pietro perché non mi piacciono i partiti personalistici, ma non mi sembra il peggiore in Italia.
    Primo perché quando era magistrato stavano tutti li ad osannarlo, sia quelli di sinistra, sia quelli di destra, compresi i TG berlusconiani.
    Secondo perché quando è stato incriminato si è sempre fatto processare, non come altri malviventi ancora a piede libero solo perché si fanno le leggi per auto-assolversi.
    Terzo perché è un giustizialista che non si vergogna di esserlo, in un paese in cui tutti sono garantisti quando vengono inquisiti quelli del proprio clan, salvo poi abbandonare il garantismo quando vengono inquisiti quelli della fazione opposta.

  10. Gaspa visto che come tu stesso affermi non hai idea di cosa ci sia scritto nel libro di Facci ti consiglio di leggerlo, forse potresti cambiare opinione su DP.

  11. Chiamato in causa da questo sig. Enzo Monachesi, candidato IdV a Senigallia, posso assumere le “mie colpe” in quanto questa volta sono responsabile io (ed Anna Bernardini), mentre Marco s’è prestato ad assicurare la ripresa video. Così per avere immagini che pensavamo sarebbero servite, sopratutto al Suo leader, un uomo duro e puro, per “seppellire” con giudizi inoppugnabili le 500 pagine di Filippo Facci.
    Signor Monachesi mi tolga una curiosita? Lei conosce almeno qualcuno dei fatti più rilevanti e chiacchierati della vita del suo idolo?
    Se poi ritiene che questo giornalista sia un bugiardo ed un diffamatore perchè mai non fa valere le Sue ragioni querelandolo?

  12. da Andrea Scaloni, che forse non si può collegare ad Internet (ma ha gli SMS free!) ricevo e pubblico:
    “Su questo libro mai”. E cosa t’aspettavi che te lo autografasse con dedica a te ed a Filippo Facci.
    Caro Andrea, si. Si, m’aspettavo che fosse un po’ diverso dagli altri e che almeno una buona obiezione, anche una sola, me la scrivesse sul risguardo di copertina…o alla più disperata ce la gridasse in faccia. Tra le ovazioni dei tanti pensionati presenti e di Maurizio Mangialardi e del suo staff.

  13. @ Mirko e Gabriele (commenti 4 e 5) sulla reazione (o meglio assoluta inerzia) di Di Pietro vorrei solo dire che se qualcuno mi avesse rivolto solo un millesimo delle accuse documentate da questo bel libro io sarei vissuto per smentirle, oppure mi sarei eclissato in Tasmania.
    A Mirko chiedo di spiegare meglio, ad uso di tutti, il perchè della richiesta “ di giustificare, per trasparenza, il suo reddito “. Cosa c’è qualche analogia con le fortune economiche e finanziarie dell’ex PM?

  14. @Gaspa Dispostissima a prestarti il libro e anche disposta a leggere qualcosa di Travaglio (non li ho letti tutti ma qualcosa ho già letto). Conosci il mio indirizzo e-mail mettiamoci d’accordo per lo scambio…..non solo dei libri ma anche di qualche idea! Ciao. Anna

  15. @Gianluigi Mazzufferi nessuna analogia o attinenza,ho solo colto l’occasione (visto che legge i post di Marco) di porgere questa domanda direttamente a Monachesi visto che è da un po’ mi chiedo il perché un bagnino guadagni molto meno di me (può darsi sia vero ma vorrei sapere i motivi).
    Mi scuso se sono andato fuori tema, ma è un interrogativo che mi “assilla” da un pò e mi stupisce anche il fatto che dall’opposizione lo si attacchi su tutto e questa volta invece silenzio assoluto!

  16. Mi si è cancellato un commento… lo riscrivo brevemente: Mirko l’opposizione, che si tenta sempre di tirare in ballo, in questo caso non c’entra nulla: se si hanno dei dubbi, più che legittimi, su una dichiarazione dei redditi, non sta certo ad altri consiglieri comunali verificare… sono altri gli organi preposti.
    I dubbi possono, al più, servire ai cittadini come elemento ulteriore per valutare politicamente chi, di fatto, è un uomo politico.
    Diverso sarebbe il discorso a seguito di un dato certo, ad esempio la verifica di qualche irregolarità nella dichiarazione dei redditi… allora sì che l’opposizione avrebbe argomenti ottimi da giocarsi!

  17. Ultimo post poi chiudo perchè sono fuori argomento come giustamente ci ha fatto notare Mazzufferi: io non ho dubbi sulla sua dichiarazione dei redditi, vorrei semplicemente una spiegazione, non chiedo nemmeno all’opposizione di verificare, ci mancherebbe! Ma visto che sono sempre pronti a riprendere qualsiasi comportamento degli esponenti di maggioranza mi sembra strano che non abbiano, anche in questo caso, chiesto loro stessi spiegazioni.

  18. Comincio con Mirko da questo ultimo commento (ed anche dal n.16) e poi nei successivi darò riscontri a quanti mi hanno chiamato in causa.
    Non credo che sia fuori argomento il suo intervento per il fatto che con questo post abbiamo cercato un confronto con una formazione politica che a parole si dice assai differente dalle altre. A leggere il libro di Facci (ma non solo, oggi ho ritrovato un vecchio scritto di Piero Ostellino, sulla medesima lunghezza d’onda!)il “capo” cioè Antonio Di Pietro sembra ne abbia fatte di tutti i colori proprio in materia di soldi, di rimborsi elettorali, di patrimonio personale e con quello del partito.
    Quindi la Sua domanda al Consigliere Comunale IDV di Senigallia è quanto mai opportuna, tanto più che siamo in fase di campagna elettorale e che da mesi su questo sito il nostro Marco ha condotto una battaglia per la trasparenza dei redditi e dei patrimoni dei consiglieri comunali (anche di altri uomini pubblici, ma di questi nessuno ne parla più!).
    Aggiungo che sarebbe utile ed opportuno, se il sig. Monachesi ha deciso di leggere senza più rispondere, che si andasse ad intervistarlo di persona su questo argomento. Lei è disponibile? Accordiamoci.

  19. Non ho letto il libro ma lo farò appena possibile. Vorrei però sapere da voi che lo avete letto se Di Pietro viene accusato di qualcosa di illegale o no. Anche io trovo strano che non abbia querelato Facci per diffamazione se quanto scritto non corrisponde a verità, ma trovo altrettanto strano che lui non sia stato indagato se sospettato di truffe o reati simili.
    Tra l’altro, cercando un pochino in rete, pare che Facci non sia nuovo a condanne per diffamazione e relativi risarcimenti, anche allo stesso Di Pietro. Non per difendere l’ex PM, ma solo per constatare, con tristezza, come in questo Paese la verità sembra ridursi, il più delle volte, solo ad una “media” tra le opposte fazioni.

  20. All’amico Gaspa che nel migliore dei casi ci ha accusato di “beata ingenuità” vorrei far sapere questo: il tentativo fatto era nato con la flebile speranza che Di Pietro fosse in qualcosa differente dai suoi colleghi. Che quest’uomo, dipinto come un coraggiosso quando sedeva sugli scranni dell’accusatore, avesse la dignità di una opinione netta su questo impegnativo volume di Filippo Facci. Che Di Pietro avesse il coraggio di scrivere dieci parole per esprimere la Sua opinione. Magari affermando che quelle pagine sono un castello di falsità, un monumento di menzogne.
    Così non è stato e quindi si è rafforzata in me l’opinione, che già mi portava a considerare Facci un giornalista di vaglio, sul fatto che il libro sia davvero molto attendibile. Ancor più ora che solca i cieli dell’alta politica sono inaccettabili gli aspetti oscuri della sua vita. Ricordi Gaspa che fu definito addirittura come “l’uomo della provvidenza”?

  21. Non ho letto il libro, ma Di Pietro continua a non convincermi per niente.
    Non mi sembra che Gianluigi ed Anna abbiano fatto nulla di male e nessuna sceneggiata.
    Di Pietro logicamente è tirato dritto per la sua strada ma non ho visto alcun tipo di scorrettezza, ma semplicemente un azione come quelle che fa Piero Ricca nei conforonti di politici di destra e di sinistra.
    E’ ora di finirla con le folle osannanti, se necessario anche il dissenso a volte è salutare.

  22. @Quilly: ma va là!
    Io sarò di limitate vedute rispetto alle tue ampie facoltà mentali, ma presentarsi da Di Pietro pretendendo di farsi autografare un libro che lo denigra non è altro che una provocazione.
    Che poi ognuno è libero di provocare è vero, ma non si può pretendere pure che il provocato reagisca in maniera amichevole e cordiale.
    Mi ripeto, ma se Gianluigi facesse lo stesso con Berlusconi presentandosi con un libro di Travaglio che reazione otterrebbe?
    Boh, io sarò “rincoglionito tutto fuso”, ma non arrivo a capire queste azioni e questi commenti.

  23. @ Gaspa: per prima cosa mi pare che Gianluigi con il quale spesso non concordo, abbia chiesto un opinione e non un autografo, per lo meno questo c’è scritto nel commento.
    Secondo io ho detto che l’azione di Gianluigi è legittima come legittimo è il “tirare dritto” di Dipietro.
    Il problema con Berlusconi non si porrebbe, perchè sarebbe inavvicinabile.
    Ma Berlusconi, farebbe una battuta a cazzo delle sue e tirerebbe dritto.
    Vedo che te la sei legata al dito e che ritiri fuori la storia delle “ampie facoltà mentali” e tutte quelle baggianate li, quindi oltre tutto sei anche rancoroso.
    Riguardo al “rincoglionito tutto fuso” non credo di aver usato quei termini ma non ricordo.
    E’ chiaro comunque che Dipietro davanti ai Cancelli non poteva fermarsi a disquisire sul suo libro con Gianluigi, magari però un commento leggermente più articolato poteva farlo.

  24. Va anche detto che Gianluigi e le sue buone (o quantomeno sincere) intenzioni le conosciamo noi, ma non Di Pietro, agli occhi del quale poteva sembrare un qualunque contestatore. Io ho conosciuto il Di Pietro Ministro, quello che rispondeva alle lettere ed alle mail dei dipendenti, che interveniva anche personalmente quando veniva denunciato qualche abuso o cattivo uso dei soldi dell’Amministrazione, che introduceva il Voip per risparmiare sulle telefonate e che licenziava i dirigenti condannati in via definitiva (o che avevano patteggiato) per reati di corruzione. A me quel Di Pietro piaceva. Non mi aspetto certo che sia anche un simpaticone.

  25. Per Quilly, Gaspa, Lorenzo, etc. che meritano precisi riscontri ai loro graditi commenti la necessità di argomentare mi obbliga a procedere a più riprese, con successivi interventi. Partendo dal presupposto che possiamo avere opinioni anche molto divergenti sul “caso Di Pietro” vorrei sviluppare alcune note specifiche, che però si rifanno comunque alla visione generale che ho della politica. D’altronde molti di voi la conoscono già sia perchè ho avuto modo esserci in prima persona per ben 10 anni (fino al ’95) sia perchè a Senigallia, per non dire nelle Marche, anche i sassi sanno che sono ascrivibile, da sempre, all’area dei Radicali.
    Potrei chiudere in fretta affermando anche io, come Quilly, che Di Pietrocontinua a non convincermi per niente “.
    Però quando si pronuncia contro la scelta del nucleare in Italia sono d’accordo con lui! Cosa posso farci? Forse questo è l’unico argomento che mi trova in sintonia: in genere l’approccio giustizialista a tutti gli argomenti mi pone esattamente agli antipodi della sua visione politica. C’è poi un altro dato che in Di Pietro è davvero eclatante, più che in altri politici. Cioè la cpapcità di “rimangiarsi” a distanza di ore, di giorni, i giudizi e gli impegni presi. Utile a questo proposito è appunto il libro di Filippo Facci, che li annota con tutte le referenze del caso.

  26. A me sembra che Di Pietro abbia subito e continui a subire (forse subire non è il termine corretto) un processo di progressivo appiattimento e distaccamento da quello che ha sempre professato e, come diceva Lorenzo, anche praticato tempo fa: dalla legalità a tutti i costi (su cui non si poteva che essere d’accordo) ad una legalità attenuata, ad una messa da parte quando fa comodo.
    Il Di Pietro dei “primi tempi” avrebbe mai candidato De Luca?
    Questa evoluzione (o forse involuzione) è casualmente parallela alla crescita di voti e di potere acquisito dall’Idv, a livello nazionale e locale.
    Il potere macchia tutti, l’Idv non fa eccezione.

  27. Si, Gabriele, ma forse la motivazione è molto meno “teorica”. L’involuzione dell’IDV è dovuta all’arrivo di tante vecchie volpi provenienti dall’Udeur e non solo, cosa che peraltro ha causato l’uscita dal partito di tanti ragazzi della nostra città.
    A fronte di un certo numero di voti sono stati sacrificati tanti dei valori sbandierati.
    Nulla di casuale.
    L’ultima riga del tuo commento è, pertanto, sacrosanta.
    Se poi vogliamo fare l’elenco dei voltaggabbana o di coloro che si sono rimangiate le promesse fatte e gli impegni presi, cominciamo pure…

  28. Restano in coda, da dare prossimamente, alcune risposte ai diversi quesiti avanzati.
    Invece dagli ultimi commenti di LorenzoMan, ed anche di Gabriele, traspare la sensazione che Antonio Di Pietro di altri tempi fosse tanto un bravo ragazzo. Ecco perchè consigliavo e consiglio sempre più la lettura del libro di Facci. Sono le vicende della vita di questo signore, fino a quando balzò in vetta alla cronaca per aver arrestato il “mariuolo”, che fanno riflettere e suscitano un mare d’interrogativi e perplessità. Non posso riportare un elenco però…la documentazione c’è e parla chiaro.

  29. Poi dipende anche dall’interpretazione. Per esempio la prefazione, la storia dell’amico accusato dell’omicidio della moglie che Di Pietro prima difende e poi, quando capisce essere lui il colpevole, abbandona. Facci la interpreta negativamente, io no. (Non ho ancora il libro, ho letto solo questa parte in un blog)

  30. All’amico LorenzoMan, che giustamente riporta quando ha tratto da un blog, io consiglierei di fare attenzione. Non per fargli sposare la tesi esposta da Filippo Facci, ma nemmeno per cadere ammaliati di fronte a quella del blogger. Su tutto c’è un fatto rilevante e di più netto convincimento e riferisco a braccio, con qualche ricordo, senza riprendere le ricerche del caso. Infatti c’è la decisione dell’Ordine degli Avvocati della provincia dove era iscritto il “nostro eroe” che lo sospende (o lo espelle) per “infedele patrocinio”.
    Caro Lorenzo tu sai bene che gli avvocati, come gli architetti, i giornalisti, i medici…e categorie del genere non sono affatto inclini a sanzionare e tanto meno radiare qualcuno della loro casta. Per me questo è quanto meno un campanello d’allarme!

  31. Sempre restando sul tema mi sembrava chiaro che le virgolette precisassero bene che scrivendo il “nostro eroe” riportavo l’opinione altrui.
    Lorenzo non ricordi nulla del lontano 1992? Comparvero striscioni su Di Pietro a S. Siro, fu organizzata una fiaccolata con spettacolo di cabaret ed i giornalisti (non solo Feltri, ma anche il Corriere della Sera)si sbizzarrirono in titoli da far accapponare la pelle.
    Risulta anche pubblicato poco dopo un libro, per i tipi di Baldini & Castoldi con questo titolo.” Grazie Tonino. Le lettere degli italiani al giudice di Mani Pulite”. Autore Antonio Carlucci che lo firmava assieme ad Antonio Di Pietro, paragonandolo a…Padre Pio!

  32. Sinceramente non ricordavo, anche perchè a 23 anni non ero così interessato alla vita politica del Paese.
    Se leggessi una mia biografia forse cambieresti idea su di me :). Chissà, forse gli striscioni comparirebbero ancora se ci fosse qualcuno capace di pagare a questa classe dirigente i reati commessi, esattamente come avvenne allora.

  33. @Gianluigi: visto che il tema è passato in secondo piano, perché non vai da qualche esponente del PdL a farti firmare il libro di Boccalatte, chiedendogli perché Berlusconi non ha mantenuto la sua promessa (una fra tante) di abolire le province?

  34. @Gaspa, per un riscontro volante, sempre con il proposito di tornare su questo e sugli argomenti affini.
    Nel mio piccolo, solo con un po’ d’imopeno personale, ho continuato la battaglia per le province (la loro abolizione). Almeno al deputato del PdL che ha avuto l’occasione di parlarne in aula (On.le Giorgio Stracquadanio)gli ho scritto…e mi ha anche risposto. Cosa che deputati e senatori non fanno quasi mai!
    E gli altri partecipanti al nostro incontro di qualche anno fa?
    Se poi dovessi chiedere a Berlusconi qualcosa la prima da rinfacciargli per me è e resta la mancata riforma della Giustizia che il Cav. promette dal 1994.

  35. Se poi dovessi chiedere a Berlusconi qualcosa la prima da rinfacciargli per me è e resta la mancata riforma della Giustizia che il Cav. promette dal 1994.

    Totò direbbe: “la faranno”!

  36. Le riforme a dire il vero sono state fatte un po’ da tutti, il problema è uno: in realtà sono semplici modifiche, frammentate, che a volte servono e a volte sono totalmente inutili.
    Se mettessero da parte questi microinterventi e si mettessero a parlare seriamente di come riformare (ad esempio la giustizia), le cose inizierebbero a funzionare a dovere.
    Faccio un esempio concreto: la giustizia non funziona prima di tutto per il numero di processi che deve smaltire; è stata introdotta una norma, intelligentissima, che prevede si debba pagare una cifra (qualcosa attorno ai 35 euro mi pare) prima di fare ricorso al giudice di pace contro le multe.
    Si sa che tutti facevano ricorso perchè, tanto, era probabile avere ragione (per i motivi più assurdi, si vedano le multe annullate quando entrava l’euro perchè non era scritto l’importo sia in lire che in euro!),
    Ora chi deve fare ricorso magari ci pensa 2 volte… risultato?
    Ricorsi dimezzati.
    Ho sempre detto e continuo a sostenere che sono le piccole cose a dover essere cambiate, perchè possono fare la differenza.

  37. Mi permetto di ricordare qualcosa sulla riforma fiscale, tornata in ballo dopo l’ultima vittoria del PDL alle Regionali:

    1. Con buon senso e attenzione nell’arco di 3-4 anni ridurremo la pressione fiscale dal 47% al 35% (Silvio Berlusconi, Porta a porta, 9 aprile 2001)
    2. L’Irpef sarà portata al 33% per i redditi sopra i 200 milioni (Silvio Berlusconi,Corriere della Sera, 22 aprile 2001)
    3. Meno tasse dal 2003 (Silvio Berlusconi, Il Messaggero, 5 maggio 2002)
    4.Tasse più leggere nel 2004 (Silvio Berlusconi, Forum executive del Tesoro, 25 luglio 2002)
    5. Confermo, meno tasse entro il 2005 (Silvio Berlusconi, La Stampa, 3 aprile 2004)
    6. …per garantire entro la legislatura la riduzione delle aliquote del 33% e 23% come promesso nel contratto con gli italiani (Silvio Berlusconi, cronaca Ansa 10 maggio 2004)
    7. Conto di ridurre l’aliquota massima delle imposte al dal 45 al 33%(Silvio Berlusconi 30 marzo 2004)
    8. Le aliquote saranno tre: 23,33 e 39%(Silvio Berlusconi 11 settembre 2004)
    9. La quarta aliquota fiscale sarà cancellata il prossimo anno,ridurremo le tasse del 40% (Silvio Berlusconi, La Repubblica, 16 marzo 2005)
    10. Il 2010 sarà l’anno delle riforme e riduzione tasse (S. Berlusconi blitzquotidiano.it 06 Gennaio 2010)
    11. Sogno una vera riforma tributaria, con due sole aliquote: 22 e 33% (Silvio Berlusconi,9 gennaio 2010)
    12. Con questa crisi è impossibile ridurre le tasse (Silvio Berlusconi corriere.it 13 Gennaio 2010)
    Buona Pasqua a tutti.

  38. Certo sono infinitamente più gravi le mancate promesse del Presidente del Consiglio che le tante “bufale” che ci ha raccontato negli anni l’On.le Di Pietro.
    Scusate se torno all’argomento di questo post, ma non lo faccio certo per togliere nemmeno una virgola dall’accurato elenco di LorenzoMan.
    Se c’è una considerazione di carattere generale da fare, e la faccio, per me è rilevante il fatto che i nostri connazionali dimostrino così spesso di non aver memoria dei fatti avvenuti e quindi anche delle promesse mancate.
    Un tempo serviva la consultazione di un possente archivio cartaceo, ma oggi sul web si trova tutto ed in poco tempo.
    Però vanno a votare senza cambiare mai! Anche Senigallia docet.
    Ricambio gli auguri, grazie.

  39. Però vanno a votare senza cambiare mai! Anche Senigallia docet.

    Certo se il cambiamento è in peggio, cambiare è una scelta masochistica.
    Senigallia docet da questo punto di vista, poiché chi si presentava con lo slogan “cambiamo rotta” era lo stesso pluri-trombato da 15 anni…

  40. Il cambiamento a Senigallia non poteva essere che in meglio, smettiamola di dire stronzate perfavore!
    Dopo che son stati bruciati quasi 3 milioni di euro all’ex Gil ancora si crede sia stato scelto “il meno peggio”?
    Il pluri-trombato è colui che ha fatto emergere quello scandalo, il quale a quanto pare interessa ben poco.
    Applicando questa logica Berlusconi è ciò che di meglio circola in Italia…
    Se poi uno crede che la gente (la maggior parte almeno) valuti in modo obiettivo lo lascio pure nel mondo dei sogni, non vorrei svegliarlo.
    A Senigallia i voti sono di appartenenza politica e di scambio, solo una piccola parte obiettivi, tanto che gente che vota centro destra a livello nazionale qui vota altrove, evidentemente per convenienza.
    Faccio infine notare che questa continuità non è, comunque, così forte: dai risultati emerge che chi ha vinto ha preso circa 13 mila voti su 38 mila elettori, quindi solo 1 persona su 3 (degli aventi diritto al voto) sostiene il sindaco attuale.
    Scusate se sono andato fuori argomento ma l’ipocrisia non mi piace.

  41. L’unica stronzata è il pensare che il voto va bene quando vengono votati quelli che piacciono, mentre è uno scandalo quando vengono eletti quelli che non ci piacciono.
    Il voto di scambio è un reato, se hai prove vai dai Carabinieri e fai una denuncia, altrimenti taci invece di fare le solite sparate a casaccio.
    Non so quale sia l’ipocrisia, visto che io ho votato Mangialardi perché ho condiviso molte delle sue scelte politiche (la complanare su tutte) e perché il candidato della destra non mi dava alcuna speranza di miglioramento.
    Tra i 5 proposti Magialardi era IMHO il migliore.
    Come me l’hanno pensata il 50,7% di quelli che sono andati a votare.
    Così vale per i lombardi che hanno votato Formigoni, dopo 15 anni di governo, perché magari non ritenevano che un eventuale “cambiamento” fosse in meglio.
    Invece per Marcantoni ha votato ben il 28% dei senigalliesi, ovvero neanche il 20% degli aventi diritto.
    Un grande risultato per la destra che dovrebbe aprire un banchetto e festeggiare con champagne e caviale!

  42. Certo, il candidato migliore è chi gestisce una vicenda come quella dell’ex gil e ci fa buttare al vento quasi 3 milioni di euro.
    Non c’è altro da dire.
    p.s. sulla complanare ti consiglio di andare a parlare con chi si vede espropriata la casa a fronte di 115 mila euro, un grande risultato vero?

  43. Niente da fare, con questi argomenti il “nostro Di Pietro” passa ancora in secondo piano!
    A Gaspa ricordo, visto che non amava il candidato “pluritrombato”, che comunque c’era ampia scelta. Altri tre candidati in questa tornata elettorale, tutti con diversi aspetti interessanti, a mio modo di vedere.
    Sempre a Gaspa, prima di andare dai Carabinieri!,faccio una proposta. Perchè non ci attiviamo assieme per chiedere conto, ben s’intende nel dettaglio, delle spese elettorali?

  44. Ho dimenticato una previsione, riferita a Gaspa. Se la logica del voto a Mangialardi per te è stata quella della sua scelta per la complanare temo tanto che nel 2013 voterai per Berlusconi. Vuoi che in tre anni il Cav. non faccia anche lui una, una sola scelta azzeccata ed in grado di catturare il tuo voto?
    In fondo, già a giugno dello scorso anno, scrivevo proprio su questo sito “Mangialardi come Berlusconi?“, quindi ero abbastanza lungimirante.

  45. Vuoi che in tre anni il Cav. non faccia anche lui una, una sola scelta azzeccata ed in grado di catturare il tuo voto?

    @Gianluigi: ma che cavolo di ragionamento è?
    Managialardi era assessore all’urbanistica e quella della complanare è stata la scelta più caratterizzante di tutti i 5 anni passati.
    Mr. B. non lo voterò mai perché è un farabutto conclamato, il che non significa che in futuro io non possa votare per un candidato di destra laico e liberale.
    Io, al contrario di alcuni commentatori che disprezzano l’ipocrisia (degli altri), non ho alcuna tessera di partito e voto chi voglio in base alle mie valutazioni e non alla campagna elettorale di Popinga!

  46. @Gabriele: come al solito tu ritieni che ogni persona che fa delle valutazioni diverse dalle tue sia un idiota o uno che vota per dei vantaggi personali, complimenti!
    Sugli espropri posso solo dire che esistono delle leggi in merito che tu conosci meglio di me, quindi puoi dire se queste leggi siano state rispettate o meno, il resto è fuffa.
    Si può essere favorevoli o contrari alla decisione di fare la complanare, io sono favorevole e quindi ho scartato tutti i candidati che si sono detti contrari, proprio perché è un progetto importante per una cittadina come Senigallia.
    Sarà doveroso vigilare su come verrà sviluppata la viabilità dopo la realizzazione di quest’opera e su questo, probabilmente, si giudicherà l’operato dell’amministrazione Mangialardi.

  47. Continuando il dibattito con Gaspa, non solo con provocazioni, mi sembra che le scelte e le manifestazioni di governo non solo di cinque, ma di dieci anni di questo signore non siano riassumibili solo nella “complanare”. Se solo avesse avuto in testa per davvero questo progetto avrebbe adottato almeno una variante al PRG per evitare inutili e controporiducenti costruzioni lungo l’asse di scorrimento (es. quella a monte del cavalcavia della strada per S. Angelo!).
    Caro Gaspa, sono spiacente di darti una delusione, ma questi governano alla Berlusconi, più in piccolo, ma in tutto. Non a caso Andrea Scaloni dice che questo suo recente scritto vale anche per i senigalliesi (quindi anche per te).
    Potrei continuare con gli esempi, ma visto che parli di “campagna elettorale di Popinga” mi astengo per non approfittare troppo dell’ospitalità che sempre mi è stata concessa.

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