Anche così gli enti pubblici sprecano i nostri soldi.
Lasciamo perdere per un attimo le grandi opere, gli appalti, le società partecipate, le trasferte internazionali o le varie storie sugli immobili regionali, cioè tutte quelle situazioni in cui i quattrini fluiscono come se fosse acqua nelle cascate del Niagara.
Consci dei nostri limiti, lasciamo volentieri il compito delle inchieste ai grandi giornalisti e quello delle indagini ai più severi inquirenti, dalla Corte dei Conti alla Magistratura ordinaria, dalle Fiamme Gialle alla Benemerita.
Ci chiediamo però se sul piano politico c’è per caso qualcuno che fa davvero opposizione. Non crediate che dimentichi i cosiddetti “moralizzatori di professione”, come ad esempio i dipietristi che anche nelle Marche sono entrati alla grande in Giunta e nell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Consiliare. Sono arrivati lesti nella stanza dei bottoni, direttamente dalla piazza dove fino a ieri gridavano a squarciagola. Ora tacciono. Vorrà dire che va tutto bene!
Se le grandi opere vanno a gonfie vele, lasciatemi suggerire che qualche sintomo di mal funzionamento s’avverte nei sottoscala della politica. Certo sono piccoli segni; però sono tante falle nella chiglia della nave ed il nocchiero se ne sarà accorto?

In Regione, a Palazzo Raffaello per esempio, qualche tempo fa sono stati presi dalla foga della campagna elettorale. Travolti dalle circostanze sembra non abbiano nemmeno avuto il tempo di aggiornare l’affrancatrice automatica. Sono cosi state timbrare decine, centinaia, anzi migliaia di buste destinate a diffondere a dritta e manca “Un lavoro concreto per le Marche del Futuro”, strumento a loro avviso essenziale per far sapere che sono stati buoni amministratori e “bravi ragazzi”, così tanto da meritare di essere rieletti.
Quindi invece di 1 euro e 28 centesimi, cioè quanto sarebbe costato spedire questo lussuoso volume, i nostri “bravi amministratori” hanno prelevato ben 5 euro e 20 centesimi, spiccioli sì ma per una differenza percentuale di oltre il 400%. Differenza senza senso, del tutto sprecata per avere dalle Poste il medesimo servizio che si sarebbe ottenuto risparmiando 3 euro e 92 centesimi per ogni libro spedito. Ottenendo lo stesso risultato: cioè recapitare il già citato volume di “propaganda”. Così è stato nel mese di dicembre 2009. La foto che vedete ne è la prova.

Poi, trascorso un po’ di tempo, forse qualcuno s’è accorto dell’emorragia nel conto postale ed il medesimo lussuoso (e pesante) volume l’hanno continuato a spedire sì, ma con la tariffa appropriata, molto più conveniente, quella pari ad 1,28€. Grazie, bontà loro.

La malattia però è continuata se, anche pochi giorni fa, insistendo come hanno sempre fatto da sei anni a questa parte (d’altronde c’è sempre lui al timone, il Governatore Spacca), sono stati spediti diverse centinaia, forse qualche migliaio di inviti per la “Giornata delle Marche” (anche su questa iniziativa si dovrebbe, eccome, indagare e scrivere), gli inviti stampati ed imbustati nel formato quadrato, di 17 x 17 cm. Formato assolutamente fuori “bustometro” che vien fatto pagare oltre il doppio di una normale lettera. Per esattezza siamo ad 1 euro e 40 centesimi, invece dei soliti 60 centesimi della cosiddetta “posta prioritaria”. Qualora S.E. il Governatore fosse stato mio figlio, mi sarebbe sfuggito uno scappellotto!

Visto il cattivo esempio nel capoluogo anche la Provincia non ha fatto meno. A sprecare per sprecare son buoni tutti, anche loro quindi. Qui di seguito vedete l’esempio della squadra di “Lenin”, al secolo Palmiro Ucchielli, già presidente della Provincia di Pesaro. Una busta che contiene libri inviata con oltre il 600% in più dell’affrancatura, per maggior sofferenza del contribuente, in un periodo di crisi conclamata. Ecco la prova. Però in questa “provincia del Nord” un segno di ravvedimento c’è stato. Dopo una nostra segnalazione via e-mail, in due distinte spedizioni di libri, abbiamo verificato che hanno ben appreso la lezione: ora spediscono ad 1 euro e 28 centesimi, come “piego di libri” :

Mi chiedo – e vorrei tanto chiederlo ai magistrati di Corso Matteotti (la sede della Corte dei Conti delle Marche) se non sia il caso che qualche volta da quelle parti istruiscano indagini minori, ma puntuali su questi focolai di malcostume. Invece di puntare sempre ai “grandi sprechi”, alle mega-opere ed agli imbrogli planetari, visto che in questi grandi casi in genere gli obiettivi non vengono mai raggiunti anche perché i responsabili non riusciranno a rifondere le cifre loro imputate. Accade poi che quando si trovino i colpevoli… i buoi sono già scappati dalla stalla oppure, ironia della sorte, si è pervenuti alla prescrizione!
Se una volta tanto invece gli inquirenti si occupassero di fatti minuti, potrebbero magari recuperare – che so io – quei 30.000 euro stimati per eccesso di affrancatura che agevolmente, senza particolari sofferenze il Governatore Gianmario Spacca dovrebbe rifondere con un paio di mesi del suo stipendio.
Questi delle “sviste postali” sono soldi davvero “buttati dalla finestra”, piccole risorse che così una volta tanto rientrerebbero. Forse insegnando al contempo che un po’ di cura sulle piccole cose, come dovrebbe sempre avere “il buon padre di famiglia”, farebbe tanto bene alla pubblica amministrazione.

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