Molte grida, un capannello di gente agitata, stamattina nei pressi di Ponte Garibaldi. Sembrava un banale litigio tra automobilisti e da qui l’intervento dei vigili urbani.

Invece il fatto, a cui si riferisce l’immagine, è una delle tante situazioni di confusione che si manifestano nella nostra città di Senigallia. Qui più che altrove – a mio avviso – per una persistente latitanza dell’amministrazione comunale. Se volete degli esempi mi sarà facile farli: purtroppo ne vedo a bizzeffe. Da tempo sto osservando – come accade a tutti – cosa accade con la circolazione delle auto, delle biciclette, dei pedoni ed ogni giorno ecco la sorpresa. Sorprese oltre la già tradizionale fantasia degli automobilisti quando le solite “turbate” non sono più sufficienti a sbrogliare il caos del traffico.

La mia impressione è che le misure messe in atto con la “rivoluzione del traffico”, con la pedonalizzazione, con le piste ciclabili, con i parchimetri, con tutti gli strumenti del codice della strada e le “innovazioni” di chi governa la città siano nettamente insufficienti. Anzi potrei dire molto spesso peggiorative per una miriade di situazioni che erano, già in precedenza, prossime al collasso.

Non vorrei sparare un giudizio su questa “rivoluzione” non solo perché non ambisco schierarmi con i soliti brontoloni, ma in quanto oggettivamente – come osservo dal momento in cui sono state messe in atto tutte le misure – di fatto è impossibile dare un giudizio. Ciò in quanto non esiste la volontà di reprimere, sanzionare, inibire i comportamenti scorretti, le continue violazioni delle regole, la sfacciataggine di tantissimi che ignorano quanto stabilito.

Discussione stradale

Nel caso specifico a cui fa riferimento la fotografia, dove s’intuisce che si stava discutendo animatamente, veniva rivendicato un parcheggio. A parcheggiare in quell’area vorrebbe essere solo il proprietario o al massimo i clienti del suo esercizio, ma così non è. Infatti sembra che la situazione sia quella di «un’area privata ad uso pubblico», come si verifica in moltissimi edifici di recente costruzione che hanno concordato tale stato con l’Amministrazione Comunale, credo al momento del rilascio delle concessioni edilizie.

In questo caso mi sono avvicinato al crocchio ed ho chiesto al vigile urbano se, alla prima occasione, avrei potuto parcheggiare in quel posto. In particolare vedendo che tale area non è recintata, non avrei avuto perplessità. Al che un “giovin signore”, poi qualificatosi come il proprietario del fabbricato e del terreno, non ha perso tempo per una palese minaccia: se avessi parcheggiato avrei poi trovato “tre gomme tagliate!”

Leggermente interdetto, ma non del tutto sorpreso, ho chiesto ad uno degli uomini in uniforme, per l’esattezza l’agente n° 48 del nostro corpo dei Vigili Urbani, di tenere a memoria questa inopportuna minaccia.

Spero di non dover ritornare su questo specifico episodio, ma sulle numerose e gravi situazioni che in questa nostra sono sotto gli occhi di tutti, su queste si. Ritornerò e scriverò.

3 Commenti

  • 1. gaspa (20 gennaio 2006, 12:50 am) :

    Questa è la classica storia di “ordinaria follia” che purtroppo si verifica  in tutte le città del mondo e non solamente a Senigallia.

    Basta guardare il TG per rendersi conto che banali incidenti stradali provocano risse che spesso finiscono con gravi lesioni, se non con la morte dei partecipanti.

    Purtroppo la società moderna ha riempito le città, spesso vecchie e indeguate per le necessità odierne, di automobili, camion e amenità varie.

    A farne le spese maggiori sono soprattutto i centri storici che sovente risultano completamente congestionati dal traffico e perennemente carenti di parcheggi.

    Una soluzione potrebbe essere quella di chiudere completamente al traffico tali centri, oppure, come nel caso del comune di Senigallia, tentare di limitarlo con misure come i parcheggi a pagamento e le ZTL.

    Poi se qualcuno, stressato o psicotico,  ci minaccia non resta altro da fare che denunciarlo o magari prenotargli una cameretta al reparto di neurologia.

    Non buttiamo sempre la croce sulla “povera” Luana!!

  • 2. Gianluigi (20 gennaio 2006, 6:52 am) :

    le giuste responsabilità

    Letta la conclusione del commento di Gaspa preciso: non si tratta di buttare la croce addosso agli amministratori…bianchi, rossi o a strisce che siano!

     Vorrei solo che fosse chiaro questo concetto : se il traffico viene disciplinato con determinate regole, con una specifica segnaletica per dare un giudizio occorre che le stesse siano rispettate da tutti. Da tutti, sempre ed in ogni luogo. Poi diremo se le scelte fatte sono buone, intelligenti, soddisfacenti oppure sbagliate e quindi da rivedere.

    Qui a Senigallai invece non si riesce a consolidare un’opinione. Basta fare un giro di mezz’ora in città e  vi assicuro – anzi scommetto – cheè possibile evidenziare almeno dieci, anzi venti o trenta infrazioni. Tanto si sa che quasi sempre si riesce a farla franca! Condividi Gaspa? E poi perchè non collezioni anche tu qualche foto?

  • 3. gaspa (20 gennaio 2006, 11:14 pm) :

    Qui a Senigallai invece non si riesce a consolidare un’opinione. Basta fare un giro di mezz’ora in città e  vi assicuro – anzi scommetto – cheè possibile evidenziare almeno dieci, anzi venti o trenta infrazioni. Tanto si sa che quasi sempre si riesce a farla franca! Condividi Gaspa? E poi perchè non collezioni anche tu qualche foto?

    Anche se condivido il tuo ragionamento, penso che sia un problema più generale e non solo di Senigallia: in Italia ci sono tantissime leggi (pure troppe), ma sono pochissime quelle rispettate anche a causa della totale (o quasi) impunità verso coloro che trasgrediscono.

    Per queste ragioni noi italiani pensiamo che rispettare la legge sia da babbei, mentre coloro che trasgrediscono siano “furbi”.

    Forse se ci fossero meno leggi, ma venissero fatte realmente rispettare, imponendo anche sanzioni più pesanti, questo italico costume potrebbe essere cambiato…

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