In merito alla questione sollevata nei giorni scorsi, relativa alla mancata pubblicazione della situazione patrimoniale dei consiglieri regionali dal 1997 ad oggi, ci scrive oggi la Senatrice Silvana Amati, chiamata in causa in quanto presidente del Consiglio Regionale dal ’95 al 2000.

Ho guardato il vostro sito e ho letto quindi le considerazioni relative alla presentazione delle denunce dei redditi dei consiglieri regionali dal ’97 in poi. È stata quindi mia cura informarmi presso il dottor Pannunzi e la dott.ssa Santoncini dello stato dell’arte della questione regionale. Ricordo infatti, in qualità di consigliere regionale, di avere presentato annualmente la mia denuncia dei redditi, così come è noto che sono stata presidente del consiglio regionale dal ’95 al 2000.

Silvana AmatiC’è stata quindi una diversità di comportamento tra i primi anni della mia presidenza e gli ultimi. La risposta a questo interrogativo e quindi complessivamente al problema sta nella definizione della competenza relativa alla pubblicazione dell’elenco e/o alla comunicazione ufficiale degli inadempienti. La competenza della pubblicazione personale è ovviamente propria del consigliere, la pubblicità degli atti doveva essere eseguita dall’ufficio, almeno a quanto mi dicono sia la dottoressa Santoncini che il dottor Pannunzi.

Per quanto attiene dunque al periodo della mia presidenza sembrerebbe che, fintanto che la dottoressa Santoncini dirigeva quegli uffici, tutto sia stato normalmente eseguito, successivamente invece non c’è stata pubblicità. Ho comunque chiesto al dottor Pannunzi, che mi ha raccontato che gli uffici stavano completando gli elenchi relativi al 2000-2005 per darne comunicazione pubblica, di estendere questa ricognizione anche agli anni della mia presidenza in modo da sanare questo deficit.

3 Commenti

  • 1. enrico dignani (17 luglio 2007, 2:59 pm) :

    … il non voto è un voto che non autorizza il delinquere autorizzato .

  • 2. enrico dignani (20 luglio 2007, 5:41 pm) :

    Bilancio interno (del Senato)

    Il bilancio interno del Senato, come quello della Camera dei deputati, è espressione dell’autonomia contabile che caratterizza i due rami nella loro qualità di organi costituzionali. Tale forma di autonomia è ritenuta tradizionalmente funzionale all’indipendenza del Parlamento. Il progetto di bilancio e il conto consuntivo delle entrate e delle spese del Senato sono predisposti dai Senatori Questori e deliberati dal Consiglio di Presidenza su relazione dei Questori stessi. Tali atti vengono successivamente trasmessi al Presidente della 5ª Commissione permanente (bilancio), il quale li esamina insieme con i Presidenti delle altre Commissioni permanenti e ne riferisce all’Assemblea, la quale discute ed approva i due documenti. Per motivi contabili, l’ammontare delle spese destinate al funzionamento delle Camere è iscritto nel bilancio generale dello Stato, entro lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. La Corte costituzionale ha ribadito l’autonomia contabile di Camera e Senato, stabilendo che non spetta alla Corte dei conti il controllo sui loro tesorieri.

  • 3. Gabriele (21 luglio 2007, 12:23 pm) :

    Ripeto qua il commento che erroneamente ho messo sotto l’altro articolo…
    Hai ragione Enrico il controllo dovrebbe spettare alla Corte dei Conti e non al parlamento stesso; la Corte dei Conti a mio avviso è uno dei pochi se non il solo organo ad essere rimasto serio e credibile in Italia; e pensare che nasce come organo consultivo! Ma non viene mai ascoltata

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