L’illuminazione alla mostra di Giuseppe Cavalli - Senigallia, Palazzo del Duca

Ho colto con piacere l’occasione offertaci dal Comune di Senigallia e dal locale Musinf per meglio conoscere l’opera di Giuseppe Cavalli, capofila e maestro di una generazione di artisti dell’immagine, tra i quali Mario Giacomelli e Ferruccio Ferroni.

La mostra è ospitata nella bella cornice di Palazzo del Duca, a Senigallia; è tuttora in corso e terminerà il 30 di agosto.
Quello che segue è un mio personale commento sull’esposizione, su un paio di suoi difetti che mi sento di evidenziare, e sui quali vorrei il vostro parere.

L’orario di apertura è ristretto alle ore serali (21-24). Tre sole ore che ritengo insufficienti e scomode per una fascia di pubblico che non può o vuole recarsi in centro città di sera. Credo che prevedere l’apertura pomeridiana fosse auspicabile, sicché l’attuale media di 70 visitatori al giorno potesse ancora aumentare, in quantità e tipologia di pubblico.

Un secondo, e più grave punto debole della mostra è lo stesso già evidenziato su questo blog un anno fa in occasione della mostra di Ferruccio Ferroni: l’illuminazione è scarsa e malamente istallata; essa non consente un’adeguata visione delle opere esposte, che risultano spesso in penombra o parzialmente illuminate.
Fortunatamente le fotografie sono numerose e riguardano periodi diversi, più o meno felici, del lavoro di Cavalli. Tuttavia, proprio a causa del loro numero, esse sono ravvicinate tra loro (sebbene una delle salette del percorso espositivo è rimasta vuota) mentre i punti luce sono relativamente pochi, e spesso orientati male. Date un’occhiata alle fotografie qui presenti; noterete i fasci luminosi diretti verso il basso o in zone lontane dalle fotografie.

Ci si aspetterebbe di più da una location ormai rodata (o tale dovrebbe essere), scelta giustamente quale degna sede per le più importanti mostre cittadine.

Il volantino della mostra di Giuseppe Cavalli - Senigallia, Palazzo del Duca

9 Commenti

  • 1. Paolo Belogi (20 agosto 2007, 9:47 pm) :

    …quando le barriere architettoniche non sono solo i gradini.

    Cordialmente Paolo

  • 2. davide patregnani (20 agosto 2007, 9:49 pm) :

    E dei bellissimi divani di Arbore ne vogliamo parlare? A migliorare l’illuminazione adesso ci pensa un bel neon rosa “Miami swing by Renzo Arbore”
    Continuiamo così, facciamoci del male! …

  • 3. Valeria (21 agosto 2007, 11:12 am) :

    Neon rosa …??????

    …bleah.

    Ma cosa c’entrano i divani di Arbore con le foto di Cavalli…????

  • 4. Gianluigi Mazzufferi (21 agosto 2007, 10:49 pm) :

    Qualcosa debbo dire dire anche io, se non altro per il fatto che lo scorso anno ebbi a segnalare lo stesso macroscopico difetto per la mostra di Ferruccio Ferroni, nei medesimi ambienti. D’altronde vedere una fotografia con una pessima illuminazione è il peggior servizio che si possa fare all’autore ed anche agli incauti visitatori. Come si vede anche dalla immagine su questo post talvolta la situazione è peggiorata anche dall’incuria, quando un spot illumina la placca dell’interruttore elettrico invece che una immagine di Cavalli!
    Quanto all’orario, per il quale ho protestato sul registro dei visitatori, so per certo che amici di Fano non sono venuti alla mostra per questo motivo. Aggiungo che ho anche appreso che dopo le 22 il personale comunale addetto alla vigilanza percepisce una indennità aggiuntiva per il lavoro notturno.

    Avremo mai una risposta su queste nostre segnalazioni e perplessità? Lo spero in quanto queste mostre non nascono dal mecenatismo di privati, ma si alimentano con risorse pubbliche di cui gli amministratori sarebbero tenuti a dar conto.

  • 5. Bernstein (23 agosto 2007, 8:58 am) :

    Sono spiacente, a volte sono polemico al limite del troll..
    Qualcuno di coloro che si lamentano nei commenti, mi pare proprio abbia fatto il figo per un mese, HA ORGANIZZATO LUI LA MOSTRA!

    Forse era meglio che controllasse meglio l’illuminazione, invece di lucidarsi la pelata in pubblico..

  • 6. Davide Patregnani (23 agosto 2007, 10:16 am) :

    Penso che qualcuno si stia riferendo a me…
    Io non ho organizzato la mostra. L’illuminazione non è a cura del museo ma del Comune e quindi non ci si poteva mettere mano…e poi nel mio commento ho solo espresso un parere sull’accostamento con i divani di Arbore con le foto (che nulla c’entrano con la mostra).
    Comunque, io sono il primo a provocare, molte volte anche a sfottere, ma lo faccio sempre con il mio nome. Tu, se è lecito domandare, chi sei?

  • 7. Gianluigi Mazzufferi (23 agosto 2007, 6:08 pm) :

    Bravo Patregnani, davvero bravo!
    Fatevi sotto ragazzi.

  • 8. Davide Patregnani (24 agosto 2007, 9:52 am) :

    Grazie. é la prima volta che mi dici “bravo” e quasi mi emoziono :).
    Per quel che riguarda l’illuminazione, alla mostra di Ferroni, un mio “collega” ha cercato di regolare la direzione di quei faretti uno ad uno per migliorare qualcosa, “fiarandosi” letteralmente le mani.
    Quest’anno nessuno si è immolato per la causa.
    Suggerisco al nostro amico (che mi pare aver capito essere un “interno” a Palazzo) di munirsi di uno sgabello e guanti. Io la mia parte l’ho fatta…ed è vero…ho fatto anche abbondantemente il figo.
    Buon lavoro

  • 9. mescalino (4 settembre 2007, 2:41 pm) :

    Sembra che il Comune non possa/voglia spendere soldi per revisionare l’illuminazione di Palazzo del Duca.

    E’ evidente che non può/vuole farlo da almeno due anni, visto che lo stesso inconveniente si era già verificato l’anno scorso per Ferroni e due anni fa per Cucchi e Giacomelli.

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