Come avevamo preannunciato nel post precedente oggi inizia la collaborazione sul tema “Islam” con l’amico Paolo Mantellini.

Ci sembra essenziale, per  una prima conoscenza sull’argomento, per quanti fossero  del tutto digiuni o anche per chi volesse soltanto avvalersi di un buon ripasso, di rinviare alla lettura di quanto già pubblicato e rintracciabile a questo link:

http://www.webalice.it/pvmantel/Islam_101.html

Si tratta di un breve excursus sull’Islam e sulla sua storia dove ci si sofferma anche sulle parti più dibattute o quelle meno note del Corano.

Il testo, tradotto da Paolo Mantellini, proviene da Gregory M. Davis, autore di un libro e di un documentario di indubbio interesse.

5 Commenti

  • 1. Gianluigi Mazzufferi (28 dicembre 2008, 3:34 pm) :

    Ho appena letto l’intervista sul Corriere della Sera a Rodney Stark, che viene definito “il più importante studioso mondiale di sociologia della religione“.
    Mi sembra utile, per il dibattito in corso sull’argomento (anche se su altri post!), citare questa domanda di Maria Antonietta Calabrò e relativa risposta del professor Stark.
    L’ Islam contemporaneo può recepire questo invito? «Tragicamente, non vedo come oggi l’ Islam possa scegliere la ragione invece che la violenza», commenta il professore. «C’ è una adeguata base teologica nella religione islamica per sostenere la coesistenza pacifica tra le diverse religioni, ma al momento non c’ è abbastanza volontà perché questo accada». Eppure l’ analisi sociologica del caso americano porta a concludere che «la coesistenza pacifica di più culti religiosi può certamente essere possibile, dal momento che sembra esistere negli Stati Uniti».

    Ovviamente chi volesse leggere l’intero articolo apra questo link, che corrisponde all’archivio del Corriere in data 21 dicembre.

  • 2. Daniele_Sole (29 dicembre 2008, 9:42 am) :

    @mazzufferi.
    Nessuno nega (almeno spero!) che ci sia “…una adeguata base teologica nella religione islamica per sostenere la coesistenza pacifica tra le diverse religioni…”, e chi lo fa è colpevole di intransigenza o come minimo ingenuità.
    Son daccorso con te quando dici che al momento non c’è abbastanza volontà perchè accada, ma l’escalation militare di questi giorni dimostra che pure gente dalla pazienza “finissima” non da una mano al cambiamento, tornando a fare sempre gli stessi errori e continuando a credere che facendo la voce grossa gli altri staranno zitti.
    Illusi…
    Ma se il modello americano in questo caso funziona è perchè al pari delle maggiori libertà che si è lasciati ai propri cittadini, a contraltare esiste una legislazione più snella (per ora), più sentita, meno cavillosa e di conseguenza un maggiore senso di “appartenenza” allo Stato.
    Sentimenti questi che secondo me hanno subito diversi colpi negli ultimi anni “grazie” alla presidenza Bush (ma questo è un altro discorso), ma ancora sono sentiti dall’elettore medio: poi certo, si può disquisire fino all’infinito su quali sarebbero stati i risultati elettorali se non ci fosse stata la crisi economica a mettere in ginocchio quelle che in molti definiscono “le lobbies di potere”.

    Tutto questo da noi ancora non c’è: la presenza di uno Stato forte e di un forte sentimento nazionale fa ancora rima nella testa di molti con il ventennio fascista: Ciampi con la sua presidenza, e prima Pertini, aveva cominciato a fare dei passi verso un richiamo ai valori nazionali comuni, ma se fossimo un “paese normale” non ce ne sarebbe stato bisogno.

    PS: paese normale nel mio senso è sinonimo di “paese con classe dirigente normale”…

  • 3. Gabriele (29 dicembre 2008, 11:39 am) :

    Se in Italia ci fosse un minimo di amore per la propria nazione, inteso nel senso buono della parola, probabilmente non avremmo questa classe dirigente; ma son i cittadini (cioè noi tutti) a scegliere alcuni di noi che diventano “classe dirigente”, quindi non fanno altro che rispecchiarci.
    Siamo purtroppo un paese marcio, triste ma vero!

  • 4. Ritvan Shehi (5 gennaio 2009, 6:22 pm) :

    x Gianluigi Mazzufferi

    Condivido pienamente la frase di Rodney Stark da lei citata: «C’ è una adeguata base teologica nella religione islamica per sostenere la coesistenza pacifica tra le diverse religioni, ma al momento non c’ è abbastanza volontà perché questo accada». Con buona pace di Mantellini. Ma lei può continuare tranquillamente a credere a Mantellini, lui è suo amico, mica Stark:-)

  • 5. Alessandro (28 gennaio 2009, 5:25 pm) :

    Gianluigi Mazzufferi scrive che “Ci sembra essenziale, per una prima conoscenza sull’argomento, per quanti fossero del tutto digiuni o anche per chi volesse soltanto avvalersi di un buon ripasso, di rinviare alla lettura di quanto già pubblicato e rintracciabile a questo link:

    http://www.webalice.it/pvmantel/Islam_101.html

    Si tratta di un breve excursus sull’Islam e sulla sua storia dove ci si sofferma anche sulle parti più dibattute o quelle meno note del Corano”.

    Buongiorno Gianluigi, io penso che conoscere l’islam da quel testo è come illudersi di diventare «medico» dopo aver letto una «Garzantina»; buono solo per i pigri che non vogliono approfondire i temi proposti.

    Alessandro

Commenta l'articolo

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <blockquote cite=""> <code> <em> <strong>