Maddeché ha colto il senso della mia “storica e sterile polemica” con Vivere Senigallia, come la definisce Smile.
(Poi magari, cara Smile, mi sforzo anch’io per trovare qualche aggettivo ai fondamentali dialoghi che, un giorno sì e l’altro pure, imbastisci tu con qualche minus habens di cui manco vale la pena ricordare lo pseudonimo).

Dire che pubblicare tutto rappresenta una linea editoriale, consentimi Mbuto, è un non-senso. Per diversi motivi:
– La linea editoriale non è altro che l’espressione delle nostre convinzioni e del nostro punto di vista. Che ci piaccia o no, tutti abbiamo un punto di vista, tutti manifestiamo opinioni. Il fatto che la homepage di VS sia gialla e non verde è già il risultato di una scelta. Non poteva essere contemporaneamente gialla e verde, qualcuno ha operato una soggettiva scelta di gusto: sì al giallo, no al verde.
– Perché la pretesa dell’obiettività assoluta è un’illusione per sé e un inganno per gli altri. Benedetto Croce diceva che l’oggettività può nascere dallo scontro e dall’incontro di molteplici, appassionate e contraddittorie soggettività. L’importante è essere consapevoli che di soggettività si tratta, e trattarla per quello che è. Bruno Vespa, con la sua pretesa di equi-vicinanza da tutti i potenti, è la negazione vivente del giornalismo. Molto meglio Emilio Fede, se è per questo.
– Perché “pubblicare tutto” non è detto sia una scelta coraggiosa e impopolare, anzi potrebbe diventare un modo popolarissimo per non inimicarsi nessuno ed essere equi-vicini a tutti. Indro Montanelli diceva che un giornalista coi politici non deve mangiarci neppure una pastasciutta. Oggi invece mi pare si passi al secondo, al contorno e al dolce. Tu, caro Michele, come ti regoli con la dieta?
– Perché diciamoci la verità: neppure VS pubblica tutto, senza filtri e condizioni. Com’è naturale, si applicano dei filtri: a cominciare dagli argomenti off-topic (chi decide se un commento è off-topic? E sulla base di cosa, se non di criteri soggettivi?).
Altro esempio. Il 25 ottobre scorso, VS pubblicò un publiredazionale della Prometeo SpA per pubblicizzare l’iniziativa della Energy card. Un articolo di Popinga, contenente precise critiche verso quell’iniziativa, fu spedito a VS il 24 ottobre, ma per la pubblicazione dovette attendere il giorno 26, immagino per non creare una fastidiosa “interferenza” nello stesso giorno. Si trattò di una scelta sacrosanta, indiscutibile e insindacabile: ma appunto, vivaddio, di una scelta.

3 Commenti

  • 1. maddeche (26 novembre 2006, 3:10 pm) :

    ti ringrazio per avermi

    ti ringrazio per avermi citato assieme a Benedetto Croce, sui motori di ricerca farò un figurone…..

    se accetti un consiglio, attaccare VS sui commenti è un errore, spesso sono il punto di forza della testata, altrimenti palesemente "velinara"

    proporre qualcosa di alternativo è la strada giusta, io ci sto provando ma ho l’impressione di seminare nella fertile ghiaia, un prodotto "tradizionale" come VS non può uscire dal seminato perchè per vivere deve produrre reddito, una realtà come la nostra consente poca libertà di movimento per una testata "classica", ma altre possono essere le strade, se non sei stupido hai capito dove voglio arrivare. A risentirci.

  • 2. Gianluigi (27 novembre 2006, 6:58 am) :

    sempre a proposito di linea editoriale Un commento solo per sollevare le palpebre a chi tiene gli occhi volutamente socchiusi. Cosi mi è sembrato dai commenti alle argomentazioni di Andrea, letti su VS.
    Conosco bene il “caso Prometeo” avendolo denunciato io. Andrea lo ha evidenziato come un esempio. Lo hanno letto i commentatori?  A me non meraviglia affatto che la testata in questione abbia precise esigenze economiche e quindi pubblichi a spon battuto i cosiddetti “redazionali”, che sono l’equivalente dei banner pubblicitari. Sorprende invece che il direttore, o suoi redattori o anche semplici collaboratori, rinuncino sempre ad offrire qualcosa di più al lettore. Un commento, una piccola inchiesta, un link di approfondimento.
    Ai tempi di una testata cartacea senigalliese, che fu presente per molti anni, si diceva che su quei fogli era possibile scrivere di tutto tranne che stuzzicare una istituzione come l’“opera pia” o criticare un ben determinato impianto di autodemolizione. Però su questi fatti circoscritti in città si dava il “pilotto” al direttore. Tra l’altro essendo questi un bastian contrario spesso arrivava col fiato corto a fine mese.
    Oggi con questa nuova tribuna di comunicazione, forse per il fatto che anche gli anonimi (o quasi se si  trincerano dietro qualche nomignolo di battaglia) possono commentare, si ha l’impressione che la pubblicazione in oggetto sia un perfetto esercizio di democrazia della comunicazione. 
    A caval donato non si guarda in bocca, ma se ci diamo un’occhiata non meritiamo la scomunica! Stai tranquillo Andrea.

  • 3. alwarriors (7 dicembre 2006, 1:48 pm) :

    [url=http://www.peacedait.org/lastampa/redazione/cmssezioni/cultura/200611articoli/14753girata.html]http://www.lastampa.it/redazione/cms…4753girata.asp[/url]

    Prima Mastella che vuole censurare i videogiochi, ora Fioroni che vuole censurare Internet… mi sorgono due domande spontanee:

    QUESTO GOVERNO HA ISPIRAZIONE DITTATORIALE?
    MA COSA SI FUMANO A PALAZZO CHIGI?

    Ma ne stanno facendo di cappelle in questo periodo, vabbe` che la volonta` politica per farle ce l’hanno, pero` mi stanno deludendo tantissimo. Senza contare poi l’Indulto… Bah, io lo scorso giugno ho sperato che qualcosa potesse cambiare, ebbene si` che sta cambiando: IN PEGGIO!

Commenta l'articolo

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <blockquote cite=""> <code> <em> <strong>