Non potendo scegliere, di fatto, deputati o senatori, a causa del deprecato sistema elettorale, avevo dichiarato che avrei dato fiducia a quella forza politica che mi avesse offerto la concreta speranza di una drastica e sostanziale riforma dell’organizzazione dello Stato. Quale? La riforma costituzionale per l’abolizione delle province.

Inizio con questa premessa che all’incirca coincide con quanto sembra abbia detto, per altro genere di problemi ben s’intende, Albert Einstein. Ecco, citando a memoria:

È praticamente impossibile risolvere i problemi con le stesse modalità e i medesimi strumenti con cui si sono verificati


Quindi, per quanto riguarda l’organizzazione delle nostre amministrazioni, ho l’impressione che oramai siamo davvero “alla frutta”. Tutti cercano di ottimizzare una macchina che non funziona più; magari limando dell’1% dalle spese di gestione ordinaria. L’esempio pratico conduce solo a questo genere di risultati: in alcune scuole elementari, spingendo al massimo le economie, i bambini debbono portare da casa la carta igienica!

Per puntuali e più precisi riscontri ci viene tempestivamente in aiuto il Rapporto Eurispes, denso di cifre e riscontri molto argomentati. Apparso di recente (22 marzo), quindi in piena campagna elettorale, è stato quasi ignorato da tutti. Mi chiedo il perché e confesso di non saper dare una risposta plausibile. Da un verso meglio così, in quanto se ci fosse stata attenzione dei partiti forse avremmo assistito a quel fenomeno, tipico del nostro paese da passare oramai inosservato, delle “promesse soltanto promesse”.

Nell’ottica della modesta realtà di periferia in cui vivo questo è il caso di Patrizia Casagrande, presidente della Provincia di Ancona. Appena eletta, quindi meno di un anno fa, ha sottolineato come la giunta fosse composta da meno assessori di quella precedente. Ha avuto però l’accortezza però di evitare ogni accenno agli oltre dieci, undici per l’esattezza, gruppi consiliari che pur esistono in seno al Consiglio Provinciale, sul modello di una assemblea legislativa, qual’é la Camera o il Senato. Se la scelta innovativa che risolve tutta la problematica di un ulteriore livello amministrativo tra Regioni e Comuni si manifesta con la riduzione di un paio di assessori siamo rimasti davvero buggerati. Si, anche noi che con la signora Presidente avevamo avuto, un articolato dibattito su questo blog, ora cominciamo a verificare che l’utilità o meno dell’istituto “provincia” non si misura con qualche aggiustamento marginale, di poco conto. Per rendersi conto basta passare un po’ di tempo a scorrere le delibere della Giunta o del Consiglio. La maggior parte degli atti si commentano da soli, anche agli occhi di chi sia profano delle materie trattate.

L’urgenza delle scelte elettorali pone, per chi crede decisamente a questo argomento, un problema di difficile soluzione: che cosa indicano PD e PDL nei loro programmi? Qualora assumano un qualche impegno saranno credibili ? Si spingeranno oltre quel poco, quasi inevitabile, che è una generica riforma, magari limitata solo alle aree metropolitane, dove la struttura provinciale appare, a tutti, un inutile e fastidioso doppione?

15 Commenti

  • 1. Gaspa (28 aprile 2008, 2:50 pm) :

    Mah, io sono abbastanza pessimista.
    Fino a quando i partiti si spartiranno, più o meno lecitamente (ma ci sarebbe da approfondire questo tema) il 25% degli stipendi di ogni eletto, sarà difficile che il numero delle poltrone diminuisca.

    Diciamo che oltre al finanziamento pubblico esplicito (vietato comunque da un referendum), c’è anche quest’altra forma poco chiara.

    Tra l’altro, visto che gli eletti non hanno bisogno del 25% del loro stipendio, questo potrebbe essere tagliato della suddetta somma, con un grande risparmio dei conti dello Stato.

    Comunque ormai non ci resta che vedere cosa combina il Cavaliere.

  • 2. LorenzoMan (29 aprile 2008, 8:44 am) :

    Non vedo come (e perchè) chi ha creato 9 nuove province durante la vecchia legislatura adesso dovrebbe eliminarle. Tra l’altro credo che eliminerebbero solo la parte “politica”, visto che competenze, risorse, strutture e personale dovrebbero necessariamente transitare all’interno di un altro ente.
    Mah, del resto da chi fa del federalismo fiscale la sua bandiera e poi vuole togliere l’I.C.I. ci si può aspettare di tutto.

  • 3. gabriele (30 aprile 2008, 10:58 am) :

    L’abolizione dell’Ici è un’operazione sacrosanta perchè mettere tasse sulla casa dove si abita è veramente assurdo oltre che ridicolo (tra l’altro l’Ici nasce come “isi” imposta straordinaria sugli immobili, messa mi sembra da Amato nei primi anni 90).
    Il federalismo fiscale e più latamente il federalismo a mio avviso, in un paese articolato come l’Italia sono davvero necessari.
    Purtroppo l’istituzione di nuove province fa gola a tutti, destra e sinistra, infatti se prendiamo ad es. la provincia di Fermo il processo per l’istituzione fu portato avanti prima dal centro sinistra e poi completato dall’attuale amministrazione di centro destra.
    Iniziare col bloccare l’istituzione di quelle nuove non sarebbe male, ridisegnare poi l’intero sistema è essenziale.
    Penso che iniziare eliminando prima la “parte politica” e poi quella tecnico amministrativa sia normale, per motivi tecnici; mandar via presidenti, assessori e consiglieri forse non è tecnicamente difficile, ridistribuire le competenze richiede sicuramente aggiustamenti maggiori.
    Speriamo bene

  • 4. gabriele (30 aprile 2008, 11:12 am) :

    Per curiosità, vi invito a consultare il sito della provincia di ancona (www.provincia.ancona.it) e guardare alle delibere del consiglio provinciale del 2007 e del 2008; vedrete come la stragrande maggioranza delle interrogazioni e delle mozioni sono state presentate da esponenti di An e di Fi (quindi oggi del Pdl) mentre i rappresentanti del centro sinistra (Pd) e della sinistra sono alquanto carenti in materia, nonostante godano di una discreta maggioranza.
    Questo la dice lunga sul modo in cui, parlo per la nostra provincia, viene visto l’ente stesso; niente altro che tante poltrone da dare per l’equilibrio di coloro i quali ancor prima delle elezioni son già sicuri di vincere.

  • 5. Gaspa (30 aprile 2008, 3:34 pm) :

    vedrete come la stragrande maggioranza delle interrogazioni e delle mozioni sono state presentate da esponenti di An e di Fi (quindi oggi del Pdl)

    Che facciamo, li santifichiamo?

    Come al solito quelli di sinistra sono brutti e cattivi, mentre la destra è buona e laboriosa…

    Riesci ogni tanto a dire qualcosa senza fare propaganda, visto anche che ormai le elezioni sono passate?

  • 6. babel-zeta (1 maggio 2008, 1:18 pm) :

    LorenzoMan sono d’accordo con te… e aggiungerei che è stata promessa anche l’abolizione (ovviamente senza alcuna garanzia di adeguata compensazione per gli enti locali) del bollo dell’auto che sta all’ICI come le regioni stanno ai comuni.

    Del resto il federalismo fiscale, così come è stato proposto, non è altro che un modo per declinare la tanto propagandata “libertà”, intesa non come “rispetto delle opinioni e decisioni altrui” ma come “farsi i comodacci propri infischiandosene degli altri”.

  • 7. gabriele (2 maggio 2008, 10:28 am) :

    Guarda Gaspa che io non devo fare propaganda per nessuno; non ho alcun interesse ma quello che ho scritto è vero e puoi controllarlo.
    Non voglio santificare quei consiglieri che fanno semplicemente il loro lavoro, ma voglio semplicemente prendermela con coloro i quali hanno un seggio (con relativa indennità) da diverso tempo, sono stati messi lì dal loro partito e combinano ben poco; poi magari le stesse persone ci vengono a dire che guai ad abolire le province.
    La mia è anche una riflessione su come troppo potere per troppo tempo porti a degenerazioni di questo tipo.
    Nonostante questo resto dell’idea della superfluità dell’ente provincia ma lasciami apprezzare coloro che, una volta dentro, qualcosa combinano, a differenza di coloro i quali una volta “messi dentro” non combinano nulla.

  • 8. LorenzoMan (2 maggio 2008, 11:25 am) :

    Vedi, Gabriele, l’ICI può anche essere ingiusta, come lo è l’accisa sulla benzina ad esempio, ma trovo incongruente il fatto che un governo che intende demandare il più possibile la gestione delle imposte agli enti locali, poi intervenga su queste. Trovo incongruente anche la dichiarazione fatta sull’Alitalia riguardo una possibile acquisizione da parte dello Stato, ma magari mi sfugge qualcosa.
    Tornando all’ICI invece non mi spiego come mai, in campagna elettorale, il PD non abbia mai ribattuto:” Ci consenta, Cavaliere, l’ICI che Lei promette di abolire noi l’abbiamo già ridotta di circa il 30% con una detrazione dell’1,33 per mille sull’imponibile”. Strano, no?

  • 9. gabriele (2 maggio 2008, 1:13 pm) :

    In campagna elettorale il pd parlava del fatto che in parte l’ici è già stata ridotta; forse non lo hanno detto abbastanza ma penso per una precisa strategia politica (poi rivelatasi non troppo buona).
    Le tipologie di tasse sono scelte a livello centrale mentre l’aliquota è scelta a livello territoriale (regionale, provinciale o comunale che sia).
    Gli enti locali devono avere la possibilità di manovrare le aliquote forse più di quanto possano farlo oggi ma devono soprattutto lavorare non in termini di entrate ma in termini di uscite (minori e migliori).
    Far restare parte di ciò che si versa nel proprio territorio mi sembra giusto; non è corretto che alcune regioni tirino sempre e comunque avanti anche le altre, pur ricordando che la nazione è una sola.
    L’acquisizione di alitalia da parte delle ferrovie mi sembra una emerita cavolata.

  • 10. Gaspa (2 maggio 2008, 7:55 pm) :

    Secondo me, un vero federalismo fiscale è l’unico mezzo di rendere più responsabili e quindi più efficienti le regioni del Sud, che hanno vissuto per troppi anni di sussidi statali e di una degenerazione delle teorie keynesiane.

    In questo modo l’impresa privata non si è mai sviluppata, anche a causa delle ingerenze della malavita che ha messo le mani anche su tutte le opere pubbliche, lasciando il Sud senza infrastrutture.

    Con meno soldi da gestire, la criminalità avrà meno fonti di approvvigionamento e le regioni saranno costrette a rispettare i budget.

    Per questo motivo la larga vittoria della Lega può essere un grosso beneficio!

    Il fatto che si parli di vendere l’Alitalia alle ferrovie, dimostra il livello di liberalità del prossimo governo Berlusconi.

    Certo, in mezzo ai tanti debiti delle ferrovie, quelli dell’Alitalia passerebbero in secondo piano, con una bella operazione cosmetica delle televisioni unificate berlusconiane.

    Il problema sarà dunque dimenticato molto presto dal popolo bue, che continuerà a pagare pur non sapendo di farlo…

    Sulle province una cosa non l’ho capita: vuoi l’abolizione delle province o solo di quelle di sinistra?

    E poi non penso che la quantità di mozioni presentata da un consigliere provinciale sia sinonimo di qualità o dimostri la bontà del suo lavoro.

    Io sono per abolirle tutte le province, quelle vecchie, quelle nuove, quelle di destra e quelle di sinistra, perché, se ritengo che un ente sia inutile, è difficile che una mozione per spostare una strada mezzo metro più in là, od un’altra per salvare il gatto selvatico del Conero, mi faccia cambiare idea.

  • 11. gabriele (3 maggio 2008, 1:23 pm) :

    Io le province voglio abolirle tutte, cominciando dal bloccare l’istituzione di quelle nuove (da qualche parte si deve pur cominciare).
    Non pensare che io sia in malafede dicendo che voglio abolire solo quelle di sinistra, perchè credo in ciò che dico e non ho posizioni da difendere.
    Capisco che possa darti fastidio il fatto che i consiglieri della tua parte politica facciano poco ma questo è conseguenza del fatto che troppo potere per troppo tempo crea degenerazioni di questo tipo (e altre, vedi le clientele, gli appalti “sbagliati” ecc.)
    Descrivo solo la situazione della piccola reltà nella quale vivo e vivi anche tu.
    Se poi un consigliere non lo giudichi per le mozioni e le interrogazioni proposte non so proprio per cosa tu possa giudicarlo, visto che il suo lavoro consiste essenzialmente in questo.
    Quello che è certo è che un consigliere che non presenta mozioni, interrogazioni, proposte ecc. non sta facendo il suo lavoro.
    Sul federalismo fiscale io sono perfettamente d’accordo con la lega.

  • 12. Gaspa (3 maggio 2008, 2:48 pm) :

    Mi sa che hai letto male.

    Io ho scritto che non è la QUANTITA’ di mozioni ad essere un indice attendibile del buon lavoro di un consigliere.

    Mi sembra di esprimermi in un italiano facilmente comprensibile, ma evidentemente non è possibile fare dei discorsi senza entrare nella polemica partigiana.

    Inoltre, ripeto ad adiuvandum, io ritengo che l’ente provincia sia inutile indipendentemente dalla quantità o dalla qualità delle mozioni proposte.

    Altrimenti, se bastasse fare tante mozioni per renderlo utile, non staremmo a discutere di inutilità delle province, ma solo di consiglieri fannulloni.

    Sul federalismo fiscale siamo d’accordo sia tra di noi, sia con la Lega.

    Vediamo come verrà realizzato!

  • 13. Gianluigi Mazzufferi (3 maggio 2008, 5:14 pm) :

    Vorrei riportare Gaspa e Gabriele ai contenuti più terra terra della proposta di abolizione delle province. Non che non m’interessi quanto da loro esposto, sempre stimolante, ma se approfondissimo (e per questo bastano dati che sono in rete) qualche aspetto pratico, economico della proposta magari convinceremmo subito altri cittadini che sono titubanti. Ad esempio coloro che non vogliono modifiche degli attuali assetti delle amministrazioni pubbliche per paura che vengano soppressi posti di lavoro! A mio avviso basterebbe quanto riporto di seguito per convincere i più titubanti: “Nell’ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l’abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro “. Importo riferito al 2006.

  • 14. gabriele (3 maggio 2008, 6:04 pm) :

    Io ho letto bene e il mio commento è in linea col tuo, perchè ho detto che se un consigliere non lo giudichi per le mozioni, le interrogazioni e le proposte presentate, non so proprio per cosa lo si possa giudicare.
    Del resto se la quantità non è sinonimo di qualità, la carenza o l’assenza non può che essere sinonimo di scarso lavoro.
    Io cerco sempre di ragionare in termini generali; ho riportato un esempio, relativo alla nostra provincia, che rende bene l’idea di come le province siano dei meri strumenti in mano ai partiti, specie quelli che detengono il potere da tanto tempo.
    Oltre ciò l’idea è sempre quella: abolizione.
    Tornando giustamente a contenuti più pratici, il personale in esubero potrebbe essere impiegato, a mio avviso, in primo luogo nelle cancellerie dei tribunali, vero luogo in cui si allungano i tempi della giustizia, oltre ai trasferimenti presso gli altri enti locali (comuni e regioni) che assorbirebbero le competenze oggi in mano alle province.

  • 15. Gaspa (3 maggio 2008, 7:23 pm) :

    Boh, a me sembra che più terra-terra di così non si possa andare.
    Pensiamo che le province, così come sono attualmente, siano solo uno spreco di risorse pubbliche?
    Io ne sono assolutamente convinto, senza dover per forza fare polemiche politiche che con l’argomento non c’entrano per nulla (basta leggere il link riportato da Gialuigi nel post principale per capire di che cosa discutano alla Provincia di Ancona).
    Berlusconi, in campagna elettorale, ha affermato di voler abolire le province.
    Dobbiamo modificare la nostra architettura istituzionale” ha ribadito Silvio Berlusconi in diretta con Radio Anch’io. Il leader del Pdl ha ricordato in sintesi i punti sui quali bisogna agire: più poteri al premier, una sola camera legislativa, dimezzamento dei parlamentari e anche dei consiglieri regionali e comunali; eliminazione delle province. Silvio Berlusconi si è detto pronto a impegnarsi in questa opera: “Sono diverso dal Berlusconi 2001. Ora conosco bene la macchina dello Stato”

    Bene, ha vinto e speriamo che lo faccia!
    Per quel che riguarda la legge di iniziativa popolare, io firmo qualsiasi cosa, ma sappiamo tutti bene quanta rilevanza abbiano queste proposte in parlamento.

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