Roberto MalucelliCi sono molte analogie tra la vicenda di cui abbiamo letto qualche giorno fa sulle cronache della stampa regionale e la nostra richiesta inevasa. Quella di poter disporre, vedere, confrontare i curricula dei vari candidati. Ci riferiamo sempre a quanto servirebbe per conoscere il profilo professionale di coloro che hanno partecipato alla selezione per il posto di “primario”, nel reparto di chirurgia dell’ospedale di Senigallia.

E’ accaduto questo: un consigliere della nostra Regione, Giacomo Bugaro di FI, abbia chiesto – ed a nostro avviso opportunamente – al Direttore dell’ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche) Dr. Roberto Malucelli di poter visionare il suo curriculum. Non sto ad approfondire perché, come e quando sia stata avanzata questa istanza; segnalo soltanto che alla fine è stata rafforzata da una specifica interrogazione. La legge riconosce appunto agli eletti nell’assemblea regionale questa facoltà ispettiva che viene messa in atto con un quesito formale, rivolto al Presidente del Consiglio Regionale.

Ebbene in questo caso sapete come si è comportato il Dr. Roberto Malucelli, Direttore dell’ASUR? Facendo la scelta più semplice del mondo. Che è anche la più efficace e disarmante possibile: ha pubblicato sul sito web dell’ASUR il curriculum, richiesto rendendolo così consultabile “urbi et orbi” da tutti i cittadini, di tutte le parti del mondo, in ogni tempo, da oggi all’eternità. Il suo e non solo: anche quello del Direttore Sanitario e del direttore amministrativo.

Bravo dottor Malucelli!

Perché invece non possiamo ancora dire “bravo” all’ing. Maurizio Bevilacqua, direttore della nostra A.S.L.? Per il semplice fatto che lui, colto da panico, forse aggredito dal temibile “morbo della privacy” (malattia gravissima, anzi una vera e propria pandemia, che sta sconvolgendo la nostra società) è rimasto folgorato dall’idea di stendere il bucato all’aperto. Si è giustificato con motivazioni che appaiono pretestuose ed inesistenti. Così facendo anzi ha fomentato dubbi e malignità che oggi non avrebbero modo d’esistere e che, se comunque vi fossero, andrebbero stroncati sul nascere. Ciò a ragione della logica della “trasparenza” che è la componente più importante, anzi quella davvero essenziale, nella gestione della cosa pubblica.

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