Moderna? Se questa è la modernità, allora sarebbe bene trovare una “soluzione salvafaccia” che sotterri questa Ascia di Pace, che i nostri antenati avevano trovato, almeno quale periodo d’interruzione, durante la disputa dei giochi, quale antidoto temporaneo nei conflitti militari.
Noi, invece, in occasione dei Giochi, i conflitti in corso li allarghiamo. Continua a leggere…

Festival Esperantista 2008Non è certo quello di Sanremo, ne tanto meno sarà presentato da Baudo, ma anche Senigallia ospiterà il suo Festival, e per di più, internazionale.

Infatti a partire dal giorno 19 del cm. fino al giorno 25, Senigallia ospiterà giovani di tanti paesi accomunati dalla conoscenza di quell’unica lingua che, grazie alla sua mancanza di influenze politiche, economiche, o da reminiscenze di natura colonialistica, è in grado di affratellare i popoli, in maniera reale e non certo solo per il bell’apparire della solita retorica, sempre, però, senza sminuire la validità, la tradizione e la cultura delle lingue nazionali: vale a dire l’Esperanto. Continua a leggere…

Se gli Italiani piangono (ma neppure gli altri ridono) perché i prezzi dei prodotti alimentari aumentano di giorno in giorno (e fossero solo quelli!), finalmente sono riuscito ad individuare il colpevole: il mondo scientifico.

Bill Emmott, sul Corriere della Sera dello scorso 9 marzo, in un articolo tradotto da Rita Baldassarre, partendo da distante ce ne spiega i perché.
I prezzi – così afferma – dei prodotti alimentari da 50 anni a questa parte sono tendenzialmente scesi, salvo cambiare tendenza a partire dagli anni 1974-75 con la crisi petrolifera che fece salire il prezzo dei fertilizzanti.
Oggi stiamo vivendo di nuovo un altro periodo drammatico, che sta colpendo non solo l’Italia ma i consumatori dell’intero mondo.
E la risposta per il superamento di questo “momento” ci può arrivare unicamente dalla Scienza e dal nostro atteggiamento nei suoi confronti. Continua a leggere…

Sacchetto di plastica “degradabile”Anche se in campo scientifico non esistono mai certezze assolute, ma solo risultati che si approssimano sempre più alla verità delle cose, noi che non siamo scienziati vogliamo dire la nostra. Magari per essere confutati!

Oggi è la volta di una vicenda quotidiana, palese ed occulta allo stesso tempo. Ci occupiamo dei cosiddetti “shopper”, i banali ed onnipresenti sacchetti di plastica della spesa, sia degradabili che biodegradabili. Su questo tema tentiamo di divulgare la nostra opinione, e lo facciamo per evitare facili fraintendimenti, o peggio ancora per smascherare veri e propri imbrogli.

Prendi un sacchetto e leggi. Accade infatti, nella gestione della quotidianità, che non si faccia tanto caso a quanto vi è stampato, il più delle volte una pubblicità qualsiasi. Di fatto “non si vede” quel che c’è scritto, o magari lo si legge troppo in fretta. Chi lo avrebbe mai detto che la scelta di questo sacchetto, “il primo in Italia degradabile” di fatto nasconde un’insidia? Continua a leggere…

Virgin Atlantic Boeing 747-400

Parliamo di olio di cocco e di raggi solari.
No, non si tratta di un nuovo ritrovato ecologico, da spalmare sulle nostre epidermidi sottoposte ai raggi del sole canicolare dell’imminente stagione estiva.
L’olio di cocco, unitamente a quello di Babassu, è stato usato per “allungare” (diciamo volgarmente) la miscela di carburante, per far volare un Boeing 747 da Londra ad Amsterdam.
Le notizie di agenzia hanno specificato che il Boeing era privo di passeggeri e che la miscela era costituita per l’80 % da comune kerosene e per il restante 20 % da olii di piante esotiche tropicali. Continua a leggere…