Moderna? Se questa è la modernità, allora sarebbe bene trovare una “soluzione salvafaccia” che sotterri questa Ascia di Pace, che i nostri antenati avevano trovato, almeno quale periodo d’interruzione, durante la disputa dei giochi, quale antidoto temporaneo nei conflitti militari.
Noi, invece, in occasione dei Giochi, i conflitti in corso li allarghiamo.

Non credo di essere né un ecologista né un verde, politicamente parlando, e neppure di “destra” o di “sinistra”; credo nel dovere di rispetto alla natura e ai nostri simili, non credo in una politica da stadio che si identifica in un tifo da curva Nord o Sud.

Mi sento bene nei panni di un cane sciolto, senza cioè una corrente politica che mi obblighi a ragionare con una testa non mia. Preferisco andarmi a cercare una mia verità, attraverso chi ha la fortuna o sfortuna di vivere gli eventi, leggendo, ascoltando, navigando in rete, riassumendo, confrontandolo con chi posso e analizzando poi il tutto, con l’aiuto di quel poco di materia grigia che, con qualche problema dovuto all’età, ancora funziona.

Trattandosi di Olimpiadi, ho pensato, come del resto si usa nelle votazione per l’assegnazione di punteggi in cui entra il giudizio umano (ginnastica, tuffi, pattinaggio…) di eliminare i dati più eclatanti e quelli meno.

Intanto mi sono andato a leggere cos’è, o meglio cos’era il Tibet e poi quello che è stata la Cina, e quello che è oggi.

Il Tibet nasce come nazione nel 127 a.C., conta circa 6 milioni di abitanti, sparsi in una superfice montuosa, l’Altopiano Tibetano, che ha un’altezza media di 4900 m. slm.

La sua capitale è Lhasa, posta a 3595 m di altitudine. Il clima, vista l’altezza, è molto rigido nei mesi invernali, e varia dai -15 della lunga stagione fredda ai + 25 (come picchi di minima e massima). Ciò fa si che le vie di comunicazione, nei periodi rigidi, non sono facili, visti che i passi sono per la gran parte inaccessibili.

L’ Altopiano Tibetano è quello che dà origine a numerosi fiumi di grande importanza sia per portata d’acqua, sia per l’economia agraria dei paesi attraversati, sia per motivi di carattere religioso.
I più conosciuti sono : Il Fiume Giallo, il Fiume Azzurro, Yangtze, Mekong, Indo, Brahmaputa, il Gange, lo Sutlej.

L’ Economia si basa su agricoltura ed allevamento dello Yak, da cui i tibetani ricavano latte e derivati, nonché carne. A fianco di queste due attività oggi si sta cercando di incentivare quella turistica, soprattutto locale.

La religione è la Buddista, che ha però tre correnti: Theravada, Mahayana (quella Tibetana) ed il Vajrayana. Tensin Gyatso o S.S. Dalai Lama è il capo indiscusso di questa religione, ed attualmente si trova in esilio in India.

La Cina, o meglio la Repubblica Popolare Cinese, sembra nascere nel 221 a.C. e sembra debba occupare i primi posti in molti dati statistici di cui si occupano storici, geografi, economisti, ecc., ecc.,.

Dinastia iniziatrice sembra essere stata la Qin, e successivamente l’Impero Han, che getterà le basi storiche di nazione e che, con il succedersi di altre dinastie, legate ad eventi conosciuti perché a noi più vicini, porteranno la Cina a quella che è ai nostri giorni (Guerra dell’ oppio – Nanchino e la fine del Celeste Impero – le Guerre Civili del 1927 e del 1945 – l’ Invasione Giapponese del 1937 e la successiva del 1945 – l’ avvento di Mao-Zedong con la proclamazione della Repubblica il 1 Ottobre del 1949).

Primo paese al mondo per abitanti (1 miliardo e 400 milioni), il terzo per superficie, il primo ancora per la produzione di frumento, idem per quella del riso, delle patate, per il numero di suini allevati (1/3 dell’intera produzione mondiale) e per l’attività ittica.

Le modifiche del sistema socio-economico, da perfezionare entro il 2010 come deciso dal XIV Comitato Centrale del PCC, stanno rivoluzionando anche il sistema produttivo industriale di acciaio, alluminio, petrolio, chimica industriale, cemento. Non di meno avviene in quello manifatturiero di mezzi di trasporto, elettronica di consumo, microelettrica, informatica, telefoni, giocattoli, armi, abbigliamento, chimica fine, legno, alimentari.

Il tutto offerto a costi altamente concorrenziali al mercato interno e soprattutto esterno, per il basso prezzo della manodopera. Insomma, un partner ideale per lauti guadagni, per “palati incalliti”.

Le religioni praticate in Cina, in realtà da quei pochi che le praticano, essendo il cinese ateo quasi per vocazione, sono: la Confuciana, la Taoista e la Buddista (per la totalità), seguite poi da un numero esigue di seguaci del Cristianesimo ed Islamismo.

Viene allora da chiedersi il perché un paese economicamente così potente abbia deciso nel 1949 di invadere un paese di terre aride e sperdute, con una popolazione di pochi abitanti dediti alla agricoltura, all’allevamento ed alla preghiera, che come base dei concetti buddisti, prevedono la salvaguardia della natura e di tutto ciò che di vivo c’è in essa?

Una volta le guerre si combattevano per mire espansionistiche, poi si cominciò a dire che si colonizzava a “fin di bene” per far conoscere il “progresso”, e si occupavano territori militarmente strategici.
Ma il Tibet…..??!!

Vediamo. Allora… nel lontano 1949 forse poteva interessare la sua posizione di cuscinetto (unitamente al Nepal) nei confronti di un’India con cui la Cina non è che fosse in ottimi rapporti?
Forse potevano interessare le sorgenti dei suoi numerosi fiumi che, con le notevoli portate d’acqua, permettevano utilissime vie fluviali di comunicazione ed irrigazione?
Interessava l’enorme patrimonio boschivo, con il suo legname?

Mi sembra tutto questo, però, poca cosa per un così grande paese… c’era qualche cosa sotto, che mi sfuggiva e volevo e dovevo capire.

Ed è proprio da quel “qualche cosa sotto” che nasce tutta la mia ricerca su Internet! Quel “qualche cosa sotto” inteso sia come ricchezze minerarie, sia come il voler celare, nascondere sotto il suolo. E penso proprio che questa seconda ricchezza sia la più grande del Tibet, e nasce proprio dalla difficoltà di accesso a questi impervi territori Tibetani, dalla loro scarsa densità abitativa, dalla certezza che tutto si possa fare all’oscuro (o quasi) di tutti.

Il sottosuolo tibetano è ricco di oro, litio, uranio (i più ricchi giacimenti del mondo), cromite, rame, ferro, petrolio (nella sola regione dell’Amdo si estraggono un milione di tonnellate di greggio all’anno).

Il “soprasuolo” tibetano non è (o meglio non era) da meno, almeno ecologicamente parlando: 25 milioni di ettari di foresta in cui crescevano 100.000 specie di piante di alto fusto, 2000 varietà di erbe medicinali, nidificavano 532 specie di uccelli e scorrazzavano leopardi delle nevi e maculate, linci, orsi neri himalayani, panda giganti e rossi…

E’ con l’Insurrezione Nazionale Tibetana (10 marzo 1959) e con l’intervento dell’Esercito di Liberazione Cinese, che comincia il percorso tutto “in salita” (del resto non poteva essere altrimenti, vista l’ubicazione di queste terre): con la morte di 85.000 tibetani (secondo una stima che la stessa Pechino fornisce) nel solo Tibet Centrale.

Dal quel 1959 al 1985 si passa da 25 milioni di ettari di superficie boschiva, a 13,5 (come dire un -46%). Ritengo che sia un dato verificabile attraverso i satelliti che girano sulle nostre teste, se solo lo si vuole!

Le conseguenze di ciò, come sottolineato da studiosi in materia (cito ad esempio lo statunitense Elman Reiter), potrebbero essere le alluvioni del Bangladesh. Ma questa disboscazione selvaggia sicuramente ha inciso sul sistema monsonico, con precipitazioni che hanno sempre causato, si, calamità naturali, ma che oggi sono mutate in “innaturali“, perché quell’equilibrio che c’era prima, ora è vento a cessare.
Gli studiosi ritengono che ciò possa aver inciso anche sui Venti di Alta Quota, che spirano ampliati sull’Altipiano Tibetano, nonché sui danni che provoca il fenomeno che va sotto il nome di El-Nino.

Nel 1960 il Governo Cinese introduce la cosiddetta “Agricoltura Intensiva”, per l’attuazione dello “Sviluppo“: eliminazione delle colture delle piante medicinali e da foraggio (pascoli, ecc.) per far posto a quelle commestibili; introduzione dell’obbligo di utilizzo dei fertilizzanti chimici e degli insetticidi.
Sempre per bocca cinese, 120.000 kmq vengono così colpiti dall’opera di desertificazione.

Nel 1960 il Governo Cinese ritiene che sia giunto il momento buono per cominciare ad usufruire anche dei beni del sottosuolo, dando così inizio all’attività estrattiva.
Il 31 Ottobre del 1995 il Governo Cinese, per bocca dell’Agenzia di Stampa Ufficiale Xinhua, fa sapere che ha deciso di incrementare lo sfruttamento delle risorse minerarie della RAT (Regione Autonoma Tibetana).

Intanto, siamo ne 1992, dalla località indiana di Bangalore, nel corso di una conferenza stampa, S.S. Dalai Lama rende pubblico il problema delle scorie radioattive… immediata è la smentita di Pechino, che sempre per bocca della sua Agenzia Xinhua, in data 19 luglio 1995, ammette che nella Prefettura Autonoma Tibetana di Haibei, nei pressi della riva del lago Kokonor (il più grande dell’Altopiano), vi è “una discarica di 20 mq utilizzata per il deposito di materiale radioattivo“.

Se ci sono scorie radioattive deve esserci anche qualche cosa che le produce… centrali nucleari non credo ed allora… ecco che cercando… faccio solo l’ elenco della lavandaia… chi è interessato ad approfondire può farlo facilmente da solo digitando semplicemente www.cina e www.tibet:

  • metà dell’Uranio della Terra si trova nelle montagne che circondano Lhasa;
  • uno dei centri nucleari segreti si chiama Nona Accademia o semplicemente Fabbrica 211;
  • i test nucleari sono eseguiti a Lopnor nel Xinjiang, a Nord-Ovest del Tibet, dove c’è stato un incremento dei casi di morte per cancro, soprattutto infantili;
  • è del 1971 il posizionamento della prima testata nucleare a Tsaidam nell’Amdo;
  • a Nagchuka, 150 km da Lhasa, ci sono missili nucleari;
  • nel bacino di Tsaidam nell’Amdo, a grande altitudine, geograficamente isolato, vi sono 3 località adibite a deposito di missili nucleari;
  • a Drotsang, 63 km da Siling, c’è una produzione di missili, conosciuta con il numero di codice 430. I missili vengono poi collaudati sul lago di Kokonor;
  • a Nagcchuka sono posizionati 20 missili balistici con raggio intermedio ed altri 70 a raggio medio;
  • a Payi nella RAT, in un deposito sotterraneo contrassegnato dal codice 809, sono presenti altri missili, che nelle esercitazioni vengono portati allo scoperto ed usati con lanci sia verticali che orizzontali su obbiettivi prestabiliti;
  • la dott.ssa Tashi Dolma, dell’Ospedale Chabcha, ha riferito che 7 bambini pastori nomadi sono morti nelle vicinanze della città nucleare; che tra il 1989 ed 1990 ben 50 persone sono morte a Thewo nell’Amdo e nel 1990 dodici donne hanno partorito figli che sono morti subito dopo la nascita.

Ora dopo tutto questo, e non solo, non voglio credere (ma faccio un gran sforzo) che su 6 milioni di Tibetani, ce ne siano 7,5 milioni di cinesi che vogliono la loro cacciata.

Non voglio credere (anche se faccio un enorme sforzo) che su un miliardo e mezzo di cervelli cinesi, non ve ne siano alcuni che possano comprendere che la strada intrapresa sia una strada sbagliata (anche nei loro stessi confronti… le scorie radioattive non conoscono passaporto).

Non credo neppure che la ferrovia costruita e pubblicizzata con orgoglio dai cinesi, quella del Qingzang che collega in 40 ore la città di Lhasa con quella di Pechino, sia stata costruita per incentivare rapporti “umani” tra cinesi e tibetani…

Non credo neppure che il boicottaggio delle Olimpiadi potrebbe servire a qualche cosa, dal momento che lo sport non è più tale, ma un semplice spettacolo, gestito da quel regista che risponde al nome di Potere Economico: quello stesso Potere che gestisce quello Politico, il quale a sua volta è costretto a fa finta di nulla, pur avendo le possibilità di fare molto, forte delle riprese satellitari. Quel Potere Politico che può mettere con le spalle al muro il Governo Cinese, ora però tanto economicamente in auge da non andargli contropelo. Ecco che allora ci si nasconde con falsità come:

  • Non parteciperemo all’inaugurazione dei Giochi…
  • Parteciperemo alla chiusura…
  • Lasciamo agli atleti la decisione… si, tutti sponsorizzati se non militarizzati, con l’unica scelta tra un’esclusione e un “signorsì”!
  • Io porto una medaglietta con la croce…
  • Io suggerisco di farle a porte chiuse…
  • Io sventolerò la bandiera del Free Tibet…

Io invece più passa il tempo e più credo che quella massima che dice “tutti gli uomini hanno un prezzo” non sia più veritiera: magari lo avessero un prezzo, anche scandaloso. Il problema, oggi, è che ci si vende per nulla, perché essendo privi di valori lo siamo anche di valore.

1 Commento

  • 1. babel-zeta (18 aprile 2008, 2:29 pm) :

    articolo molto interessante, grazie per la ricerca!

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